“Per un ora d'amore”, il misterioso artista Coso rende omaggio ai Matia Bazar con una cover

Per un ora d'amore , il misterioso artista Coso rende omaggio ai Matia Bazar con una cover
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Venerdì 21 Maggio 2021, 18:22

E' in uscita il nuovo singolo e cover “Per un’ora d’amore” di COSO e sarà disponibile da oggi, venerdì 21 maggio, in tutti gli store digitali. Il viaggio nel tempo dell’artista misterioso e top player delle più divertenti epoche musicali continua. Questa volta COSO omaggia i Matia Bazar in una versione inedita di un brano cult dell’iconica band degli anni ‘70 e ‘80.

Chi è COSO?

Non sappiamo molto di COSO, questo misterioso artista dice di non avere ambizioni e di dedicarsi a far divertire e far scoprire ai più giovani i grandi successi del passato dandogli nuove sonorità ed interpretazioni totalmente diverse.
Anche per queste ragioni COSO continua a rimanere un mistero: l'artista infatti preferisce l’anonimato e si definisce come un «cantante da doccia» ma anche «cintura nera di karaoke».

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Il contesto di "Per un ora d'amore"

In che contesto nasce "Per un ora d'amore"? Questo brano nasce nel 1976 ed è stato scritto da Mattia Bazar. Sono anni di trasgressione, del consumismo, delle lotte politiche e delle rivoluzione all’insegna delle libertà ma anche gli anni di Warhol e del ribaltarsi dell’estetica e del glamour. E' anche l'epoca im un emerge la voglia di disco music che apre le porte ad un nuovo modo di intendere il divertimento e di superare proprie inibizioni. In questo contesto “Per un’ora d’amore” faceva venire la pelle d’oca e si ascoltava nell'ormai compianto walkman. Oggi COSO fa rivivere con brio funky-pop.

Il successo di COSO

Dopo “Buona Giornata”, che ha omaggiato la band italiana Ricchi e Poveri e il tributo agli anni ‘90, COSO pubblicherà anche una videoclip di “Per un’ora d’amore”,  diretta da Beppe Gallo che ha descritto l'incontro con il misterioso artista che coniuga nostalgia e modernità: «Come spesso accade quando le cose funzionano, ho sposato il progetto alla luce di una forte intesa umana con l’artista. Abbiamo pensato da subito di creare un immaginario basato su forti riferimenti al passato della televisione e nello specifico delle sitcom più in voga negli anni '70 e '80» ha detto il regista.

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