#UffiziDecameron: ai tempi del coronavirus i Musei diventano un rifugio virtuale

Le nuove sale degli Uffizi
2 Minuti di Lettura
Martedì 10 Marzo 2020, 19:18

Parte Uffizi Decameron, campagna social lanciata dalle Gallerie degli Uffizi. L'obiettivo, si spiega, è tenere compagnia, nel segno della grande arte, a tutti coloro che restano in casa per aiutare la campagna di prevenzione del contagio da Coronavirus.

Ogni giorno, sui profili Instagram e Twitter degli Uffizi, verranno pubblicate foto, video e storie dedicate ai capolavori custoditi nella Galleria delle Statue e delle Pitture, in Palazzo Pitti e nel Giardino di Boboli. Il nome della campagna, che avrà anche l'hashtag #UffiziDecameron, è ispirato alla celebre opera di Giovanni Boccaccio: 10 giovani sfuggono al contagio della peste nera rifugiandosi in una villa sui colli sopra Firenze e per combattere la noia ciascuno racconta una novella al giorno.

Così gli Uffizi ai tempi del coronavirus diventano un rifugio virtuale: il loro programma su Instagram, Twitter, Youtube e sul sito web viene ampliato e da oggi potenziato con l'apertura di un altro canale social, Facebook, alla pagina Gallerie degli Uffizi.

I musei hanno dovuto chiudere, ma «l'arte non si ferma - spiegato il direttore Eike Schmidt -. Per questo da adesso ci rivolgeremo al nostro pubblico anche attraverso Facebook». «Oggi diamo inizio ad Uffizi Decameron: come nel capolavoro di Boccaccio, ogni giorno racconteremo le storie, le opere, i personaggi dei nostri bellissimi musei, unendoci nel nome della cultura, dell'arte e perché no dello svago. Evitiamo ogni contagio, tranne quello della bellezza».

Nell'ambito di Uffizi Decameron ci sarà anche
La mia Sala, serie di minitour virtuali nei quali gli assistenti museali illustreranno in video alcuni più suggestivi angoli delle Gallerie, con i loro segreti e le loro opere. Ad arricchire ed affiancare Uffizi Decameron sarà anche la pubblicazione sui social di immagini, video e contenuti dedicati a Raffaello e ai suoi capolavori, celebrati nella ricorrenza del cinquecentenario dalla sua morte, che in parte consola della temporanea sospensione della grande mostra a Roma. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA