Doping, Pantano dopo la sospensione si ritira: «Se il gruppo fosse pulito, non ci sarebbero positivi»

Martedì 11 Giugno 2019 di Francesca Monzone
Jarlinson Pantano ha deciso di abbandonare il ciclismo. Il trentenne colombiano che correva per la Trek-Segafredo, dopo la sua positività all’EPO dello scorso aprile, ha deciso di lasciare il ciclismo, perché deluso da un sistema che non si può combattere. Lo  sfogo  di Pantano è stato raccolto in una video intervista e diffusa oggi sui media colombiani. Il corridore nel video afferma di sentirsi tradito e vittima allo stesso tempo di quel mondo di cui ha fatto parte. “ È una situazione molto spiacevole, molto difficile. La mia vita è cambiata molto e non avrei mai pensato di mettere fine alla mia carriera sportiva in questo modo. Sfortunatamente, è toccato a me. È stato un processo molto difficile ed è il momento più difficile della mia carriera. Sono una persona innocente. Non avevo parlato perché ho pensato solo a piangere”. Pantano ripercorre i fatti che lo hanno visto colpevole di utilizzo di sostanze dopanti, ma si dichiara innocente e non si sente di dover chiedere scusa a nessuno.
“L'EPO è stato trovato nel mio campione ma non so come sia arrivato nel mio corpo. Sfortunatamente, è stato il mio turno. Ci sono molte cose che non mi tornano in questa storia.  Sono stato trovato positivo il 26 febbraio. Il 10 marzo e il 21 gennaio ho avuto i controlli, ma nessuno di quelli era positivo. Ho 60 controlli sul passaporto biologico e sono assolutamente tutti uguali”. 
Il corridore colombiano parla di inganno nei suoi confronti e accusa un intero mondo che continua ad essere corrotto. 
"Il doping è esistito sempre. Se il gruppo fosse pulito, non ci sarebbero risultati positivi. Ci sono più controlli ed è stato migliorato molto. Ma per me esisterà sempre”. 
Parole dure da parte del colombiano che mette così sotto accusa il mondo del ciclismo, che lo avrebbe condannato senza colpa. Pantano ha in oltre deciso di non spendere soldi per fare cause e difendersi contro la Federazione Internazionale, poiché sarebbero, a suo avviso, soldi buttati che non vuole sottrarre alla sua famiglia. “Ho deciso di non continuare a combattere contro l'UCI perché costa un sacco di soldi e non voglio togliere soldi alla mia famiglia  per una sentenza che mi darà uno o due anni ".
Il corridore di Cali in carriera aveva vinto una tappa al Tour de France e una al Giro di Svizzera. Era considerato un buon corridore che poteva dare ancora risultati. Nel 2018 aveva ottenuto una vittoria alla Volta Ciclista di Catalunya e il 2019 si era aperto con una serie di problemi fisici e partecipazioni a competizioni senza risultati rilevanti. Ad aprile era arrivata la positività relativa a un campione di sangue del 26 febbraio non in competizione. Oltre a Pantano nello stesso periodo era stata data la notizia della positività del connazionale lmar Paredes, ventiduenne della Manzana Postobón. Il campione positivo in controllo fuori gara risaliva al 27 febbraio.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Il marito della sindaca e la tv: «L’unico Matteo è nostro figlio»

di Simone Canettieri

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma