Dante esule, una mostra
per celebrare
i 750 anni dalla nascita

Mercoledì 16 Settembre 2020
RAVENNA Una mostra fotografica nella basilica di San Giovanni Evangelista a Ravenna per celebrare i 750 anni dalla nascita del sommo poeta. Il fotoreporter Giampiero Corelli continua la sua esplorazione intorno a Dante e alla metafora dell’esilio. Dante esule viene letto scoprendo personaggi e comunità di esuli del nostro tempo. 
Un modo per continuare il viaggio di Dante che ha percorso in lungo e in largo i territori della Romagna che, dopo la Toscana è stata la regione più citata nella Divina Commedia. 
Il viaggio di Dante esule 2019 ha preso avvio al confine tra Romagna e Toscana, territorio attraversato più volte da Dante fuggiasco da Firenze. Per la precisione dall’ex borgo di Pian Baruccioli (nella Piana dei Romiti), a due ore di cammino da San Benedetto in Alpe, dove in un “villaggio agricolo autosufficiente” vive una comunità di giovani e meno giovani che ricavano quasi tutto il necessario dalla terra e dalle risorse naturali. È passato quindi per Mutonia – Mutoid Waste Company,  comunità di artisti e performer stabilitisi negli anni Novanta con le proprie roulotte e i propri lavori artistici lungo le rive del fiume Marecchia, a Santarcangelo di Romagna (Rimini). Tra gli incontri, anche quello con gli abitanti del villaggio Sinti di Misano Adriatico (Rimini), quello con le monache di clausura che dal convento di Faenza si sono spostate nell’eremo di Montepaolo (Forlì), e poi con artisti e artigiani che con la propria arte e passione continuano a seguire, mai domi, le “voci dell’anima”. Come Stefano Sabbatini Visconti, cantante e poeta che ha pubblicato in passato con Dario Bellezza e Alda Merini e che oggi continua a comporre canzoni. E come Luigi Foscolo Lombardi, liutaio di Dovadola erede di una famiglia di costruttori di strumenti da tre generazioni: suo padre riuscì addirittura a costruirsi un violino nel deserto libico, durante la guerra, mentre era prigioniero degli Alleati. © RIPRODUZIONE RISERVATA