ROMA

Concerti a Roma: da Moonlight Benjamin a Fatoumata Diawara, da Sakamoto & Noto a Mengoni, a Gary Bartz

Lunedì 18 Novembre 2019 di Fabrizio Zampa

LUNEDI’ 18 NOVEMBRE
 
 
Jazz/La chitarra di Ralph Towner al Parco della Musica
 
Americano di Chehalis, stato di Washington, figlio di un trombettista e di una pianista, 79 anni compiuti a marzo, il chitarrista Ralph Towner è uno di quei musicisti dai quali molti colleghi di mezzo mondo dovrebbero andare a lezione: oltre alla tecnica, al talento e alla passione, è uno dei pochi che hanno tante idee, sempre nuove e mai confuse, e che quando suonano ti catturano subito. Ormai di casa in Italia (ha collaborato e fatto dischi con Aires Tango, Pino Daniele, il trombettista Paolo Fresu...) è un vero innovatore, sperimentatore e esploratore, si muove fra jazz, world e fusion e fa una musica libera da ogni compromesso.

Già leader degli storici Oregon, nei suoi concerti da solista regala live trascinanti anche se è lui stesso a farsi da sezione ritmica, alternando chitarra classica, elettrica e a 12 corde e usandone le casse come strumenti da percuotere (come fa un altro grande, l’australiano Tommy Emmanuel, di una generazione più giovane) e nella scaletta (l’improvvisazione è il suo asso nella manica, anche nella lista dei pezzi da proporre) non mancheranno i brani di “My Foolish Heart”, suo ultimo album del 2017. Se vi va di scoprire un modo originale e diverso dal solito di sfuggire alle regole Ralph è riconosciuto come uno dei migliori solisti del mondo e il suo modo di mescolare melodia e improvvisazione è inimitabile.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 

 

Rock/La PFM canta De Andrè, il quarantennale al Parco della Musica
 
On the road dal 1970 (il primo album, “Storia di un minuto”, è del 1972, il diciassettesimo, uscito a ottobre 2017, è “Emotional Tattoos” e offre 22 brani), la Premiata Forneria Marconi, o meglio la PFM, è la band che ha attraversato quasi mezzo secolo della nostra rock story e ne ha viste di tutti i colori, compreso un leggendario tour che fece nel 1978 con Fabrizio De Andrè. Adesso schiera due dei fondatori, il batterista e vocalist Franz Di Cioccio e il bassista Patrick Djivas, insieme al violinista e multistrumentista Lucio Fabbri e altri musicisti, da Roberto Gualdi (batteria) a Alessandro Scaglione (tastiere), Marco Sfogli (chitarra) e Alberto Bravin (tastiere, chitarra).
A quarant’anni dall’uscita di “Fabrizio de André e PFM in concerto” e a vent’anni dalla scomparsa del cantautore, la band ripropone il suo “PFM canta De André Anniversary Tour”, omaggio a quella splendida serie di concerti, e lo fa con due special guest: Michele Ascolese, chitarrista storico di Faber, e il tastierista Flavio Premoli, altro musicista doc. Se amate il rock, se amate De Andrè e se amate la buona musica, per voi è un’occasione da non perdere. Apre la serata Micol, cioè Micol Picchioni, meglio nota come Arpa Rock: eseguirà tre brani di De Andrè.
Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 21
 
 
Rock/All’Auditorium Conciliazione una serata con Manuel Agnelli
 
Che può succedere in una serata aperta e libera con Manuel Agnelli in palcoscenico? Di tutto, anche perché “An Evening with Manuel Agnelli” è uno spettacolo unico, che ha già avuto un bel successo e che revedrà il rocker in un rapporto quasi confidenziale con il pubblico: brani del repertorio degli Afterhours in versioni inedite si alterneranno a cover,  a brani strumentali di varia estrazione e alle letture che hanno ispirato la sua poetica, in uno spettacolo che unisce la musica, la letteratura, il racconto nelle sue mille sfaccettature e il dialogo col pubblico.  Manuel sarà affiancato da Rodrigo D’Erasmo, violinista, polistrumentista e arrangiatore, suo partner ormai da molti anni in numerosi progetti.
Auditorium Conciliazione, via della Conciliazione 4, ore 21
 
 
Jazz/Al Fonclea live di Jimmy Polosa & Friends
 
Una serata sull’onda del buon vecchio e inarrestabile swing: ecco, per la serie Monday Hot Jazz, l’appuntamento con Jimmy Polosa & Friends. Accanto a Polosa, pianista dalle molteplici esperienze (dal ragtime allo stride piano, dal dixieland allo swing e al bebop), suonano il trombettista Benedetto Amoroso, il contrabbassista Paride Furzi e il batterista Renato Musillo. Special guest del concerto il chitarrista Alessandro Russo.
Fonclea, via Crescenzio 82a, ore 22
 
 
Jazz/Il Gypsy Jazz Trio torna in concerto all’Alexanderplatz
 
Moreno Viglione e Augusto Creni alle chitarre manouche e Renato Gattone al contrabbasso: sono il Gypsy Jazz Trio, che propone un repertorio di standard jazz e brani della tradizione manouche nello stile di Django Reinhardt. E’ una serata che trasporterà il pubblico nelle atmosfere della Parigi degli anni Trenta e Quaranta. I tre musicisti hanno collaborato con alcuni dei maggiori esponenti del gipsy jazz: Moreno Viglione con Angelo Debarre e Samson Schmitt, Augusto Creni con Lollo Mayer e Maurizio Geri, Renato Gattone con Dorado Schmitt e Stochelo Rosenberg.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
MARTEDI’ 19 NOVEMBRE
 
 
Jazz/All’Alex il quartetto Swing Tropical di Luca Velotti
 
Si chiama "Swing Tropical" il quartetto del clarinettista e sassofonista Luca Velotti che ritorna stasera. Considerato uno dei migliori solisti della scena mainstream e da un quarto di secolo elemento fisso nella band di Paolo Conte, una doppia garanzia sulla sua bravura e creatività, Velotti offre un viaggio nel classic jazz, dalle pigre atmosfere di New Orleans alle notti di New York, dai blues di Chicago alle suggestioni caraibiche e sudamericane di choro e habanera, dalle melodie statunitensi al groove di tanti brani originali. Il tutto insieme alla chitarra a 7 corde e alla voce di Michele Ariodante, al contrabbasso di Gerardo Bartoccini e alla batteria di Carlo Battisti.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
Jazz/Davide Palma canta i grandi autori americani
 
Il vocalist, pianista e arrangiatore Davide Palma canta con la sua voce da crooner brani della tradizione jazz americana, di autori come Cole Porter, Duke Ellington, George & Ira Gerswin, il tutto per pianoforte, voce e il contrabbasso di Marco Loddo.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Folk rock/Elisabeth Moen, dall’Iowa a The Yellow Bar
 
Una voce soul, testi crudi, ritmiche coinvolgenti, un mix di folk e rock che colpisce subito: ecco in poche parole Elizabeth Moen, americana di Vernon, cittadina dell’Iowa, cantautrice e chitarrista fin da quando era adolescente. E’ cresciuta nella comunità di artisti e scrittori di Iowa City, ha studiato francese e spagnolo, è stata influenzata da artisti come Alabama Shakes, Joni Mitchell, Sharon Van Etten, Stevie Nicks, Angel Olsen e Lake Street Dive, nelle sue canzoni racconta storie fra dolce e amaro e sbarca a Roma per presentare il suo ultimo album "A Million Miles Away".
The Yellow Bar, via Palestro 40, stasera e domani, ore 22
 
 
Rock/Grayson Capps, dall’Alabama, in concerto a Le Mura

Il vocalist e chitarrista Grayson Capps, annata 1967, statunitense di Opelika, Alabama, si muove fra rock, folk, country, bayou blues alla Howlin Wolf e tanto New Orleans soul. E’ un cantautore ma anche un cantastorie, ha una voce molto personale, si è già esibito in Italia e nei live mescola i suoi brani a racconti di storie di vita vera e selvaggia, ambientati tra la Louisiana di New Orleans e la natìa Alabama. Musica, aneddoti, avventure al limite dell'assurdo e personaggi estremi, figli di una realtà a metà strada tra il grottesco e il radicale, sono gli ingredienti di un paio d’ore di spettacolo. Con sette album alle spalle (più i due incisi col supergruppo Willie Sugarcapps, del quale fa parte), Grayson è l'autore di "A Love Song for Bobby Long", canzone scritta per l'omonimo film del 2004 diretto da Shainee Gabel e interpretato da John Travolta e Scarlett Johansson, nel quale ha anche recitato una piccola parte. Al suo fianco nel tour europeo suonano il chitarrista rock romagnolo J. Sintoni, la bassista Sadie Morningstar e la batterista Angelica Comandini.
Le Mura, via di Porta Labicana 24, ore 22
 
 
Cantautori/Giulio Wilson in concerto a Na Cosetta
 
Cantautore, ma anche enologo e produttore di vino Giulio Wilson è il vincitore per il 2019 della targa intitolata a Pierangelo Bertoli, ha scritto e cantato con Bobby Solo, Enzo Iacchetti, Zucchero e Roberto Piumini, ha alle spalle il Premio Lauzi 2018 e il concerto del Primo Maggio e a gennaio è uscito il suo album “Futuro Remoto”, scelto dalla Fondazione Amedeo Modigliani (dopo aver ascoltato il brano intitolato appunto “Modigliani”) per suonare alle prossime mostre di Liverpool 2019, Livorno 2020 e Miami 2021. Collabora con l’Associazione Officine Buone con concerti di volontariato negli ospedali per le persone affette da gravi malattie.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Blues/Andy Corner, Andrea Angelini al Charity Cafè
 
Il vocalist, chitarrista e armonicista Andrea Angelini, in arte Andy’s Corner, replica tutti i martedì il suo progetto solista acustico: una sintesi di varii generi e influenze, un viaggio nella migliore musica anglo-americana degli anni ’60 e ’70, dal blues al rock, al folk al soul.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
MERCOLEDI’ 20 NOVEMBRE
 
 
Musica & cucina/I Food Ensemble live a Na Cosetta
 
Food Ensemble è una performance di musica e cucina: un concerto che puoi mangiare, una cena che puoi ascoltare, un progetto che fonde l’arte della cucina con la musica elettronica, nel quale suoni, profumi e sapori si intrecciano per creare un’atmosfera unica. Francesco Sarcone (che ruba i suoni alla cucina e li usa per comporre musica espressa, manipola ritmi e melodie che accompagnano i piatti e si fondono con i profumi), Andrea Reverberi (poeta, cantante e uomo di cucina, manipola spezie e sapori, prepara ricette rubate in giro per il mondo, formato nelle cucine della tradizione emiliana) e Marco Chiussi (come fonico ha studiato l’intreccio di microfoni per campionare ogni gesto dell’atto del cucinare, come sommelier sceglie i vini adatti per la serata) e vi offrono il primo concerto che puoi mangiare.
Immaginate di vedere un cuoco cucinare dei bellissimi piatti davanti ai vostri occhi, sentire i rumori della preparazione che riempiono la stanza e che lentamente si trasformano, si sommano e diventano musica, mentre le pietanze si compongono e diventano piccoli assaggi che vi coinvolgono in un’esperienza multisensoriale. Ingredienti genuini, piatti curiosi, spezie rubate in tanti viaggi, odori, melodie, colori e sperimentazione sono gli elementi che compongono la performance: una degustazione di quattro portate e un concerto di quattro composizioni.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Hip hop/All’Angelo Mai arriva Avex, il rapper italo-etiope
 
Avalon Tsegaye, meglio noto come Avex, è un rapper nato in Italia ma cresciuto a Addis Abeba, in Etiopia, terra di origine del padre. Lì ha trascorso i suoi primi vent’anni frequentando una scuola italiana e quindi parlando sia la lingua delle sue radici che l’inglese. Poi si è trasferito a Bologna e per tre anni si è esibito passando dal freestyle per le strade della città fino a calcare il palco del Montreux Jazz Festival. Lo scorso aprile è uscito il suo primo singolo “Floppy”, un progetto che attraverso l’incontro di diverse lingue e culture si rivela significativo nel mondo del nostro rap. Insomma, Avex è uno dei giovani italiani di seconda generazione. Il suo EP d’esordio “Black Lion”, pubblicato a settembre, offre sei brani, ognuno dei quali mostra un lato musicalmente diverso. La disinvoltura nel passare da italiano a inglese abbatte i confini culturali e musicali, confermando la sua abilità nel muoversi trasversalmente e con scioltezza fra trap e un cantato fatto di dinamiche soul e rhythm & blues.
Angelo Mai, viale delle Terme di Caracalla 55, ore 20
 
 
Jazz/Con Maurer e Mezzapelle il progetto Dreamin’
 
“Dreamin’” è un percorso narrativo che nella musica del compositore e contrabbassista Nino Mezzapelle e nei testi scritti dalla vocalist Antonella Maurer esprime sonorità dalle memorie classiche e echi etnici caratterizzati da un feeling schiettamente jazzistico. I due musicisti, in quintetto con il sassofonista Paolo Recchia, il chitarrista Marcello Zini e il batterista Pino Iodice, propongono un dialogo e un contrappunto con le altre voci su varii brani, dal clima prevalentemente fusion di “Keep on Dreamin” o acustico di “Chitarra Bagnata” al minimalista “Ever and Ever”, ai baroccheggianti “L’Organetto di Bach Senior” e “Pianto Siciliano”, al rock progressive di “Settecannoli” fino al blues di “Mea Culpa, Tua Culpa”, il tutto in un linguaggio particolarmente originale.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
Brasile/Il Grupo Trio Samba Rio in concerto all’Elegance
 
La vocalist Michela Farinelli, il pianista Mattia Parissi e Bruno Marcozzi alla batteria e alle percussioni sono il Grupo Trio Samba Rio e propongono un progetto che ha come punto di incontro la passione per la cultura tradizionale brasiliana e i suoi ritmi: bossanova, samba, canção, frevo, baião. In repertorio brani dei maggiori autori, da Antônio Carlos Jobim a Caetano Veloso, da Gilberto Gil a Ivan Lins, e quelli resi celebri dalle migliori interpreti come Simone Bittencourt de Oliveira, Gal Costa, Rosa Passos, Nana Caymmi, Maria Rita e molte altre.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
One man band/Luca Pugliese live al Parco della Musica
 
Musicista, cantautore, pittore e architetto, Luca Pugliese spazia nei più svariati ambiti artistici, indirizzandosi a un’idea di arte “totale” e “totalizzante”. Frontman del progetto musicale Fluido Ligneo (quattro album pubblicati), negli ultimi anni si esibisce prevalentemente in versione one man band (voce, chitarra, percussioni a pedale), portando in scena, con il suo talento di uomo-orchestra, un background musicale semopre aperto alla contaminazione e alla ricerca di nuove suggestioni.
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Blues/Jam session al Charity Cafè con la band di Libero Benedetti
 
Jam session all’insegna del blues, stasera, per gli appuntamenti di Blues Jam & Friends: apre la band Hoodoo Doctors, con il vocalist Andrea Ricci, Andrea Di Giuseppe all’armonica e Simone Scifoni al piano & kazoompet. Come vi ricordiamo ogni settimana, ospiti e musicisti appassionati di blues sono invitati a salire sul palco e intervenire.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 21
 
 
GIOVEDÌ 21 NOVEMBRE 
 
 
World music/La vocalist haitiana Moonlight Benjamin al Roma Jazz Festival
 
La ricca tradizione musicale di Haiti è stata per anni messa in ombra dalla presenza della vicina Cuba, ma oggi sono sempre di più i musicisti che fanno conoscere lo splendido patrimonio musicale dell’isola sconvolta nel 2010 da un violento terremoto. Una delle star è la vocalist Moonlight Benjamin, che appartiene alla nuova generazione di artisti e sta facendo parlare di sé proponendo un'affascinante miscela di musica haitiana, rock, blues e jazz. Canta in creolo e francese (ma anche in inglese) e nei testi delle sue canzoni denuncia le condizioni di sfruttamento e la mancanza di libertà del suo paese, riflettendo l’immagine di un’artista che si interroga sulla sua identità di figlia della diaspora, di iniziata alla religione voodoo e di musicista cosmopolita.
«Tutto è cominciato – racconta – con le melodie che avevo nel cuore fin da piccola, ispirate dalle mie origini haitiane. Canto da quando ero una bambina e col tempo sono passata attraversi diversi progetti, tutti legati agli incontri con altri musicisti. Il mio terzo e nuovo album “Siltane”, per esempio, è nato dal lavoro fatto insieme al chitarrista Matthis Pascaud. Il mix di musica haitiana, jazz, blues e rock viene dalle tante esperienze che ho avuto. Non avrei mai pensato di essere anche una rocker, però l’idea mi piace, e mi piace il fatto di poterla portare liberamente su un palcoscenico».
Da dove vengono le sue canzoni? «Dalla mia isola, dalla situazione politica e economica del popolo haitiano, di come il mondo intero ignori Haiti, senza sapere che la nostra gente è stata la prima a ribellarsi contro la schiavitù e a costituire la prima repubblica del mondo fatta e guidata da neri. Le mie canzoni sono una critica alla situazione, ma anche una speranza: se il mondo apre gli occhi può aiutarci davvero». Trasferita in Francia, Moonlight ha da poco pubblicato il suo “Siltane” con il quale ha sorpreso e conquistato il pubblico del WOMEX. E’ un personaggio di primo piano, dalla vocalità affascinante, e nei concerti suonano al suo fianco i chitarristi Matthis Pascaud e Matthieu Vial-Collet, il bassista Quentin Rochas e il batterista Bértrand Noël.
Alcazar, via Cardinal Merry Del Val 14, ore 21.30
 
 
Elettronica/Torna Josh Eustis con i suoi Telefon Tev Aviv
 
Dieci anni fa vennero a roma gli americani Telefon Tel Aviv, ottimo duo elettronico di New Orleans formato da Joshua Eustis e Charles Wesley Cooper, ma dopo la scomparsa di Cooper (morto nel gennaio precedente) erano rappresentati dal solo Joshua, che offriva live diversi remix nei quali rielaborava, in un interessante cocktail di electro, glitch, trip hop e rhythm & blues, diversi brani di Nine Inch Nails, A Perfect Circle, David Bowie e così via, nonché l’ultimo album di allora, ”Immolate Yourself”. Oggi, un decennio dopo, è Eustis a tornare in Europa per promuovere “Dreams Are Not Enough”, il nuovo disco di Telefon Tel Aviv. L’artista di Chicago sarà al Monk per Manifesto, accompagnato nella performance dai visuals di Pfadfinderei, già al suo fianco nel progetto “Second Woman”.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 20
 
 
Musica/Il Trio Monti al Cotton Club con La Canzone Romana
 
Il Trio Monti nasce a metà del 2014 dall’idea di tre giovani romani doc uniti dalla passione per la canzone d’autore e della tradizione. Il nome del trio non arriva a caso, perché i suoi componenti vengono da tre dei monti di Roma: il vocalist Giampiero Mannoni è di Monte Mario, Valerio Mileto, chitarrista, è di Monte Sacro, Emanuele De Simone, mandolinista, è di Monte Verde, e i tre rendono omaggio anche al Rione Monti, uno dei quartieri storici della capitale. Dall’estate del 2018 Emanuele De Simone viene sostituito al mandolino (e al pianoforte) da Vladimiro Buzi (che viene da un altro monte di Roma, la Montagnola) con il quale si instaura da subito un clima di rinnovata energia. La band parte da un’attenta ricerca sulle origini della canzone romana e affronta i grandi temi della tradizione popolare, cercando di restituirne la sonorità originaria fatta di voce, chitarra e mandolino. In repertorio brani inediti e originali, scritti dal trio, nei quali nuove sonorità si fondono con contenuti attuali raccontando quella “romanità” viva, tangibile e molto spesso contraddittoria, fatta di passione e sentimenti, goliardia e cinismo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Jazz/George Garzone, con il suo sax doppio live all’Alexanderplatz
 
George Garzone, nato e cresciuto a Boston, Massachusetts, ma di origini calabresi, viene considerato uno dei migliori sassofonisti al mondo: si è diplomato al famoso Berklee College of Music, ha elaborato un sistema d’improvvisazione denominato "approccio triadico cromatico”, ha collaborato con Joshua Redman, Branford Marsalis, Kenny Barron, Danny Gottlieb, John Patitucci, Bill Stewart, Joe Lovano, Gary Peacock, Cecil McBee, Dave Holland e mille altre star ed è un membro dei Fringe, un trio jazz fondato nel 1972 che comprende il bassista John Lockwood e il batterista Bob Gullotti. Torna a Roma per due serate con il suo sax tenore e la sua ultima band: il sassofonista Lenart Krecic, il contrabbassista Ameen Saleem e il batterista Vladimir Kostadinovic. Roba buona.
Alexanderplatz, via Ostia 9, stasera e domani sera, ore 22
 
 
Blues/Lello Panico & Soul Warriors in concerto al Big Mama
 
Blues, soul, funk e electric jazz sono gli ingredienti che offre la nuova band del chitarrista Lello Panico, quella dei Soul Warriors, che vede in scena il vocalist e tastierista Davide Sambrotta, il contrabbassista Francesco Cecchet e il batterista Daniele Scott Sambrotta. Musicalmente ispirato dal blues e in particolare da Jimi Hendrix, Panico è un chitarrista eclettico e di grande spessore, a suo agio in qualunque contesto. In scaletta hit di band come Blue Noise e Blue Messengers, e riletture di classici del blues (di Robert Johnson e Jimmy Reed), del soul (di Eddie Floyd, Stevie Wonder, Ray Charles) e del funk (composizioni di Allen Toussaint, Sly Stone e Temptations).
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Cantautori/Massimo Leoni al Parco con le “Canzonette morali”
 
"Canzonette morali" è il lavoro discografico di Massimo Leoni, conosciuto come cronista e commentatore politico per Sky tg24 e per la prima volta in versione live all’Auditorium. Canzone d’autore, progressive rock e impianto musicale importante: sono le caratteristiche dei brani dell’album, interamente composti da lui. Nel disco sono ospiti due voci femminili: Giorgia su “Pensieri dalla zattera” e Susanna Stivali in “Pioggia dolce”. Leoni lo presenta dal vivo con Andrea Pavoni e Alfredo De Donno (tastiere e computer programming), Gianluca D’Alessio e Fabiano Lelli (chitarre), Alessandro Sanna (basso e contrabbasso) e Adamo De Santis (batteria).
Parco della Musica, Teatro Studio Borgna, ore 21
 
 
Jazz/“Bagaria”, musica afroamericana e mediterranea all’Elegance
 
Il nuovo progetto del chitarrista Max Amazio è un nuovo modo di proporre musica rispettando la tradizione afro-americana e lasciando ampio spazio alle contaminazioni con la musica mediterranea e allo spirito free che il quartetto suona. Con lui suonano il sassofonista Aldo Milani, il bassista Andrea Cozzani e il batterista Dario Guarino, tutti già collaboratori di band e cantautori. “Bagaria” è il loro ultimo lalbum.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 21.30
 
 
Cantautori/Guido Maria Grillo live a Na Cosetta
 
S’intitola “Senso” il nuovo album del cantautore salernitano Guido Maria Grillo. Laureato in Filosofia con una tesi su Fabrizio De Andrè, è cresciuto ascoltando arie d’opera, Luigi Tenco, Jeff Buckley, e dalla madre (De Curtis, discendente del principe Antonio, cioè Totò, e docente di Storia dell’arte) ha ereditato sensibilità artistica e doti vocali. Ha aperto concerti di Rufus Wainwright, Avion Travel, Marlene Kuntz, Musica Nuda, Paolo Jannacci, Niccolò Fabi, Levante, e adesso presenta il disco, che definisce «un album d’altri tempi, registrato in presa diretta e in analogico con un ensemble da camera ma visceralmente contemporaneo»: sono nove canzoni d’amore e d’abbandono, oniriche, malinconiche, più un omaggio a Verdi, il tutto con gli arrangiamenti di Roberto Esposito e Giovanni Rago.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Jazz/Antonella Vitale ricorda al Charity la musica di Bob Haggart
 
“What's New” è il titolo di un famoso standard del 1939 del contrabbassista Bob Haggart, al quale la vocalist Antonella Vitale si ispira per un progetto che parte dal jazz tradizionale per poi muoversi nella musica brasiliana e in stili più sperimentali. Interprete e compositrice, Vitale calca le scene del jazz italiano dagli inizi degli anni ’90, ha lavorato con tanti musicisti, ha inciso sei album, l’ultimo dei quali, “Hand Luggage”, con la formazione Ajugada Quartet. E’ in concerto con il chitarrista Enrico Bracco e il contrabbassista Francesco Puglisi, special guest la sassofonista Danielle Di Majo.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
VENERDI’ 22 NOVEMBRE 
 
 
Cantautori/Marco Mengoni, il suo Atlantico Tour sbarca al PalaSport
 
Trionfatore di X Factor, vincitore di tanti premi, on the road dal 2009, quando uscì il suo primo disco “Dove si vola”, Marco Mengoni è uno che non si ferma mai. In questi giorni sta girando l’Italia con il suo tour partito la scorsa primavera da Torino che prende il nome dall’ultimo album “Atlantico”, il cui successo (il disco è già doppio platino) fa registrare ai live un tutto esaurito dietro l’altro. Lo trovate stasera al Palasport, in concerto con la sua chitarra, la sua band e una scaletta che comprende i pezzi più recenti e i suoi successi, tutti brani che il pubblico, come da copione, canta regolarmente in coro con lui. Mengoni ha cominciato da bambino con il karaoke, è cresciuto ascoltando di tutto, dal pop al rhythm & blues, dal soul al rock, si è fatto le ossa nei piccoli club, adora il brit-pop e i Beatles sono la band che lo ha influenzato maggiormente.
«Con questo album – dice – ho voluto ricominciare da capo, forzarmi alla solitudine e al silenzio per prendere nuovi input e viaggiare in svariate zone del mondo, come l'America meridionale, il Medio Oriente e l'Africa, per esplorare le varie sonorità e influenze musicali confluite nei quindici brani del disco. Sono andato a cercare il contrasto con la mia vita di sempre, cercando esperienze mai provate prima e che non immaginavo neanche: ho girato Cuba in autostop, andando a ricercare i suoni della tradizione salsera e rumbera, e poi a New York, dove mi sono sentito solo in una città dal melting pot incredibile». E sul nuovo tour spiega che «sono un assiduo frequentatore di concerti: per me seguire la crescita della dimensione del live non è solo un dovere, ma sempre un vero piacere. Anni fa rimasi folgorato da uno show dei Talking Heads, forse nasce proprio da lì il mio desiderio di creare uno show che si trasforma».
E questo concerto è diviso in tre parti: nella prima prevale il bianco e nero per evidenziare la linearità del palco, nella seconda i colori invadono la scena e nella terza, in un crescendo, si arriva alla totalità dello show. Insomma, Mengoni è uno ok, offre una performance viva e piena di energia, e con lui suonano Christian Rigano (piano, tastiere e direzione musicale), Peter Cornacchia e Massimo Colagiovanni (chitarre), Giovanni Pallotti (basso), Davide Sollazzi (batteria), Leonardo Di Angilla (percussioni) e le voci di Barbari Comi, Moris Pradella e Yvonne Park.
Palazzo dello Sport, piazzale Pier Luigi Nervi 1, ore 21
 
 
Jazz/Arriva al Monk il leggendario sax dell’americano Gary Bartz
 
Il sassofonista Gary Bartz, americano di Baltimora, annata 1940, è un altro pezzo di storia del jazz in cartellone a questo ricco festival 2019. Al sax soprano e contralto ha collaborato per lungo tempo con star come Charles Mingus, Art Blakey e i Jazz Messengers, Miles Davis, McCoy Tyner, Max Roach, Jackie McLean, Eric Dolphy, Abbey Lincoln e via di questo passo, nel 2005 ha vinto un Grammy Award per la sua prestazione nell'album “Illuminations” di McCoy Tyner, per decenni non ha mai smesso di suonare e di sperimentare, è un pioniere della fusion e alle tante collaborazioni ha aggiunto una carriera concertistica e di studio come leader di diversi gruppi, come gli Ntu Troop, che combinavano soul, funk, folk africano, hard bop e free, e coi quali ha inciso numerosi album, come “Music Is My Sanctuary”, “Love Affair” e “Harlem Bush Music”.
Stavolta Gary Bartz, dopo aver celebrato a New York il cinquantesimo anniversario dell’album “Another Earth”, uscito nel 1969, arriva a Roma con un progetto speciale che lo vede affiancato dai Maisha, brillante gruppo londinese capitanato dal batterista Jake Long e ispirato alla spiritualità di Alice Coltrane e Pharoah Sanders ma anche all’energia ritmica dell’afro-beat. Nel 2018 i Maisha hanno pubblicato “There Is The Place”, disco che ha sorpreso positivamente critica e pubblico, divenendo una delle band più apprezzate dell’intero movimento. Le loro composizioni si ispirano alla musica di Alice Coltrane e Pharoah Sanders e fondono suoni provenienti dall’Africa occidentale e ritmi afro-beat alla grande tradizione spiritual jazz e a tanti suoni urbani. Con Jake Long ci sono Nubya Garcia (sax e flauto), Shirley Tetteh (chitarra), Amané Suganami (tastiere), Twm Dylan (double bass), Tim Doyle e Yahael Camara-Onono (percussioni). L’incontro tra un pioniere come Bartz e i contemporanei Maisha è assolutamente da non perdere.
Monk Club, via Giuseppe Miri 35, ore 21
 
 
Jazz/Al Charity il trio del chitarrista Francesco Mascio
 
Il chitarrista Francesco Mascio propone il suo ultimo progetto: in trio con il contrabbassista Paolo Mazziotti e il batterista Domenico Benvenuto ripercorre in una nuova chiave di lettura le varie tappe compositive che hanno caratterizzato la sua musica nel corso degli anni. In scaletta brani originali che spaziano tra free, funk, etno, rock e altri generi per arrivare a una forma di jazz contemporaneo privo di ogni pregiudizio stilistico, in cui l'emozione occupa il ruolo centrale della performance.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
Jazz/Hardbop e brani originali con il quartetto di Patrizio Destriere

  
L’obiettivo della formazione guidata dal sassofonista napoletano Patrizio Destriere è la rilettura degli standard dell’hardbop, delle pagine di jazz contemporaneo e di brani inediti composti dagli elementi del gruppo: ecco quindi  il Patrizio Destriere BoProject, nato dall’incontro del leader con il pianista Francesco Venerucci, il contrabbassista Stefano Cantarano e il batterista Ettore Fioravanti. Il gruppo vanta numerose collaborazioni con musicisti come Dave Liebman, Rosario Giuliani, Greg Burk, PierPaolo Principato e altri.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Jazz/Doppio live, alla Casa, dei francesi No Tongues e Three Days of Forest
 
Si chiama Jazz Migration il doppio concerto che vede protagonisti due giovani gruppi francesi: No Tongues e Three Days of Forest. No Tongues (Ronan Prual al contrabbasso, Ronan Courty al contrabbasso e oggetti, Alan Regardin alla tromba e oggetti, Matthieu Prual ai sassofoni e al clarinetto basso) si muove tra il free jazz e il folklore immaginario, e i quattro sperimentatori propongono un progetto fuori dal tempo (è cominciato con un disco del 1966 che riuniva canti tradizionali raccolti in varie parti del mondo) che mescola tanti suoni che arrivano da lontano. Three Days Of Forest (la vocalist Angela Flahault, Séverine Morfin alla viola e Florian Satche alla batteria) sono un trio che si avventura ai confini della poesia sonora, tra il parlato e la canzone sperimentale, per proporre un suono molto contemporaneo, arricchito da effetti elettronici e da una vivace energia rock.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, ore 21
 
 
Soul/Bianca Blues con la sua band in concerto al Big Mama
 
I brani di artisti come Curtis Mayfield, Ray Charles, Aretha Franklin, Otis Reddig, Sam Cooke, Al Green, Marvin Gaye, James Brown e compagni, trasmessi in radio per decenni, hanno fatto ballare intere generazioni nei quartieri poveri di New York, Chicago, Detroit, New Orleans, e la band Bianca Blues & i Sette Soul rilegge quello splendido repertorio, tra soul, funk e rhythm & blues. Sono il vocalist Fulvio Tomaino, il chitarrista Alfredo Bochicchio, il bassista Massimo Nanni e il batterista Claudio Colazza, con una ricca sezione di fiati: Sergio Vitale alla tromba, Luca Giustozzi al trombone e i tre sassofoni di Carlo Micheli, Paolo Tomassini e Bruno Coltre.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Red Pellini Quartet in concerto al Gregory
 
Il venerdì al club romano è in cartellone il sassofonista Red Pellini, oggi con il suo quartetto e un repertorio che ripropone il dixieland e il New Orleans sound, su arrangiamenti originali di Pellini. Esperto di jazz classico e di swing degli anni 1920-40, lo stile del musicista s’ispira ai fraseggi del sax di Lester Young e della cornetta del leggenario Bix Beiderbecke. Con lui suonano Alessio Magliari (piano), Guido Giacomini (contrabbasso) e Carlo Battisti (batteria).
Gregory, via Gregoriana 54a, ore 22
 
 
Jazz/Al Cotton doppio live con la big band di Emanuele Urso
 

Al Cotton Club, com’è ormai tradizione, il venerdì è di scena il re dello swing Emanuele Urso, clarinettista e batterista alla testa della sua band, in un viaggio ai tempi della Harlem degli anni 30 con arrangiamenti originali della Fletcher Henderson Orchestra. Urso ama il jazz della Swing Era, tra il 1935 e il 1945, del quale è uno dei maggiori cultori. La formazione vede al suo fianco il trombettista Lorenzo Soriano, il sassofonista Stefano Di Grigoli, Adriano Urso al piano, Fabrizio Guarino alla chitarra, Stefano Napoli al contrabbasso, Giovanni Cicchirillo alla batteria e la vocalist Clara Simonoviez.
Cotton Club, via Bellinzona 22, ore 21.30 e ore 0.30
 
 
Cantautori/Cortellino a Na Cosetta con il suo album di debutto
 
“Solo quando sbaglio” è il primo disco di Cortellino, ovvero Enrico Cortellino, cantautore di Trieste che undici anni fa, al Piper Club, fu premiato da Mogol con una borsa di studio per la sua scuola, il Cet. Reduce da diverse performance come Cortex («Ma ora è per me solo un soprannome», dice) ha inciso l’album fra Trieste e Rimini, raccogliendo otto brani che raccontano, tra brio e malinconia, il dolore e la bellezza del diventare adulti e le mille difficoltà del lavoro, dell'amore e dell'affrontare la vita con le sue delusioni, le ansie e i tormenti, trovando nell'ironia, nella musica e nella creatività, le risposte alle pressioni sociali e interiori.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
SABATO 23 NOVEMBRE
 
 
Jazz/Il trio del pianista Benito Gonzales in concerto all’Alexanderplatz
 
Torna a Roma il trio guidato dal pianista newyorkese Benito Gonzalez, nominato al Grammy Awards per il suo contributo all'album "Seeds from The Underground" di Kenny Garrett e oggi con la band del sassofonista Pharoah Sanders. Con il contrabbassista Daniele Sorrentino e il batterista Alessandro D'Anna, Gonzales presenta "Tribute To Masters", un omaggio a tutti i suoi più grandi punti di riferimento in musica, come McCoy Tyner, Kenny Kirkland, Mulgrew Miller e molti altri. Oltre a questo tributo il pianista proporrà diverse nuove composizioni che ha scritto proprio per la tourneè italiana.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
Techno/Il dj Derrick May live al Circolo degli Illuminati
 
Il dj Derrick May, noto anche come Mayday e Rhythim is Rhythim (scritto proprio così) è un musicista che viene da Belleville, Michigan, è cresciuto a Detroit, ha 56 anni e con Juan Atkins e Kevin Saunderson è considerato l'inventore del genere musicale techno. La sua carriera è cominciata nel lontano 1987 con la pubblicazione del singolo “Nude Photo”, uno dei classici che diedero via al Detroit techno. Poco dopo seguì “Strings of Life”, che passò alla storia come uno dei brani simbolo della techno, e così via. May ha inciso i suoi ultimi album nel 1996 (“Innovator”) e nel 2002 (“Mysterious Traveller”, con la band dei System 7) ma continua a girare il mondo come dj e ogni tanto arriva a Roma. Ballare con lui, spiegano gli habituée, è una vera e propria emozione.
Circolo degli Illuminati, via Giuseppe Libetta 1, ore 23
 
 
Jazz/Alla Casa l’Horn Trio della contrabbassista Federica Michisanti
 
Un contrabbasso e due strumenti a fiato: ecco, per il Roma Jazz Festival,  l’Horn Trio della contrabbassista Federica Michisanti, con Francesco Bigoni al sax tenore e al clarinetto e Francesco Lento alla tromba. Vincitrice del Top Jazz 2018 nella categoria “Nuovo Talento”, nonche con un bell’album, “Silent Rides”, uscito a fine 2018, Federica si distingue per la sua voglia di osare, una dote più che necessaria se non ci si limita a rielaborare più o meno efficacemente il mainstream e i repertori d’autore: la sua incessante ricerca dei giusti compagni di avventura è una qualità indispensabile per chi è solito praticare i sentieri del jazz, soprattutto quelli più tortuosi e sdrucciolevoli.
Casa del Jazz, viale di Porta Ardeatina 55, oe 21
 
 
Jazz/The Stompers suonano il Duke Ellington del vero Cotton Club di Harlem
 
La formazione dei Cotton Club Stompers diretta da Remo Izzi (le sezioni dei fiati vedono Valerio D'Orazio, Pier Carlo Salvia, Silvano Funghi e Massimiliano Graziuso ai sax e ai clarinetti, Carlo Capobianchi, Francesco Marsigliese e Davide Richichi alle trombe e Luigino Leonardi, Matteo Guarino e Sergio Saudelli ai tromboni) è una big band che esegue il jazz dell’America degli anni ’20 e ‘30 e in particolare quella che si suonava al famoso Cotton club di Harlem. Si è ispirata al film del 1984 “The Cotton Club” di Francis Ford Coppola e esegue i brani della colonna sonora, firmati da un giovanissimo Duke Ellington agli inizi della sua carriera. Il caratteristico sound di questa orchestra riporta alla memoria il jazz di quegli anni, nei quali secondo la leggenda, pupe, gang e charleston occupavano un posto di primo piano nell’era del proibizionismo.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Live/Al Big Mama la Roma Blues Band
 
Le chitarre di Domenico Tudini e Sergio Pezzella, la voce e l’armonica di Roberto Fortezza, il sax di Romano Consoli, il basso di Alberto Biasin e la batteria di Piero Fortezza: ecco la storica Roma Blues Band, che per la cronaca è stata la prima formazione ad esibirsi, il lontano 30 marzo 1984, sul palco del Big Mama. On the road dal 1980, il gruppo ha avuto diverse modifiche nell’organico, ha ospitato decine di musicisti italiani e stranieri, da Roberto Ciotti a Alex Britti e Louisiana Red, e suona tutto, dal blues rurale a quello elettrico, dai canti di liberazione alle chitarre distorte, con brani originali e di autori come B.B. King, Muddy Waters, Willie Dixon, Howlin Wolf, Robert Johnson, Little Walter, Big Bill Broonzy e così via. Stasera è live con i suoi hit e l’ultimo album “Live in Roma”.
Big Mama, vicolo S. Francesco a Ripa 18, ore 22
 
 
Jazz/Giovanni Amato Quartet, doppio live al Gregory
 
Il trombettista Giovanni Amato, musicista salernitano da anni punta di diamante del nostro jazz, ogni tanto viene a suonare a Roma e per due sere lo trovate al club di via Gregoriana in quartetto con Pietro Lussu al pianoforte, Francesco Puglisi al contrabbasso e Andrea Nunzi alla batteria. In repertorio una serie di celebri standard completamente rivisititati da lui al punto di sembrare nuove composizioni, e brani originali dello stesso leader.
Gregory, via Gregoriana 54a, stasera e domani, ore 22
 
 
Brasile/Samba e bossa con la voce di Mariangela Morais
 
La vocalist Mariangela Morais, brasiliana che vive da anni in Italia e spesso collabora con il connazionale Jim Porto, offre un viaggio nella musica dei suo paese, fra samba, bossanova e ritmi latini. In scaletta brani di autori come Antonio Carlos Jobim, Djavan, Chico Buarque de Hollanda, Milton Nascimento e altri big. Con lei suonano il chitarrista Enrico Cresci, il pianista Pierpaolo Principato, il bassista Fabrizio Cucco e il batterista Matteo Di Francesco.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Cantautori/Jimmy Ingrassia, a Na Cosetta “sotto i piedi dei giganti”
 
Dal materiale dell’album “Sotto i piedi dei giganti”, del 2016, agli inediti del nuovo disco in preparazone: ecco l’appuntamento con il cantautore Jimmy Ingrassia, siciliano di Trapani a Roma dai primi anni Duemila, già passato per numerose esperienze (Domenica In, Sanremolab, Musicultura, Deejay on Stage, Premio Musica contro le Mafie, The Vice of Italy, nominato al Tenco nel 2018 per il brano "Libero", sul tema della immigrazione) e in tour con le sue ultime novità. E’ in quintetto con il chitarrista Alessandro De Vita, Primiano Di Biase (tastiere e fisarmonica), Simone Massimi (contrabbasso) e Alessandro Luccioli (batteria).
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Rock/Con il trio Love Me Tender i classici di Elvis a Na Cosetta
 
Un trio di musicisti e cantanti dalle caratteristiche uniche e tra loro ben assortite: sono Delia Morelli (chitarra e voce), Tarcisio Di Domenicantonio (armonica e voce) e Mirko Branki (chitarra e voce), che offrono un repertorio di classici di Elvis Presley, dei Beatles e di Eric Clapton e brani famosi del blues e del soul. Come dire che l’energia del rock & roll, la potenza del blues e la tenerezza delle ballads animano le note di questa formazione acustica.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 22
 
 
DOMENICA 24 NOVEMBRE
 
 
Musica/Per RomaEuropa Festival ecco “Two”: Ryuchi Sakamoto e Alva Noto
 
“Two”, due: è il titolo scelto dal pianista e compositore giapponese Ryuichi Sakamoto (67 anni, è considerato tra i pionieri della fusione tra la musica etnica orientale e le sonorità elettroniche occidentali) e il compositore e artista sonoro tedesco Alva Noto (all’anagrafe Carsten Nicolai, 54 anni, specialista in opere audiovisive, uno degli artisti più noti al mondo) per il loro progetto. Dicono al Parco della Musica che, se ci sono collaborazioni planetarie in grado di generare opere d’arte e linguaggi inediti, una di queste è certamente quella tra Sakamoto e Noto. I due inarrestabili sperimentatori tornano a esibirsi al RomaEuropa Festival 2019 in una nuova performance nella quale pianoforte e musica elettronica concorrono ancora una volta a coinvolgere lo spettatore in un’indimenticabile esperienza percettiva.
Parco della Musica, Sala Santa Cecilia, ore 21.30
 
 
World/Fatoumata Diawara, ecco la nuova star della musica afro
 
La vocalist, compositrice, chitarrista e attrice Fatoumata Diawara viene dal Mali e vive in Francia, ma essendo nata a Abidjan è ivoriana: la nuova stella della musica africana ha una delle voci più affascinanti sulla scena internazionale, è la nuova regina della world music e arriva per il RomaEuropa Festival. La sua carriera è decisamente invidiabile: ha collaborato con Damon Albarn, Herbie Hancock (con lui ha inciso “The Imagine project”, Grammy Award 2011) e Tony Allen, ha cantato in mezzo mondo, offre live intensi, eleganti e coinvolgenti, e la sua voce è in grado di fondere tradizione e musica pop. E’ in tour per presentare il suo album “Fenfo” (in italiano “qualcosa da dire”), disco prodotto dalla stessa Diawara e da Matthieu Chedid e registrato in patria, in Burkina Faso, a Barcellona e a Parigi. Fatoumata ha molto da raccontare, e lo fa con uno stile afropop ricco di intuizioni, tra contaminazioni funky, sapori tropicali, pop e un pizzico di rock & soul anni 70. Con la sua chitarra reinventa i ritmi veloci e le melodie blues del Wassoulou (la regione fra Mali, Costa D’Avorio e Guinea) e punta a una prospettiva decisamente africana del concetto di cantautrice. Roba di classe.
Parco della Musica, Sala Sinopoli, ore 20
 
 
Elettronica/Chrstian Fennesz e la sua glitch music in “Agorà”
 
L’austriaco Christian Fennesz (Vienna, annata 1962) è un musicista attivo soprattutto nella musica elettronica: spesso conosciuto semplicemente come Fennesz, usa una chitarra e un computer portatile per creare composizioni multilivello che fondono la melodia e la parte strumentale con sonorità distorte e accessi di cosiddetto "rumore bianco". Considerato tra gli inventori della glitch music (sottogenere di musica elettronica costruito sugli errori, appunto i "glitch", prodotti dalle apparecchiature digitali), è definito come l’ultimo tra i romantici della sperimentazione musicale elettronica per via dei paesaggi intimi e dei mondi interiori che è in grado di descrivere con le sue produzioni, e torna in scena, con i visual del tedesco Lillevan, per presentare il suo nuovo album “Agorà”, un saggio su quello che può essere oggi la musica atmosferica nonché un disco concepito e realizzato in casa, nello spazio angusto della sua cameretta.
Parco della Musica, sala Petrassi, ore 18.30
 
 
Brasile/All’Alexanderplatz la chitarra del grande Lula Galvao
 
Lula Galvao, brasiliano di Brasilia, è uno dei più grandi chitarristi del paese sudamericano. Ha suonato con Edu Lobo, Caetano Veloso, Ivan Lins, Rosa Passos, Guinga, Joyce Moreno, Jaques e Paula Morelenbaum, Hamilton de Holanda, Henri Salvador, Ron Carter, Kenny Baron, Kenny Rankin, Chico Buarque, Chano Dominguez, Antonio Adolfo, Leila Pinheiro, Nana Caymmi, Jane Duboc, Gal Costa e tanti altri. Invitato e presentato da Stefano Rossini e Gianluca Persichetti, due tra i più autorevoli musicisti italiani legati alla musica brasiliana, proporrà da solista il suo recente album il cui titolo, “Alegria de viver”, è già tutto un programma. Serata da non perdere, soprattutto se amate il genere.
Alexanderplatz, via Ostia 9, ore 22
 
 
Hip hop/Al Monk arriva Axos, il milanese Andrea Molteni
 
Axos, nome d'arte del rapper milanese Andrea Molteni, 29 anni, arriva in concerto al Monk. Ha tanti dischi alle spalle (da “Mitridate” a “L'era della bestia”, “Corpus: l'Amore sopra”, “Real Talk Cypher”, “Anima Mea”),  e il suo singolo “Ci Puoi Fare Un Film” dice la verità, visto che in 29 anni Molteni ha vissuto ogni esperienza possibile. “Harem”, uscito il 2 ottobre, è il nuovo singolo nato dalla sua collaborazione con Side Baby e Don Joe: Axos concepisce il brano quasi come rivisitazione del padre nostro, in una personale e più affine versione, condivisa in questa inedita collaborazione con Side Baby, e il beat di Don Joe, con campione arabo, contribuisce a dare ai due un tocco mediorientale. Axos è persino riuscito nell’impresa impossibile che ogni giovane rapper vorrebbe compiere, cioè entrare nella Machete Crew di Salmo, dalla quale poi è uscito in maniera un po’ turbolenta.
Monk Club, via Giuseppe Mirri 35, ore 22
 
 
Rock/Al Cotton Club negli anni ’50 con Stella & Muddybrothers
 
“Bevo solo rock’n’roll” è la serata diretta da Lalla Hop che propone musica vintage all'insegna del rock e dintorni. Stasera sono sul palco Samuel Stella & Muddybrothers, che riportano il pubblico negli anni '50 con brani ideali per ballare, preceduti dalle lezioni di danza “primi passi" con le migliori scuole di Roma. Formano la band il vocalist e chitarrista Samuel Stella, Primiano Di Biase all’organo Hammond e il batterista Ruggero Giustiniani.
Cotton Club, via Bellinzona 2, ore 22
 
 
Jazz/All’Elegance il trio della vocalist Valeria Rinaldi

 
Sottolineare le sfumature, raccontare la bellezza dei sottili passaggi musicali, impreziosire le parole per mezzo dei colori e dei giochi del pianoforte: è il progetto della vocalist Valeria Rinaldi, con Leonardo Borghi al pianoforte e Stefano Nunzi al contrabbasso. Il lavoro del trio prende come modello la tradizione e arriva ai giorni nostri, alla ricerca di quel senso creativo che ha caratterizzato i grandi compositori della storia della Jazz.
Elegance Cafè, via Francesco Carletti 5, ore 22
 
 
Jazz/Open Swing Lab, come ogni domenica a Na Cosetta
 
E’ ormai un appuntamento fisso l’Open Swing Lab del club del Pigneto, laboratorio musicale dedicato agli stili del jazz e dello swing ideato dal sassofonista e bandleader Giorgio Cùscito, dal chitarrista Gino Cardamone e dal contrabbassista Giuseppe Talone, in programma ogni domenica. Dopo il primo set comincia una festa aperta a musicisti e ballerini che danno vita, sopra e sotto il palco, a una vera orchestra con fiati, violini, voci, chitarre, washboard, batteria, alle prese con brani storici della Swing Era americana. Più di una jam session, una vera e propria scuola di musica a palco aperto dove non mancano le incursioni di chi balla il lindy hop.
Na Cosetta, via Ettore Giovenale 54, ore 22
 
 
Musica/Aperitivo al Charity con i Drunken Blues
 
Un repertorio che spazia dal blues al folk, passando per le atmosfere del rock tradizionale, con la vocalist Daniela Di Censi e i chitarristi e vocalist Enrico Abruzzese e Pietro Rubino. per il vostro aperitivo.
Charity Cafè, via Panisperna 68, ore 18.30
 

Ultimo aggiornamento: 16:13 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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