Il violino di Auschwitz e il docufilm “Il respiro di Shlomo”: suoni e immagini al Teatro dell'Opera di Roma per il Giorno della Memoria

Il documentario Il respiro di Shlomo
di Simona Antonucci
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Domenica 22 Gennaio 2023, 21:44

Il violino della cosiddetta “orchestra di Auschwitz” è la voce” della memoria, mentre scorrono le immagini del film “Il respiro di Shlomo”. Lunedì 23 gennaio alle ore 20 il Teatro dell’Opera di Roma ospita uno speciale evento in occasione del Giorno della Memoria: sarà proiettato in anteprima il documentario “Il respiro di Shlomo”, scritto dallo storico Marcello Pezzetti e diretto da Ruggero Gabbai, e sarà suonato il “violino di Auschwitz”, appartenuto al musicista Jan Hillebrand, il cui suono rivivrà nelle musiche recuperate e arrangiate dal maestro Francesco Lotoro, tra cui il Kol Nidrè, uno dei canti più importanti della tradizione liturgica ebraica.

Unione delle Comunità Ebraiche Italiane

La serata, organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane in collaborazione con la Fondazione Museo della Shoah e con il Teatro dell’Opera, si aprirà con i saluti istituzionali della Presidente Ucei Noemi Di Segni, del Presidente della Fondazione Mario Venezia e del Sovrintendente capitolino al Teatro dell’Opera Francesco Giambrone. Le prime emozioni con l’esibizione musicale dei violinisti Vincenzo Bolognese e Koram Jablonko, che suoneranno il violino appartenuto al musicista polacco Jan Hillebrand, che suonava nella cosiddetta “orchestra di Auschwitz”. E’ uno dei rarissimi violini originali, che venivano suonati nel campo di sterminio, ritrovato e fatto restaurare da Lotoro, tra i più grandi esperti al mondo di musica concentrazionaria, da oltre trent’anni impegnato nel recupero dell’immenso patrimonio musicale prodotto nei lager. Verranno eseguite due sonate, arrangiate dallo stesso Lotoro: oltre al Kol Nidrè, il Duettino di Marius Flothuis, compositore olandese che fu deportato nel lager di Sachsenausen.

Quindi, in anteprima nazionale il documentario “Il respiro di Shlomo” che racconta la vita e la storia di Shlomo Venezia. Diretto da Ruggero Gabbai e scritto da Marcello Pezzetti, con Forma International e il Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, il documentario è stato prodotto dalla Fondazione Museo della Shoah, in collaborazione con Rai Cinema, e realizzato grazie al supporto di Roma Capitale, Regione Lazio, Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Comunità Ebraica di Roma, Associazione Figli della Shoah.

Sonderkommando

La voce narrante di Shlomo, ripresa da una vecchia intervista, guida gli spettatori attraverso la sua storia ripercorrendo i luoghi della sua vita. Ebreo di nazionalità italiana nato a Salonicco, Venezia fu arrestato e deportato insieme a tutta la famiglia nel 1944 ad Auschwitz Birkenau, a Mathausen e infine ad Ebensee. Fu selezionato tra i prigionieri per entrare nell’unità speciale dei Sonderkommando, una squadra che aveva il compito di lavorare all’interno delle strutture dei crematori. Sopravvissuto ai campi di sterminio è diventato uno dei più importanti testimoni della Shoah. Tanti i contributi nel documentario, dai racconti dell’autore Marcello Pezzetti, a quelli di alcuni esperti di Shoah e di persone molto vicine a Shlomo. Queste appresero la sua storia solo dopo anni, quando finalmente trovò il coraggio di parlare e descrivere con precisione l’orrore dello sterminio, senza tuttavia mai ricreare immagini troppo cruente, specie per il suo uditorio più affezionato: le scuole.

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