Andrea Morricone, figlio del grande maestro Ennio: «I nuovi compositori
spesso dimenticano emozioni e bellezza»

Il musicista e direttore d'orchestra Andrea Morricone, 58 anni, figlio di Ennio
di Simona Antonucci
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Martedì 22 Novembre 2022, 12:47

«Di mio padre ricordo anche il suo modo di fischiettare. Sapeva che adoravo la melodia di Deborah, ma il motivo di Nuovo Cinema Paradiso me lo faceva sempre. Il tema l’avevo creato io. A lui piacque molto, subito. E quando ci chiamavamo, prima me lo fischiava e poi, scherzando, mi ripeteva: “Ma come hai fatto?”». Andrea Morricone, 58 anni figlio musicista e compositore di Ennio, sale sul podio dell’Orchestra Roma Sinfonietta, per dirigere, questo pomeriggio alle 18, nell’Auditorium (intitolato a Ennio Morricone) dell’Università di Roma Tor Vergata, un omaggio al padre, il celebre compositore scomparso nel 2020 e che domani avrebbe compiuto 94 anni: un programma originale, eseguito dalla formazione di riferimento di Ennio, che intreccia colonne sonore («quelle meno note, messe un po’ in ombra da quelle più famose, come quella per L’uomo proiettile di Agosti»), alla musica assoluta («cui teneva moltissimo») e a un brano di raro ascolto Esercizi per 10 archi solisti, un’elaborazione di Amami, Alfredo, dalla Traviata «un esercizio, appunto, che lui considerava sperimentale».

IL CONFRONTO

Andrea Morricone, che ha firmato più di 30 colonne sonore per il cinema, musica per teatro, televisione, radio ed elettronica, dirigerà anche la prima assoluta di Nello sguardo, una sua composizione recente, dedicata e ispirata a suo papà: «Il mio modo di confrontarmi con lui. Faccio riferimento alle tecniche delle sue partiture, che mi hanno formato, ma ci sono io. Anzi noi. A papà sarebbe piaciuto anche perché è molto nello stile della sua musica assoluta». In programma, oltre a L’Uomo proiettile, Mosca, Addio (per il film di Mauro Bolognini), Il Prato (Paolo e Vittorio Taviani), Per le antiche scale (Mauro Bolognini), Romanza, Quartiere (Silvano Agosti). Quindi musica “assoluta” con Il sogno di un uomo ridicolo per violino e viola. «La musica assoluta, era, per lui, la musica sciolta dalle immagini. Ne era orgoglioso. Anche se s’impegnò molto per restituire il giusto rilievo alle melodie per il cinema. Quando nel Novanta, allora seguivo corsi di perfezionamento a Santa Cecilia, papà divenne accademico, la musica per il cinema cominciò a essere ascoltata con un’attenzione diversa. Io, personalmente, cerco di non tener conto delle etichette e procedo pensando solo al pubblico che vuole essere trascinato dai sentimenti, a prescindere dal linguaggio». Alternati alla musica di Ennio, brani di compositori a lui legati, Introduzione e allegro per violino e pianoforte del suo maestro Petrassi, con cui ebbe un rapporto di stima, ma anche accesi confronti, e Hafterthoughts - In un foglio per pianoforte e Voce per violoncello solo, di Francesco Pennisi, suo amico.

SINOPOLI

E Rapsodia Novecento per archi di Marco Sinopoli (figlio del direttore d’orchestra scomparso nel 2001). «È un tributo alle musiche del film La leggenda del pianista sull’oceano», continua Andrea, «variazioni su un tema, straordinario. Mi ha fatto piacere che un giovane compositore sentisse il desiderio di aprire un dialogo con le musiche di mio padre. Gli autori contemporanei hanno molte difficoltà a essere rappresentati. Ma la colpa è anche loro: spesso, il loro linguaggio non coinvolge lo spettatore, non arriva. Mentre, a prescindere dai generi, il pubblico va catturato con la bellezza e con le emozioni».

Andrea Morricone sta preparando un tour, un omaggio al padre, che debutta il 26 a Dublino e lo porterà nelle capitali europee, da Londra, e Berlino a Vienna: uno show costruito con musica, immagini, interviste e spezzoni inediti del film Ennio di Tornatore. «Ho una mia carriera, piena di impegni. Ma divulgare il suo lavoro resta un punto centrale. Non ho complessi. I problemi di sentirmi “un figlio di” li ho superati. Come? Cercando di essere me stesso che sono anche il figlio di Ennio».

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