Meravigliosa creatura. La Lazio ora non può più nascondersi

Meravigliosa creatura. La Lazio ora non può più nascondersi
di Emiliano Bernardini
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Lunedì 16 Ottobre 2017, 07:30

Eroica. Questo il miglior aggettivo per descrivere la Lazio di Simone Inzaghi. Un gruppo di pazzi che non ha timore di niente e nessuno. Spavaldi quel tanto che basta per affrontare il campionato a muso duro. Il gruppo è l’arma dei biancocelesti. Tutti uniti verso un unico obiettivo: vincere divertendosi. Immobile e compagni ci stanno riuscendo alla grande, meritandosi gli applausi di tutta l’Italia calcistica. I tifosi laziali godono e sognano, gli altri la temono e si chiedono: dove può arrivare? Di sicuro Inzaghi ha fatto saltare tutti gli schemi e le previsioni di inizio campionato. La Lazio inserita tra il sesto ed il settimo posto in classifica. I biancocelesti adesso puntano dritti alla Champions. La parola scudetto forse è ancora troppo grande, ma il calcio ha spesso regalato favole impensabili. E così quel gruppo di pazzi non si pone limiti. Partita dopo partita fino al 20 maggio. Solo allora si traccerà una linea e si farà un bilancio. Questo, come cantano i tifosi, è il tempo di vincere insieme.
SCELTE GIUSTE
La Lazio parte da una gruppo costruito pezzo dopo pezzo con intelligenza. E poi c’è quel pizzico di fortuna che aiuta gli audaci e che non guasta mai. Immobile è la ciliegina sulla torta fatta con ingredienti dosati, ma di qualità. Ciro è primo nella classifica marcatori, già 15 reti stagionali messe a segno. Tre doppiette e una tripletta. E poi c’è quel gusto in più legato al fatto che sia stato Monchi, attuale ds della Roma, a lasciarlo partire da Siviglia. Leiva, arrivato per sostituire Biglia, si è rivelato un capolavoro. I biancocelesti cercavano un regista, Tare ha portato a Roma un produttore. Il brasiliano ha dato carattere e voglia di vincere. Luis Alberto, arrivato per sostituire Candreva, è sbocciato in tutto il suo talento. Ha ritrovato fiducia e ora non conosce rivali in quel ruolo. Strakosha, arrivato in punta di piedi, nel giro di un anno ha preso il mondo in mano. Marusic e Lukaku, le due frecce in più alla faretra di Inzaghi. E poi mancano ancora Nani e Felipe Anderson. Bisogna dare atto a Tare e a Lotito che quest’anno hanno costruito una rosa completa. Hanno individuato le giuste personalità che amalgamate a dovere creano quella miscela esplosiva che ogni domenica manda in estasi i tifosi biancocelesti. Sembrano loro stessi dei tifosi in campo.
IL MAESTRO
E poi l’intuizione sovrana: dare la panchina a Simone Inzaghi. In particolare, confermarlo dopo la retromarcia di Bielsa. Poteva essere un incubo, si è rivelato l’inizio di un sogno che i biancocelesti sperano non finisca più. Simone ha lavorato da subito sullo spogliatoio ricostruendolo completamente. Ha ridato fiducia, trasmesso ambizioni e insegnato a vincere. Ora allena anche l’umiltà. Fondamentale per non perdersi lungo la strada dei complimenti. Giornata dopo giornata, con l’aiuto del vice Farris e di uno staff che è come una famiglia, sta plasmando la sua creatura. Il 3-5-2 camaleontico è un modulo che gli consente di far giocare tutti e di esaltare le caratteristiche dei singoli. La difesa è il miglior attacco, recita un antico adagio calcistico che Simone ha fatto subito suo. I biancocelesti subiscono poco, difendono compatti e poi ripartono in velocità con gli esterni e le imbeccate di Luis Alberto e Milinkovic per le scorribande di Immobile.
INCURSORI E SCORRIBANDE
Una sola punta di ruolo, ma secondo miglior attacco del campionato insieme alla Juventus (21). Merito del suo dispositivo tattico, che gli consente di coprire tutto il fronte d’attacco sfruttando le caratteristiche dei suoi centrocampisti plasmabili. Difendono e attaccano. Inzaghi ha a disposizione degli incursori che in fase di possesso squarciano le linee avversarie. La vittoria dello Stadium è di quelle che ti possono cambiare una stagione, perché convincono i calciatori del loro valore. Ora Inzaghi dovrà usare il bilancino per dosare le forze. A cominciare da giovedì a Nizza, squadra in crisi nera. L’Europa League, almeno fino a primavera, non richiede un grandissimo dispendio di energie. La Lazio, a meno 5 dalla capolista Napoli, fino alla sosta affronterà Cagliari, Bologna, Benevento e Udinese. Un mese per volare ancor più in alto. 

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