ROMA

Primo Maggio, il concertone sembra Sanremo: sul palco di Roma anche Silvestri, Achille Lauro e Motta

Martedì 30 Aprile 2019 di Simona Orlando
Primo Maggio, il concertone sembra Sanremo: sul palco di Roma anche Silvestri, Achille Lauro e Motta

Piazza San Giovanni quest'anno sa più che mai di Sanremo. Fra i nomi del concertone del Primo Maggio si ritrova parte del cast festivaliero di Claudio Baglioni: Achille Lauro, Daniele Silvestri, Rancore, Manuel Agnelli (che con lui ha collaborato e duettato in Argento vivo), Ex-Otago, Ghemon, Motta, Negrita, The Zen Circus, La Rua (sezione giovani), Anastasio (ospite di Bisio). Il trionfatore Mahmood, invece, è impegnato per le prove dell'Eurovision. Alla conduzione sono riconfermati Ambra Angiolini e Lodo Guenzi de Lo Stato Sociale, gruppo spesso ospite dell'evento capitolino ma esploso al festival 2018 con Una vita in vacanza.

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CONVERGENZA
Insomma, che succede? Due realtà un tempo agli antipodi, la piazza e la vetrina, hanno trovato la convergenza, in una sorta di compromesso storico per rinnovare la musica italiana? Per Massimo Bonelli, organizzatore e direttore artistico del Concertone «Baglioni ha pescato dal nostro mondo, molti artisti che ha chiamato all'Ariston erano nelle nostre ultime tre edizioni e ci fa piacere. Dopo il Primo Maggio 2018, chi è salito sul palco ha avuto un forte incremento in classifica, segnale importante per gli addetti ai lavori. Artisti che fino a gennaio avevano ingaggi da 800 euro, in estate erano saliti a 20 mila. Questa piazza è l'approdo che ha dato un'impronta nazionalpopolare ai poco noti al pubblico tv. Sanremo se ne è accorto. Viviamo la rivoluzione in cui gli artisti si rivolgono alla gente, senza intermediari. Hanno un linguaggio che non insegue quello radiotelevisivo. Sono cadute le barriere fra musica indipendente e mainstream, finalmente la vera differenza è fra canzoni belle e brutte».

PAESE REALE
Sanremo si è aperto al paese reale e il Primo Maggio non fa resistenza a ciò che rimbalza dalla tv, anzi godrà dell'audience di ritorno: «Uno scambio che agevola entrambi. Prima erano due facce della medaglia che non potevano toccarsi, oggi non ci sono barricate», aggiunge Bonelli. Appunto, nessuna fazione. Frutto di una minore connotazione politica e sociale della Festa dei Lavoratori promossa da CGIL CISL e UIL? «Per niente. Molti del cast hanno posizioni politiche marcate ma sono meno retorici di artisti che in epoca di polarizzazione politica facevano testi impegnati. Penso a Motta, la sua Dov'è l'Italia è un brano politico contemporaneo, una canzone d'amore per la nazione».

Guenzi concorda: «C'è stato molto contenuto sociale a Sanremo, parlando di diversità, immigrazione, adolescenza. Finalmente si torna a guardare fuori perché dentro, diceva un poeta, non c'è niente di interessante se non organi e cose subdole. Gli indipendenti seguono meccanismi non coatti e raccontano complessità e paradossi di una società disfunzionale, senza scomodare la noiosa parola impegno. Queste canzoni parlano di vita». E si candida a presentare il Sanremo 2020: «Accetto l'ingaggio per un euro in meno di chiunque altro». Che le cose stessero cambiando lo capì l'anno scorso Daniele Silvestri che reputava l'edizione interessante perché ospitava rapper, trapper e neo-cantautori: «Sanremo si è adeguato, ha capito che i numeri stavano altrove e intercettato realtà vitali che, piacciano o meno, rappresentano la vera scena musicale. Il Primo Maggio negli ultimi anni faceva il percorso opposto: da esperienza di lotta diventava sempre più trasmissione televisiva».

Drigo, chitarrista dei Negrita, condivide l'analisi: «Baglioni ha dato al festival un'impostazione credibile per noi artisti, che Sanremo quasi lo snobbavamo come una bomboniera kitsch. E il Primo Maggio ha avuto meno snobismi, aprendosi al cambiamento. Il nuovo millennio è appena iniziato, siamo disorientati, perciò anche le posizioni politiche non sono chiare. Si partecipa osservando».

LE DONNE
A mancare sono le donne, solo quattro presenti, così l'Angelo Mai di Roma terrà il contro-concerto con un plotone femminile capitanato da Angela Baraldi, Nathalie e tante altre cantautrici. Lo sguardo del Concertone è puntato al tema dell'Europa. Ospite internazionale Noel Gallagher e i suoi High Flying Birds. L'ex Oasis però sulla Brexit ha detto: «Fatevene una c**** di ragione e andiamo avanti».

LA SCALETTA

La Rua;
Ylenia Lucisano;
1M Next- I Tristi;
1M Next -Margherita Zanin;
Fulminacci;
Eman;
Lemandorle;
Izi ;
La rappresentante di lista;
Eugenio in via di gioia;
Colapesce e Bianco;
Dutch Nazari;
Fast Animals and Slow Kids;
La Municipàl;
Pinguini Tattici Nucleari;
Coma Cose;
Canova;
Rancore;
Ex Otago;
Anastasio;
Zen Circus;
Ghemon;
Omar Pedrini;
Noel Gallagher;
Carl Brave;
Manuel Agnelli;
Daniele Silvestri;
Achille Lauro;
Gazzelle;
Subsonica;
Ghali;
Motta;
Negrita;
Orchestraccia.

Ultimo aggiornamento: 14:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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