Sergio Bernal a Les étoiles: «Tra Capucci e il flamenco, danzo il mio Mediterraneo»

Martedì 17 Dicembre 2019 di Simona Antonucci
Sergio Bernal protagonista del gala Les étoiles al Parco della Musica
 «L’abito che Capucci ha disegnato per me ha i colori e l’energia della Spagna. Rosso sangue, con ricami dorati come le sfumature di Plaza de Toros e un drappeggio che ricorda la mantilla. Emozionante vedere come uno stilista sia riuscito a trasformare una coreografia in un costume e a cogliere lo spirito con cui vado in scena». 

Sergio Bernal, 29 anni, madrileno, ha la tecnica di un ballerino di danza classica e il temperamento di un interprete di flamenco. Viene applaudito, nei teatri di tutto il mondo, per la farruca del Molinero, così come nella coreografia “Il cigno” di Ricardo Cue, dove sulle musiche di Saint-Saëns, con uno slip e basta a coprire un corpo statuario, mette le ali della fantasia a un personaggio solitamente legato al repertorio femminile.

«Ogni volta che ripropongo Il cigno mi concentro sulla solitudine, sul silenzio. Ballo le ultime ore di vita di un essere vivente, di un cigno, appunto, ruolo solitamente affidato alle mie colleghe donne. Ma io credo che il quel momento, quando si sente la vita che fugge via, non si è né uomini, né donne, ma persone, sole».

 Tra baile e virtuosismi, sarà al Parco della Musica, il 24, il 25 e il 26 gennaio, protagonista della nuova edizione di Les Étoiles, gala a cura di Daniele Cipriani, che ospita le grandi stelle del balletto internazionale: da Oleg Ivenko, divenuto celebre per aver ricoperto il ruolo di Nureyev nel recente film The White Crow, ad Aurélie Dupont, già étoile dell’Opéra di Parigi, di cui oggi è la direttrice del Ballo, da Marianela Nunez, popolare danzatrice argentina a Sergio Bernal, star del Balletto Nazionale di Spagna, protagonista di campagne pubblicitarie e video, che proporrà a Roma due nuovi brani: «Uno si intitola L’ultimo incontro», continua Bernal, «è una coreografia firmata sempre da Ricardo Cue. Un passo a due ispirato a Fred Astaire e Ginger Rogers, con abiti da sera, che narra appunto l’ultimo incontro in un party di due amanti, l’ultima volta di una coppia».

Sulle note di Hable con Ella, di Alberto Iglesias, colonna sonora dell’omonimo film di Pedro Almovar. «Uno dei migliori registi di questi anni, grazie anche a lui la Spagna ha un posto autorevole nell’immaginario cinematografico mondiale, ma racconta il mio Paese in un modo stereotipato che a me non piace».

Bernal ha cominciato studiando il flamenco «che è rimasto la mia passione, la base della mia tecnica», spiega, «ma soprattutto è il punto di riferimento espressivo per riuscire a manifestare i miei sentimenti. Non so in quale modo abbia contaminato la mia formazione classica, ma credo che nella vita più linguaggi conosci, meglio ti esprimi». Il secondo brano che interpreterà per il gala di Les Étoiles sarà un rovente zapateado, con gli abiti di Capucci: torso nudo e pantaloni da toreador per un omaggio alle sue origini: «Passi potenti dentro le viscere del Mediterraneo».
Parco della Musica, via De Coubertin. Il 24, il 25 e il 26 gennaio 
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