NETFLIX

Netflix, giro di vite sul fumo: niente sigarette nei programmi per giovani

Venerdì 5 Luglio 2019
Dalla serie
 Giro di vite di Netflix sulle scene di fumo: il gigante della tv in streaming ha annunciato che d'ora in poi le sue produzioni originali destinate a un pubblico giovane non avranno scene in cui gli attori fanno uso di tabacco. L'annuncio è arrivato sulla scia di uno studio del gruppo anti-fumo Truth Initiative secondo cui le scene in cui appaiono sigarette nei più popolari programmi destinati alla fascia tra i 15 e i 24 anni sono più che triplicate nel corso del 2018.

La ricerca di Truth Initiative ha rivelato che rappresentazioni di sigarette o sigarette elettroniche sono molto più frequenti su Netflix rispetto ad altre reti tv o via cavo. Sul banco degli imputati è risultato soprattutto «Stranger Things», e non è un caso che Truth Initiative abbia voluto far coincidere la pubblicazione dello studio con il debutto della terza stagione delle avventure degli adolescenti di Hawkins: la ricerca ha scoperto che l'anno scorso il cento per cento degli episodi della serie ambientata dai fratelli Duffer nel terribile mondo del Sottosopra includevano l'uso del tabacco. Come reazione, Netflix ha annunciato a Variety che metterà al bando ogni tipo di fumo da tutti gli show di futura produzione destinati a un pubblico sotto i 14 anni con una sola eccezione: «Se è necessario per l'accuratezza storica». Il gruppo ha fatto sapere anche che limiterà le scene di fumo in progetti destinati a un pubblico più adulto, anche in questo caso con una deroga: «Se il fumo è essenziale alla visione creativa dell'artista o perché definisce un personaggio». Informazioni sulla presenza del fumo saranno anche fornite nella descrizione di film e serie, alla stessa stregua di quanto già accade con le scene di nudo o di sesso o con le parole volgari.

Tre anni fa un appello a tagliare il fumo da film e tv era arrivata dall'OMS: convinta che la dipendenza da tabacco di molti adolescenti inizi al cinema, l'agenzia dell'Onu per la salute aveva chiesto il «vietato ai minori» per le produzioni in cui le «bionde» facevano da comparsa.
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