Lazio, gran premio Champions

Sabato 8 Dicembre 2018 di Emiliano Bernardini
La Ferrari biancoceleste è pronta per il gran premio contro la Sampdoria. Il motore, ingolfato nei giorni scorsi, è stato revisionato in settimana durante un ritiro che lo stesso Inzaghi ha tenuto a ribadire ancora una volta che non è punitivo. Sul musetto della fuoriserie Lazio c’è un’aquila rampante pronta ad aggredire nuovamente il campionato dopo alcuni passaggi a vuoto. Tre pareggi che l’hanno fatta scivolare al quinto posto in classifica. Immobile a compagni torneranno all’assalto del podio Champions. Già, quella Champions che per ammissione dello stesso tecnico «non deve essere un’ossessione». E poi ancora: «Conosciamo i nostri obiettivi, dobbiamo vivere tutto più tranquillamente. Le pressioni non devono essere un alibi, per questo siamo stati insieme in settimana». Insomma l’impresa eccezionale è essere normali verrebbe da dire. Sì, perché la Lazio sta dimostrando di soffrire dal punto di vista mentale. Problemi di approccio alle partite. Un limite mentale che stava diventatndo cronico. Ecco perché il presidente Lotito è intervenuto in maniera perentoria chiudendo tutti a Formello. Ha giocato d’anticipo evitando così che la Lazio compromettesse da sola la corsa al quarto posto. 
VOLONTÀ
Tutto è ancora possibile ma bisogna volerlo. Ecco il significato di quel “Volli fortissimamente Volli” detto a voce alta dal patron al termine degli stati generali biancocelesti di giovedì. I “figliocci” Inzaghi e Tare e “Angelino”, tutti insieme appassionatamente. Le parole di Lotito da un lato hanno dato una mano di bianco sul nero che in settimana aveva cominciato a spuntare qua e là, ma dall’alto ha investito tutti di grandi responsabilità. Tecnico e giocatori non possono più sbagliare. «Sulla definizione di Ferrari sarà mia premura far andare sempre la squadra a pieni giri. Sono rimasto deluso della prestazione di Cipro e dell’approccio col Chievo. Siamo a meno uno dalla Champions, abbiamo passato il turno in Europa. Siamo ambiziosi» ha sottolineato Inzaghi. Insomma da qui in avanti niente più uscite in curva o motori ingolfati. La Lazio è stata costruita per centrare l’obiettivo Champions ed il tecnico deve guidarla come si fa con auto di questo livello. Ingranaggi da oliare o da sostituire perché d’ora in avanti anche i giocatori non avranno più alibi mercato o presunta pubalgia che sia. 
SCELTE
Il tecnico riparte dalle certezze. In primis il modulo. Nessun cambio si andrà avanti con il 3-5-2. Non sarà una gara semplice perché la Sampdoria è una squadra lanciata: 19 punti in campionato e turno di coppa Italia superata. I guai del presidente Ferrero non hanno intaccato la solidità del gruppo di Giampaolo. Inzaghi conosce bene le insidie della gara e per questo si affiderà nuovamente a Luiz Felipe a destra nei tre di difesa con Acerbi e Radu. Il volante resterà tra le mani di Badelj visto che Leiva non è ancora in forma (ha dormito comunque a Formello per dare l’esempio). Confermati Parolo e Milinkovic in mediana, sugli esterni agiranno Lulic e Caceres schierato al posto dell’infortunato Marusic. In avanti l’unico dubbio di formazione con tre giocatori, Caicedo, Correa e Luis Alberto per un posto a fianco di Immobile. Lo spagnolo sta bene ed è in pole per una maglia da titolare. Ora o mai più verrebbe da dire. La vittoria manca da un mese, l’Olimpico è pronto ad esultare e ad abbracciare la Lazio. Quella vera. Pronto anche un nuovo coro sulle note di “Una donna per Amico” di Battisti.



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