Via il tatuaggio di Higuain: tifoso napoletano pentito cancellerà l'ex idolo

Giovedì 2 Febbraio 2017 di Luisa Mosello
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Il tatuaggio di Higuain da rimuovere Foto Syneron Candela

Se un diamante è per sempre, non lo è un tatuaggio. E per fortuna. E' quello che ha pensato Filippo, tifoso napoletano con il suo idolo, Higuain, stampato sul braccio. Che deluso dal suo passaggio alla Juve, aveva deciso di cancellarlo per sempre, almeno dalla sua pelle.

 

Come fare? I colori erano molto marcati, difficili da togliere. Un'impresa impossibile che ora potrebbe non esserlo più grazie al nuovissimo laser a psicosecondi a tre diverse lunghezze d’onda in grado di eliminare anche le tonalità più resistenti. Una novità attesa in un mercato in costante crescita, che in Italia conta su un fatturato di oltre 80 milioni di euro. Si stima che circa 7 milioni di persone, ovvero il 12,8% della popolazione, si siano tatuate almeno una volta nella vita secondo i dati dell' Istituto Superiore di Sanità. Al successo di questa forma "d'arte epidermica" si associa inevitabilmente anche l'aumento dei pentiti. Che vogliono eliminare ogni traccia di scelte passate non più condivise.

«Sempre più pazienti mi chiedono di eliminare un tatuaggio e l’inverno è la stagione ideale per farlo -spiega Filippo Pinto, dermatologo, responsabile del Centro Laser Dermatologico di Roma e referente scientifico di Syneron Candela-. Grazie alle nuove tecnologie a picosecondi, ossia a miliardesimi di secondo, è possibile impiegare energie più elevate rilasciate in tempi enormemente più brevi, con frammentazione del colore del tatuaggio ottimale. Come il laser Picoway che con tre lunghezze d’onda garantisce risultati straordinari anche sui colori che fino ad oggi erano i più difficili da cancellare, come il verde chiaro e il celeste». Il trattamento non lascia cicatrici, bastano poche sedute, non più di sei e il costo è inferiore rispetto ai laser di vecchia generazione: circa 150 euro a sessione. 
E Filippo, l'ex tifoso di Higuain?  Per lui la rimozione sarà gratuita. Per ripagarlo della sofferenza calcistica.   

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