Luxor, inaugurato il Viale delle Sfingi con una parata "d'oro": danze e fasti in mondovisione

Oro, musiche, danze e archeologia millenaria

Luxor, inaugurato il Viale delle Sfingi con una parata "d'oro": danze e fasti in mondovisione
di Laura Larcan
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Lunedì 13 Dicembre 2021, 12:35

Quando si dice uno spettacolo faraonico. Oro, musiche, danze e archeologia millenaria. I re dell’antico Egitto avrebbero gradito? La scommessa è aperta. La scenografia era comunque ad effetto. Con una parata fastosa, ad alto tasso cinematografico, arricchita di cortei di figuranti in costumi, balli e canti, performance evocative, giochi di luce e musica, e uno show pirotecnico come gran finale, Luxor ha inaugurato il suo leggendario Viale delle Sfingi (o anche “Rams Road” o “Via degli Dei”, come lo definiscono i locali). Un autentico spettacolo accompagnato da percussioni e parate di figuranti vestiti da sacerdoti che trasportavano imbarcazioni dorate su portantine, incorniciati dalle danze di ballerine abbigliate da vestali. Uno show che la televisione egiziana ufficiale ha mandato in onda in diretta negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, in Russia, in Francia e in Sud Africa. Il tutto arricchito da riprese aeree di una flotta di droni che hanno regalato agli spettatori panoramiche suggestive della zona dei templi.

Siamo di fronte ad uno dei luoghi più suggestivi dell’antichità. Il Viale delle Sfingi affonda le radici a oltre tremila anni fa. Deve il nome ai suoi capolavori scultorei: situato sulla riva est del Nilo, nel sud dell’Egitto, sfoggia le circa 1200 sfingi tradizionali (figure mitologiche con il corpo di leone e testa umana) che in sequenza puntellano i due lati del viale che collega i famosi templi di Karnak e Luxor in quella che un tempo era Tebe, la capitale dei faraoni nel loro periodo d’oro, dal XVI all’XI secolo a.C. Secondo gli storici, l’antica strada doveva essere usata come oggetto di pellegrinaggio da parte dei fedeli che l’attraversavano per raggiungere i templi dove rendere omaggio alle loro divinità.

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Una seconda parata, dopo quella dello scorso aprile, quando 22 mummie reali sfilarono al nuovo Museo Nazionale della Civiltà Egizia di Fustat. Un dispendio di energie e risorse, al servizio di una regia artistica, per promuovere (e rilanciare) l’appeal turistico dell’Egitto a livello internazionale dopo la debacle dettata negli ultimi anni, prima dalle insurrezioni civili del 2011 e poi dall’emergenza Covid. Oltre che dagli strascichi di polemiche di risalto internazionali sulla carcerazione dello studente Patrick Zaki e dell’omicidio di Giulio Regeni.

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E quindi riflettori sull’antico. Protagonisti i tesori egiziani, dalla forte presa mediatica. Come testimoniano le notizie delle scoperte archeologiche che conquistano sempre i titoli dei maggiori giornali del mondo. Ad inaugurare il Viale delle Sfingi è stato il capo di Stato egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, che ha visitato il tempio di Luxor con la guida del ministro delle Antichità, Khaled al-Anani. «Continuiamo ancora i lavori di scavo ogni giorno e conduciamo interventi di restauro con tutte le teste delle Sfingi che sono state trovate, in modo che possano essere restituite ai loro corpi originali», ha affermato Mustafa Waziri, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, riferendosi al sito, sottoposto all’attenzione degli archeologi da oltre cinquant’anni.

 

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