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Mkhitaryan: «Vorrei restare e vincere a Roma. Il nostro obiettivo è la Champions»

Lunedì 18 Maggio 2020 di Gianluca Lengua
Mkhitaryan: «Vorrei restare e vincere a Roma. Il nostro obiettivo è la Champions»
Paulo Fonseca si è esposto per farlo restare a Roma, perché Henrikh Mkhitaryan lo ha conquistato con il modo di giocare e la personalità. Un giocatore determinante nello scacchiere del portoghese, rimasto infortunato per troppo tempo durante la stagione attuale (oltre due mesi) durante i quali i giallorossi hanno faticato a trovare il gol. Oggi Miky sta bene, i problemi  muscolari sono solo un brutto ricordo e ha una grande voglia di tornare in campo a giocare: «Dal primo giorno che sono arrivato a Roma mi sono trovato bene, sia la squadra che in città. Era tutto fantastico. Sarebbe bello restare qui, il nostro obiettivo principale sarebbe la Champions, e ovviamente giocare e vincere dei titoli. Alla fine dalla tua carriera tutti penseranno a cosa hai fatto per le squadre, cosa hai vinto, come hai giocato… Quindi per me è molto importante lasciare un ricordo positivo: vincere qualcosa, un titolo, fare qualcosa di buono per la squadra», ha detto in un’intervista con l’ambasciata armena in Italia. Mkhitaryan ha poi analizzato la Serie A trovando le differenze rispetto al calcio inglese, tedesco e ucraino in cui ha giocato in passato: «Dal primo giorno che sono arrivato sono rimasto impressionato da alcuni giocatori, dei livelli che non avevo visto in Germania, Inghilterra o Ucraina. Non farò i nomi, ma dico che abbiamo dei grandi talenti, dei grandi calciatori che possono raggiungere livelli altissimi e spero che con le loro qualità potranno aiutare la Roma per raggiungere gli obiettivi. La Serie A ha le sue particolarità. Alcuni la sottovalutano, ma è molto interessante giocare qui. Non è forse come 20 anni fa, ma sono sicuro che il campionato stia continuando a crescere e anche la scelta del prestito dell’anno scorso parla da sé. Sono molto felice di essere qui, giocare in Italia con questi tifosi è davvero incredibile. Avevo sentito molto sul fatto che i tifosi qui fossero pazzi in senso buono, ma non potevo credere che fosse davvero così. Sono molto soddisfatto di giocare per la Roma e di avere questi tifosi. Non è un segreto che il successo di ogni giocatore in campo dipenda anche dai suoi compagni e da una collaborazione efficace tra di loro».

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L’attaccante ricorda anche un aneddoto relativo al suo arrivo nella Capitale: «Gli italiani con la loro mentalità sono molto simili agli armeni ed è una cosa buona per me perché mi trovo molto bene con loro e mi rende la vita più facile. Di cose divertenti ne sono accadute, la prima è stata mentre stavo prendendo il volo, il 2 settembre, per viaggiare da Londra a Roma. Ero seduto in aereo e l’assistente di volo è venuto da me e mi ha chiesto: “Hai già firmato con la Roma?” e io gli ho risposto: “Beh, come vedi sto andando a Roma a vedere se firmare o meno”. Quando sono sceso dall’aereo c’erano tantissimi giornalisti e ho chiesto all’ufficio stampa della Roma: “Non ho ancora firmato, perché c’è tutta questa gente con le telecamere che si aspetta che dica qualcosa sulla Roma?”. E mi ha risposto che l’Italia va pazza per il calcio, quindi sarei dovuto essere pronto per queste cose. Forse ora la storia non è così divertente ma comunque ti dice molto: ero in una situazione in cui io stesso non sapevo se avrei firmato o meno con la Roma, ma tutti già lo davano per scontato».
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