Vaccini, primi bimbi respinti: oggi senza certificato non si entra a scuola

Martedì 12 Marzo 2019 di Lorena Loiacono

Ultima chiamata per l'obbligo vaccinale a scuola, questa mattina senza certificato non si entra. I casi di irregolarità, in tutta Italia, potrebbero essere diverse migliaia. Ieri, intanto, non sono stati ammessi i primi bambini no-vax. In base alla legge Lorenzin, infatti, le famiglie dei ragazzi che frequentano la scuola dell'obbligo, dalle elementari alle superiori, senza la presentazione del certificato dell'avvenuta vaccinazione vengono sanzionati da 100 a 500 euro. Altra prassi è prevista invece per i bambini che frequentano un nido o la scuola materna dove, senza certificato, si viene espulsi.

Vaccinato il 95% dei bimbi. Grillo: «Niente scuola senza copertura»

A Bologna 300 bambini non in regola rischiano la sospensione da nidi e materne

I NUMERI
I casi di famiglie inadempienti sono sparsi da Nord a Sud a macchia di leopardo, divisi tra no-vax e semplici ritardatari nella presentazione del certificato originale. In Veneto la situazione è sotto stretto controllo: solo a Padova non sono stati ammessi 12 bambini, tra asili nido e scuole infanzia, a Verona devono essere accertate dieci posizioni mentre a Vicenza ieri erano 3 i bambini non in regola nei nidi e 7 alle materne. Nella sola città di Bologna sono circa 300 le mail in partenza per verificare le posizione vaccinali di altrettanti bambini che, dopo l'autocertificazione, non hanno consegnato la documentazione aggiuntiva: per questo motivo risulta non in regola circa il 4% degli iscritti. Mentre a Modena, nonostante siano diminuiti gli inadempienti rispetto ad un anno fa, i numeri restano ancora alti: secondo le stime della Ausl sono 600-650 i bambini che potrebbero essere esclusi da nidi e scuole dell'infanzia, mentre sono circa 350 i più grandi, a rischio sanzione.
A Pisa, in base ai controlli incrociati effettuati ieri dalla Asl Toscana Nord Ovest, sarebbe irregolare un 10% di iscritti agli asili nido e alle scuole materne. Le prime espulsioni sono avvenute anche in Campania dove sarebbero circa 700 le posizioni vaccinali ancora da verificare. Intanto non sono stati ammessi in classe tre bambini dell'Istituto Comprensivo Capraro di Procida, non senza momenti di tensione e proteste da parte dei genitori no-vax, e altri tre a Pagani, in provincia di Salerno: le famiglie erano state già avvertite venerdì e quindi ieri non hanno portato i bambini a scuola. I genitori di uno di loro hanno già assicurato che, essendo contrari ai vaccini, non porteranno più il figlio a scuola.
 

Non sono mancati neanche gli interventi da parte dei carabinieri del Nas: a Latisana, vicino Udine, sono intervenuti in una scuola dell'infanzia a causa dell'insistenza di una mamma che voleva che la figlia, pur non essendo in regola con la presentazione dei documenti dei vaccini, entrasse in classe. A Livorno sono addirittura scattate le denunce per due genitori che avevano attestato il falso nella documentazione presentata per l'assolvimento dell'obbligo dei propri figli. In Sicilia sono ancora in corso le verifiche ma intanto ieri a Palermo è rimasto fuori dall'asilo un bambino. Mentre a Rimini i bambini a rischio, secondo i dati del Comune, risultavano essere 28: alle scuole di infanzia erano 23 su un totale di 1.200 iscritti e 5 ai nidi, su un totale di 490. A Cesena la quota si alza vertiginosamente con ben 347 bimbi non in regola: 31 al nido, tra cui 28 quelli che non hanno presentato alcun certificato e tre quelli che hanno fornito almeno le autocertificazioni, e ben 316 alla scuola dell'infanzia tra cui sono 92 quelli che non hanno portato nulla.

IL PROVVEDIMENTO
Intanto ieri sono scaduti i termini per presentare gli emendamenti in Commissione Igiene e Sanità del Senato al disegno di legge sui vaccini per modificare il decreto legge Lorenzin introducendo il cosiddetto obbligo flessibile per cui, in presenza di un abbassamento della copertura vaccinale, si interverrà con obblighi mirati su vaccini specifici e determinate coorti di nascita per raggiungere le coperture di sicurezza.
Ma l'obbligo potrebbe restare fisso sul morbillo: «C'è un'epidemia in atto ha spiegato infatti il ministro della Salute, Giulia Grillo - e quindi sul morbillo bisogna tenere misure obbligatorie». Continua infatti a crescere il numero dei casi di morbillo in Europa e l'Italia resta sempre nelle prime posizioni della classifica: l'ultimo bollettino del Centro europeo per il controllo delle malattie, infatti rileva che nei mesi di novembre e dicembre 2018, la Romania ha avuto 261 nuovi casi, l'Italia 165, la Polonia 133 e la Francia 124. Trsite primato anche per i decessi: delle 33 persone morte durante i 12 mesi, 22 erano in Romania, 7 in Italia, 2 in Francia e 2 in Grecia.
 

Ultimo aggiornamento: 13:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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