Ibrahimovic elimina il Chelsea: il Psg vola ai quarti insieme al Benfica

Un momento della sfida tra il Benfica e lo Zenit San Pietroburgo
di Benedetto Saccà
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 9 Marzo 2016, 20:17 - Ultimo aggiornamento: 23:10

Accodandosi al Real Madrid e al Wolfsburg, il Paris Saint-Germain e il Benfica questa sera si sono qualificati per i quarti di finale della Champions League. Eliminati, insomma, il Chelsea e lo Zenit San Pietroburgo.

Quanto alla sfida di Stamford Bridge, i Blues di Hiddink hanno dovuto chinare il capo al passaggio dei francesi, e in particolare di Rabiot e di Ibrahimovic, i marcatori della notte londinese. Già forti del successo raccolto all’andata (2-1), i parigini hanno vinto così pure il secondo duello per 1-2, e certo dovranno ringraziare a lungo anche il talento di Di Maria e le parate determinanti del portiere Trapp.

A stupire, comunque, stasera sono state la solidità tattica e la tenuta psicologica del Psg. E non è stato di sicuro un caso che gli uomini di Blanc si siano scoperti capaci di trovare la forza giusta per conquistare la vittoria in Inghilterra. Ad inaugurare la partita di Londra è stato Rabiot. Poi il Chelsea è riuscito a replicare grazie a Diego Costa, e a creare qualche occasione: ma lo stesso Diego è uscito dopo un’ora e la spinta è presto evaporata. Inevitabile, a quel punto, che Ibra timbrasse la sentenza. E giusto, a rifletterci. In buona sostanza, bisogna annotare che il Paris ha offerto un’ottima prova nel complesso, anche se il quadro va naturalmente ridotto nella prospettiva dettata dalla pochezza mostrata dal Chelsea in questa stagione.

Venendo alla sfida di San Pietroburgo, il Benfica di Rui Vitoria ha battuto lo Zenit di Villas Boas (1-2), sfruttando i gol di Gaitan e di Talisca, firmati nel finale a rimontare l’iniziale rete siglata da Hulk. Giusto per ricordarlo, il Benfica aveva anche vinto la sfida di andata per 1-0. Nelle pieghe del sorteggio, è chiaro che i lusitani saranno la squadra meno quotata del blocco. Un corridoio, da qui alla finale di Milano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA