Lazio in emergenza, Inzaghi è senza ali

Lazio in emergenza, Inzaghi è senza ali
di Daniele Magliocchetti
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Martedì 13 Ottobre 2020, 09:07

Dita incrociate, ferri di cavallo e, se ci scappa, pure un quadrifoglio. Inzaghi le prova tutte e fa gli scongiuri in vista della ripresa e soprattutto delle sfide con Sampdoria e Borussia Dortmund (pure i tedeschi alle prese con pesanti infortuni in difesa e non solo). Per adesso la sosta non sembra essere servita a granché, la squadra è ancora un po’ incerottata. E per Genova il tecnico potrebbe schierare una Lazio inedita, mai vista. Dopo Radu, Lulic, Luiz Felipe e Marusic, ancora un po’ malconcio, ieri si è fermato pure Lazzari. Una doccia fredda. L’esterno laziale ha avvertito una pizzicata nella zona del flessore nella seduta d’allenamento in nazionale ed ha subito fatto rientro a Formello. Nella giornata odierna, il calciatore si sottoporrà ai controlli e si verificherà il da farsi. Dallo staff medico biancoceleste filtra un cauto ottimismo. Potrebbe anche trattarsi di un semplice affaticamento e se fosse così, resterà a riposo un paio di giorni, tentando di recuperare per sabato. Se fosse altro, allora saranno guai. Non resta che aspettare gli esami, ma l’allarme c’è. Eccome. 
MARUSIC CI PROVA 
Di sicuro non è un periodo florido per la Lazio. Tra difesa e corsie laterali i problemi non mancano. Allo stato attuale, considerata l’assenza di Lulic e i problemi di Lazzari e Marusic sulle fasce gli unici disponibili sono Fares (tornerà domani dalla nazionale) e Djavan Anderson. Tra i due solo l’algerino da quando è partita la stagione ha giocato cinquantacinque minuti con l’Inter e appena un quarto d’ora venerdì scorso nell’amichevole con la Nigeria. Per Inzaghi un bel dilemma. Qualche speranza potrebbe riservarla il montenegrino, alle prese con una dolorosa distorsione alla caviglia, che tra oggi e domani proverà il ritorno in campo per vedere se sarà il caso di forzare o meno. Ma anche questo, a prescindere da come risponderà Marusic, potrebbe essere un bel rischio, visto che da sabato 17 e per i successivi ventidue giorni, la Lazio giocherà quattro partite di campionato e tre di Champions. Non poche e tutte ravvicinate. Quindi con un bel dispendio di energie. Inzaghi, tenendo a mente quanto è accaduto dopo il lockdown, dovrà fare attenzione e tener conto della condizione dei giocatori per non spremerli troppo. 
DIFESA CONTATA 
Nel reparto arretrato le cose non migliorano. Radu non è in lista, Luiz Felipe ha fatto dei passi indietro e per Genova il suo recupero appare improbabile, meno col Borussia dove potrebbe essere a disposizione, almeno per la panchina. Ma è una corsa contro il tempo. Al momento Patric, Acerbi e il “redivivo” Vavro, più il giovane Armini, sono i difensori a disposizione. Probabile che il tecnico si affidi ai primi tre, a meno che non voglia cominciare con Parolo, ma se sarà così, si tratterebbe di una pesante bocciatura per Vavro, reduce da prestazioni solide e convincenti con la Slovacchia (domani ancora titolare con Israele) . Le uniche certezze in attacco, con il tandem inedito Caicedo-Muriqi che corre verso la conferma, ma anche in mezzo con Milinkovic, Leiva e Luis Alberto. 
L’EUROPA INCORONA CIRO 
Se a Formello tanti sono a mani giunte, c’è chi come Ciro Immobile sorride e festeggia per la Scarpa d’Oro e durante un’intervista a France Football si esalta: “Una sensazione fantastica aver vinto un trofeo conquistato da gente come Messi e Cr7. Ho battuto uno come Lewandoski che quest’anno era un potenziale Pallone d’Oro”. Ma le sue due panchine azzurre consecutive hanno fatto discutere e infuriare i tifosi della Lazio che si sono sfogati via social contro il ct Mancini. 

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