Lazio, Inzaghi è chiamato a fare scelte all'altezza

Lunedì 11 Febbraio 2019 di Emiliano Bernardini
Quattro partite in meno di due settimane. La Lazio giocherà praticamente ogni tre giorni. Campionato, il doppio scontro di Europa League con il Siviglia e poi l’andata delle semifinali di coppa Italia contro il Milan. Tradotto, in queste quattro gare c’è in palio una bella fetta della stagione biancoceleste. Tempo di scelte, dunque. Scelte dal punto di vista degli uomini da schierare e anche dal punto di vista delle priorità degli obiettivi. Una scaletta d’importanza è stata fatta: quarto posto in campionato, la Coppa Italia e in ultimo l’Europa League. Questo non vuol dire che la Lazio non giocherà tutte le partite con la stessa intensità ma semplicemente che dovendo gestire le forze certe valutazioni verranno fatte. In Coppa Italia restano tre partite, il campionato è tutto da giocare mentre in Europa la strada è lunga e in salita. Il problema principale è che ancora una volta la Lazio arriva al momento chiave della stagione con gli uomini contati. Questione d’infortuni e squalifiche. 
SEMPRE GLI STESSI
Cedono nuovamente i muscoli, provati da troppi sforzi. No, la preparazione non è sotto accusa. Piuttosto il problema è quello di aver insistito sempre sugli stessi uomini. Inzaghi, un po’ per le poche scelte all’altezza a disposizione, un po’ per la sua poca predisposizione al cambio, ha ruotato poco. Eppure il tecnico biancoceleste nel corso della stagione qualche volta ci ha provato a fare turnover in quei ruoli che considera chiave ma sempre con scarsi risultati. Berisha è indietro di condizione e sembra un pesce fuor d’acqua. La sensazione è che il kosovaro non si sia completamente integrato con il resto del gruppo. Il lungo infortunio lo ha penalizzato ma del guerriero apprezzato a Salisburgo si è visto ben poco. Anche Badelj è stato usato con il contagocce. Il croato non garantisce la stessa qualità di Leiva. È un calciatore molto diverso ed è per questo che Inzaghi il brasiliano lo manda in campo anche con una gamba sola. Durmisi ha la gamba ma non il fisico. Scende bene ma in fase difensiva è spesso in difficoltà sulle palle alte e così, visto il ricondizionamento e il tendine rotuleo poco sano di Lukaku, nemmeno Lulic non ha sostituti. 
DOPPIO REGISTA
Inzaghi però giocherà tutte e quattro le gare sicuramente senza Milinkovic. «Sergej ha evidenziato una lesione di primo grado all’adduttore della coscia sinistra» come riferito dal dott. Fabio Rodia. Il serbo si è infortunato giovedì nella gara contro l’Empoli. Non sta bene nemmeno Ciro Immobile, già in tribuna contro i toscani. Sull’attaccante ci sono molte valutazioni in atto. «Ha riportato un’elongazione ai flessori della coscia sinistra» rivela lo staff medico. Un po’ come dire tutto e niente perché è chiaro che il calciatore è al limite della lesione e giorno dopo giorno bisognerà valutare i progressi. Caicedo è in ottima forma ma difficilmente Inzaghi si priverà del suo bomber per tutte le gare, la sensazione è che a Ciro gli venga chiesto di stringere i denti come successo diverse volte lo scorso anno. Luis Al berto e Correa, invece, hanno recuperato e non preoccupano. Il tecnico biancoceleste è chiamato a scegliere e rischiare. Possibile che in Europa possa schierare il duo Badelj-Leiva per sopperire all’assenza di Milinkovic. Un’idea accarezzata in estate ma mai provata fino in fondo. Questo gli garantirebbe la giusta copertura soprattutto con squadre di gamba come il Siviglia. Inzaghi sceglie e il quarto posto è in cima alla lista delle priorità. 


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