Sette Colli, il meglio del nuoto da domani al Foro Italico

Lunedì 10 Agosto 2020 di Piero Mei

Non ha bisogno dei grandi nomi internazionali, di una Ledecky, la superamericana che vorrebbe vincere a Tokyo l’anno prossimo tutto lo stile libero o quasi dai 200 metri in su, o di un Wellbrock, il tedesco che vuole “affogare” Paltrinieri nello stesso tempo e luogo, il “Sette Colli” per essere un Evento con la maiuscola, e un Evento mondiale. Bastano gli azzurri, che da domani a giovedì saranno tutti in vasca per il glorioso meeting che quest’anno è anche campionato assoluto e che accenderà le sere del Foro Italico, purtroppo, causa virus, senza il solito meraviglioso pubblico di Roma. Quello, per dire, che accompagnò Federica Pellegrini all’indimenticabile 2009, nei sette giorni che cambiarono il mondo, il mondiale e il nuoto stesso con quei costumoni siluro. Non c’è bisogno degli stranieri che pure ci sono (nomi buoni: Koch, la Egorova, la Henique, Joly, i fratelli Verraszto, ungheresi e campioni, termini che spesso nel nuoto coincidono) anche se all’ultimo momento, causa norme anti “seconda ondata”, s’è registrata la defezione dell’ucraino Romanchuck, quello cresciuto a carbonara nei mesi di Ostia. Bastano gli azzurri: loro, tranne l’infortunato Megli e l’”americano” Condorelli, ci sono tutti: tre sono campioni del mondo in carica, la Pellegrini, la Quadarella e Paltrinieri. Aggiungere Gabriele Detti, Margherita Panziera, lo stuolo di ranisti e raniste, le poderose bracciate dei ragazzi dello stile libero, giovani e no, costruttori di staffette che in ipotesi fanno sognare, e i ragazzi e le ragazze della “next generation”, i Millennials con cui il nuoto sta costruendo il proprio futuro, ed ecco il cocktail di questo “Sette Colli” grandi nomi. E grandi numeri.
I NUMERI
Gli azzurri sono 34, gli atleti in totale 577 (le ragazze vincono di poco: 297 a 280), le presenze gara 1309. Il programma non è il solito, batterie e finale, mattina e sera, ma le norme di sicurezza e il distanziamento fisico (e purtroppo sociale) hanno imposto il palinsesto a serie, la mattina le più lente, la sera, dalle 19, le più veloci, due per ogni distanza, dunque 16 atleti per ogni specialità, tranne che per gli 800 e i 1500, una serie sola, con 10 sui blocchi. La Rai è in diretta: un bel vedere, essendo proibita la presenza, mica è un concerto…
LA SFIDA
La sfida fra Paltrinieri e Detti è quella che “intriga” di più: è la prima fra Greg e Gabri da quando Paltrinieri ha scelto una nuova via. Niente di rinnegato del passato, ma la necessità, specie mentale, di nuovi stimoli per affrontare il Grande Sogno del triplete olimpico a Tokyo. 800 e 1500 in corsia, 10 chilometri in mare aperto. La routine andava stretta a Greg, le solite cose: ha cambiato allenatore, ha cambiato approccio, da Morini ad Antonelli, provare come va la gara a disputarla appena venuto giù dall’altura. E’ quel che farà al “Sette Colli”: tutto da sperimentare, tutto da scoprire. Niente da giudizio universale: si prova, semplicemente. Tanto di qui a Tokyo, che doveva essere appena passato, c’è ancra un anno. Detti è rimasto dove i due erano nati e (ben) cresciuti: la “tana del Moro” a Ostia. Anche Gabriele sarà curioso di capire come vanno le sue cose, e come è il Greg new look, rivale di mille allenamenti e mille gare, ma stavolta “segreto”. Gli 800 metri sono la distanza della disfida: Detti è duecentista e quattrocentista, Greg va più lungo. La rivalità da lontano può far bene a tutti e due e meglio al nuoto azzurro. Di dualismi vive lo sport, Coppi e Bartali, Rivera e Mazzola per non dire di Messi e CR7 che potrebbero essere i due. Gabriele è interista, Gregorio juventino. Ma Messi è ancora a Barcellona…
LE RANE
C’è uno stile particolarmente vivace fra azzurri e azzurre: lo stile a rana. E’ qui che s’annidano tra i maschi Capitan Scozzoli e il giovane Martinenghi e le tre ragazze destinate a contendersi i due posti per Tokyo. Il “triello”, per dirla da preserale televisivo, comincia qui. Martina Carraro, la fidanzata di Scozzoli, e Arianna Castiglioni, pensavano magari che Benedetta Pilato lasciasse loro l’anno di Tokyo. Ma la ragazzina di Taranto (è del 2005), la più giovane medaglista azzurra di sempre, più giovane della Pellegrini ai suoi tempi, ha cominciato ad allungare la distanza proponendosi nei 100 (l’argento venne a Gwangju nei 50 che non sono olimpici) con crono che possono impensierire le due maggiori. Vedremo.
LE RAGAZZE
Hanno già un loro seguito e le loro medaglie: Simona Quadarella è mondiale ed europea, Margherita Panziera europea. Fondista Simona, dorsista Margherita. La bruna e la bionda. Simona ragazzina chiedeva al Foro Italico l’autografo ad Alessia Filippi: ci fosse il pubblico, ora sarebbe lei circondata da cacciatori di selfie, la versione 2.0 dell’autografo. Il “Sette Colli” non è tutto: è una prova d’assaggio. L’obiettivo è Tokyo e le americane. Tra le ragazze va segnalata anche Ilaria Cusinato. Simpatica, brava e protagonista di una bella performance socialmente utile: è uscita allo scoperto raccontando i propri problemi di bulimia, di disordine alimentare, la sua lotta per guarirne. Può essere d’aiuto a molte adolescenti che ne soffrono.
E POI C’E’ FEDERICA
Dove è la Pellegrini, è il nuoto. O viceversa. E’ la piscina dei suoi (e nostri, di italiani) sogni. Il rinvio di Tokyo ci ha regalato un anno in più della Divina, come la chiamano in stile Greta Garbo o Maria Callas, cioè l’inarrivabile, l’unico. Stavolta il Foro Italico ha un valore autonomo: non indica niente, perché il futuro non è immediato, non c’è il suo pubblico innamorato: c’è lei. E questo basta specie nella sua gara dei 200 metri.
I GIOVANISSIMI
Non solo Pilato, anche Burdisso, Ceccon, De Tullio. Pure da vedere, nel chiuso delle mattine, i giovanissimi appena usciti dai “categoria”. Ne viene segnalato uno in particolare, Lorenzo Galossi che ha fatto strage di primati d’età e che sarà impegnato nelle serie più “lente” dei 400. Il programma dei tre giorni del “sette Colli” con l’orario delle gare e l’elenco degli iscritti sul sito www.federnuoto.it.

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