Morta Sue Lyon, la Lolita di Kubrick. Una vita tra spettacolo e disgrazie private

Sabato 28 Dicembre 2019
Sue Lyon in
Addio all’attrice statunitense Sue Lyon, la ninfetta protagonista di Lolita (1962), il film del regista Stanley Kubrick tratto dall’omonimo romanzo di Vladimir Nabokov, storia della scandalosa ossessione di un uomo maturo per una ragazza giovanissima, Dolores Haze: per la sua recitazione accanto a James Mason e Shelley Winters ottenne una nomination all’Oscar e vinse il Golden Globe come migliore attrice esordiente.

Aveva 73 anni. Il decesso, come ha riferito il New York Times, è avvenuto giovedì scorso a Los Angeles. Un’amica, Phil Syracopoulos, ha precisato che l’attrice era da tempo malata ma non ha fornito la causa esatta della morte. Il corpo adolescente adagiato sul prato del giardino; il gesto pieno di grazia con cui si toglie gli occhiali da sole, scoprendo in tutto il suo splendore il volto angelico e conturbante; gli occhi ridenti, e quello sguardo intenso in cui convivono candore e malizia: l’entrata in scena di Dolores Haze detta Lolita nel capolavoro di Kubrick è memorabile, una delle immagini consegnate alla storia del cinema. Il ruolo di Lolita trasformò Sue Lyon rapidamente in una promettente stellina di Hollywood, consentendole di interpretare altri ruoli di giovane tentatrice, piuttosto conturbante e audace per l’epoca, in film come La notte dell’iguana (1964) di John Huston, Missione in Manciuria (1966) di John Ford, L’investigatore (1967) di Gordon Douglas e Carta che vince, carta che perde (1967) di Irvin Kershner. 

Tuttavia alla fine degli anni ‘60 e superata l’adolescenza, il successo si affievolì e il cinema rapidamente dimenticò Sue Lyon, relegandola soprattutto al ricordo del famoso film di Kubrick e anche di quello di Huston. Saltuariamente attiva sul set, dopo essere apparsa in qualche produzione cinematografica e televisiva minore (compresa la pellicola Erica... un soffio di perversa sessualità di José María Forqué del 1973) e nel film horror Alligator (1980) di Lewis Teague, l’attrice si ritirò definitivamente dal mondo dello spettacolo e dalle apparizioni in pubblico. Sue Lyon era nata a Davenport, nello stato dello Iowa, il 10 luglio del 1946, ultima di cinque figli. Quando il padre muore la piccola Sue ha solo dieci mesi e la madre rimane da sola a combattere contro la povertà. Nel 1958 i Lyon si spostano a Los Angeles dove la mamma di Sue spera che l’avvenenza della figlia più piccola possa garantirle un lavoro da modella e contribuire così al mantenimento della famiglia. Dopo essersi ossigenata i capelli, l’adolescente Sue posa come modella per un catalogo della catena di grandi magazzini J. C. Penney, quindi partecipa come baby attrice con piccoli ruoli nelle serie televisive. 


Nel giugno del 1960 Kubrick vede Sue Lyon proprio al Loretta Young Show e suggerisce ai produttori di prenderla in considerazione per il ruolo di Lolita. Dopo un colloquio con lo stesso regista e con il produttore James B. Harris, e con il benestare di Vladimir Nabokov, la quattordicenne Sue viene ingaggiata, battendo così la concorrenza di ben altre 800 aspiranti. Quando esce Lolita - a causa della censura che vietava il film ai minori di 16 anni - persino a Sue non fu permesso di andare alla prima. In un’intervista, l’attrice disse a proposito del suo personaggio: «Mi fa pena. È nevrotica, patetica e interessata solo a se stessa». 


La vita privata di Sue Lyon è stata piuttosto turbolenta, con cinque matrimoni alle spalle. Sul set di La notte dell’iguana in Messico flirta con molti giovani della zona creando non poche difficoltà alle riprese, dove viene raggiunta dal fidanzato Hampton Fancher, poi allontanato dal regista John Huston, esasperato dai continui litigi. Nel 1964 Sue Lyon e Hampton Fancher si sposano e divorziano un anno dopo. Pochi mesi dopo rimane vittima di un incidente automobilistico sulla Pacific Coast Highway assieme alla madre: la giovane attrice riporta lesioni alla testa, al collo e alla schiena, con il ricorso per quasi due anni di una sedia a rotelle. Nel 1970 Sue sposa Roland Harrison, fotografo e allenatore di football afroamericano. Gli episodi di razzismo costringono la coppia a trasferirsi in Spagna e poi al divorzio nel 1973: dal matrimonio nasce la figlia Nona. 

Dalle luci di Hollywood Sue Lyon si ritrova ben presto a vivere in squallidi hotel, lavorando come cameriera e commessa. Conosce Gary «Cotton» Adamson al Colorado State Penitentiary, dove lui sta scontando una condanna a vent’anni per rapina e omicidio, e lo sposa in prigione il 4 novembre 1973. Un anno dopo divorzia anche da Adamson, perchè era evaso e aveva commesso una rapina. Dopo brevi nozze con Edward Weathers, durate appena 11 mesi, si unisce in matrimonio con l’ingegnere Richard Rudman, con cui resterà unita dal 1985 a 2002, anno del divorzio.  © RIPRODUZIONE RISERVATA

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