Lazio, alta pressione su Inzaghi

Giovedì 17 Ottobre 2019 di Emiliano Bernardini
Barra dritta sulla Champions. Inzaghi non ha più bonus da giocarsi. Alla ripresa la Lazio è attesa da un poker da quarto posto: Atalanta, Fiorentina, Torino e Milan. Vietato sbagliare ancora. Il tecnico biancoceleste è nel mirino del presidente Lotito che non ha gradito gli ultimi risultati della squadra. Troppi errori e soprattutto poco carattere. Caratteristica, quest’ultima, che poco si addice al patron biancoceleste. Lui da sempre uomo di battaglia non può certo rispecchiarsi in una formazione timorosa. Eh già perché è proprio questo il più grosso neo degli uomini di Inzaghi. La poca cattiveria ha impedito di chiudere partite già vinte consentendo clamorose rimonte agli avversari. E non è certo cronaca degli ultimi mesi. Anche la passata stagione ha annoverato episodi molto simili. Il presidente ora però non fa più sconti. Né al tecnico né ai calciatori. Perché questo è il momento di dare. Le concessioni, soprattutto dal punto di vista degli stipendi, sono state fatte. Ora va ripagata la fiducia con i risultati. E non certo vittorie qualunque, ma adesso è il momento di prendere la laurea. Laurearsi significa andare in Champions League. 
UOMO AVVISATO
I due soli punti conquistati tra Roma, Inter, Spal e Bologna hanno già fatto voltare la stagione. Il tempo per ritrovare la retta via c’è ma non sono ammesse altre amnesie. Lotito lo ha fatto capire a chiare lettere ai giocatori. E’ arrabbiato perché è convito che finora la squadra non abbia assolutamente reso per come potrebbe. Troppe distrazioni. E allora ecco l’aut aut. Si è sempre dichiarato un pater familias e come tale ha riunito tutti intorno ad un tavolo per dire la sua. In particolare modo a Inzaghi. Un figlioccio come lo ha definito tempo fa. In estate gli ha rinnovato il contratto dopo un tira e molla e lunghi silenzi. Qualche leggera frizione è rimasta ma nulla di insanabile. Ma alcune crepe, si sa, possono portare alla rottura. Ecco che allora è meglio intervenire quando si è in tempo. Il classico discorso dell’uomo avvisato mezzo salvato. A fine anno si tracceranno le somme in base ai risultati ottenuti. E’ dovere di tutti remare dalla stessa parte per ottenere quello per cui la Lazio è stata costruita: la Champions. 
QUESTIONE DI SCELTE
Non solo il carattere perché al tecnico è stato imputata la scarsa attitudine a cambiare formazione. E così dei nuovi innesti solo Lazzari ha avuto il giusto spazio. Guarda caso proprio uno degli uomini fortemente voluti dallo stesso tecnico. Jony entra ad intermittenza e Vavro ha la panchina come amica. E pensare che il mercato era stato promosso a inizio campionato da Inzaghi stesso. Un mercato ritenuto soddisfacente ma poi le parole, finora, non hanno trovato riscontro nella pratica. Scelte che in qualche modo creano una sorta di appiattimento e che non stimolano la concorrenza tra i calciatori. Un danno secondo Lotito. Il patron ha più volte rimarcato a Inzaghi che non vuole entrare nel merito delle scelte ma che d’ora in poi la Lazio dovrà essere guidata come una Ferrari. A cominciare da sabato contro l’Atalanta. Simone non avrà a disposizione lo squalificato Leiva, al suo posto ecco Parolo. Ballottaggio Marusic-Lazzari per l’out di destra. Il montenegrino è squalificato in Europa League e sembra in vantaggio sull’ex Spal. Ieri a Formello si è rivisto anche Correa dopo il problema al polpaccio accusato la scorsa settimana. L’argentino provato in coppia con Immobile. Il Tucu vuole farsi perdonare il rigore fallito contro il Bologna. Questione di carattere. E di scelte. 



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