Primo maggio, piazza blindata: ecco il piano sicurezza per il Concertone

Martedì 30 Aprile 2019 di Alessia Marani
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Primo maggio, piazza blindata: ecco il piano sicurezza per il Concertone

Le prove tecniche sono già cominciate ieri e domani finalmente via al tradizionale Concertone del 1° Maggio in piazza San Giovanni. La security è pronta secondo un copione ormai collaudato fatto di varchi presidiati da agenti e steward, perquisizioni con i metal detector, divieto assoluto di introdurre nell’area vetro e lattine (vietato anche vendere e bere alcolici), mentre i contapersone verificheranno che nella zona off-limits, per ragioni di sicurezza, non vi siano contemporaneamente più di 35mila spettatori.

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Soglia oltre la quale, interverrà per stabilire come e se potranno accedere altri, il Gos, il gruppo operativo sicurezza composto da organizzatori, vigili del fuoco e autorità di pubblica sicurezza che si insedierà insieme con la protezione civile sotto l’egida della sala operativa della Questura. Si preannuncia, infatti, un pubblico delle grande occasioni, come assicurano gli organizzatori della iCompany che curano l’evento per conto di Cgil, Cisl e Uil, dato che il cartellone vedrà big del calibro dell’ex Oasis Noel Gallagher e molti altri, salire sul palco.

Sono attesi, così, a San Giovanni tantissimi giovani, molti di più dei 35mila che oltrepasseranno i varchi. Il dispositivo di sicurezza, dunque, è stato innalzato al massimo dalla Questura, soprattutto dopo i recenti attacchi di matrice islamica in Sri-Lanka e il ferimento di due poliziotti da parte di uno straniero a Torino al grido di «Allah Akbar». La Basilica di San Giovanni e la Scala Santa, d’altronde, sono tra i maggiori simboli di cristianità al mondo.

L’evento sarà seguito non solo dalle unità speciali Uopi e Api dell’antiterrorismo ma anche da Digos e scientifica per osservare e riprendere movimenti o personaggi sospetti. Nulla sarà lasciato al caso. Nemmeno la chiamata internazionale «per un Maggio nero» appena lanciata dagli Anarchici in memoria di Mauricio Morales, morto dieci anni fa mentre piazzava un ordigno di fronte alla gendarmeria di Santiago del Cile. E Che invocano a «moltiplicare e riprodurre i gesti della memoria: pubblicazioni, scritte, azioni, incendi, scontri di strada».

Stasera partiranno le prime bonifiche della Basilica, dell’area e del sottosuolo anche con l’ausilio dei cani anti-esplosivo, operazioni che saranno ripetute poco prima dell’inizio del concerto che dalle 15 sarà in diretta tv. Il primo varco di accesso si troverà in piazza di Porta San Giovanni, all’altezza della Scala Santa, seguiranno quello di via Emanuele Filiberto, all’incrocio con via Domenico Fontana, il terzo in viale Carlo Felice e il quarto in corrispondenza degli archi di Porta San Giovanni in piazzale Appio.

A ogni punto di accesso saranno presenti agenti «supportati - spiega Maurizio Meloni, della iCompany - da una ventina di nostri steward che, in tutto, saranno circa 150. Verrà creata anche una zona “pit” sotto al palco, accessibile attraverso un quinto varco dedicato». Dal punto di vista della viabilità, chiusure al traffico scatteranno nell’area compresa tra viale Carlo Felice, piazza di Porta San Giovanni e via Emanuele Filiberto. I vigili urbani hanno già iniziato a rimuovere le auto in sosta vietata. La Questura ha richiesto la chiusura “a vista”, specie durante il deflusso, delle stazioni metro San Giovanni e Manzoni. Mentre il servizio delle metro A, B e C sarà attivo fino all’1.30, anche grazie a un accordo con i macchinisti che prenderanno un’indennità più alta dello scorso anno che va dai 90 ai 125 euro. Molte le deviazioni di bus e tram.

Ultimo aggiornamento: 23:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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