CORONAVIRUS

Coronavirus, scuole chiuse, dalle assenze alle valutazioni: le falle della didattica online

Giovedì 19 Marzo 2020 di Lorena Loiacono

La vecchia scusa del «avevo la febbre», per giustificare un'assenza a scuola, viene sostituita ora da un semplice «non avevo la connessione». E così lo studente, che non si collega in tempo per l'appello online, salta la lezione senza troppi problemi. Che sia vero o no il black out con la rete, i docenti non possono saperlo. Resta il fatto che la lezione è persa. E troppe lezioni rischiano di andare perdute visto che sembra ormai inevitabile l'ulteriore slittamento della riapertura delle scuole. La data della ripresa, fissata al 3 aprile, sembra ormai destinata a spostarsi in avanti, almeno alla settimana dopo la pausa prevista per Pasqua: l'epidemia da Covid-19 non ha ancora raggiunto il picco e difficilmente tra 20 giorni sarà possibile per i ragazzi trascorrere le giornate tutti insieme nella stessa classe.

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LA PROGRAMMAZIONE
Si va quindi avanti con la programmazione della didattica online. Con tutte le sue criticità, dalla valutazione ai compiti, e il problema delle assenze è uno tra quelli maggiormente avvertiti tra gli insegnanti che, in queste ultime settimane, hanno adottato la didattica a distanza, portando avanti lezioni online che si svolgono in diretta, con tanto di appello e con tutti gli studenti della stessa classe presenti.
Se poi la didattica a distanza si svolge solo tramite l'invio di materiali come video, tesine, foto, approfondimenti di vario tipo, allora è decisamente complicato capire come considerare uno studente presente o meno: se partecipa alle attività o se, invece, ne resta alla larga. Ogni scuola sta adottando piattaforme diverse e, addirittura, ogni sezione ha docenti che gestiscono la didattica online in maniera diversa l'uno dall'altro: ne restano smarriti anche gli studenti. Non a caso, il sito per studenti Skuola.net ha registrato un notevole incremento di traffico nella sezione dedicata agli appunti, un modo per le famiglie e per i ragazzi per sopperire alla mancanza di didattica frontale: nelle prime due settimane di chiusura nazionale di scuole e atenei ha registrato infatti un incremento di traffico del 70%. Ma la presenza nella propria classe virtuale resta necessaria. E non è un aspetto trascurabile visto che di norma lo studente, per poter essere ammesso all'anno scolastico successivo, deve essere presente al 75% delle ore di lezione. Altrimenti, se è stato assente per oltre un quarto delle lezioni, viene bocciato. Quest'anno allora sarà difficile calcolare le assenze, probabilmente sarà impossibile a meno che quel 25% di assenze non è stato fatto prima dello stop alle lezioni. Da qui il passo alla valutazione finale è breve: l'altro grande nodo irrisolto della classe virtuale, infatti, è il giudizio dei docenti in merito alla preparazione degli studenti. Assegnare un compito in classe, un test o una verifica diventa un grande atto di fiducia nei confronti dei ragazzi che, chiusi nella loro cameretta, possono decidere di assumersi le loro responsabilità rispondendo con cognizione di causa alla verifica oppure, e purtroppo va messo in conto, possono scopiazzare come vogliono.

LINEE GUIDA
Intanto dalle linee guida del ministero dell'istruzione arriva l'invito ai docenti di dare pochi compiti ma su questo aspetto i sindacati rivendicano la l'autonomia dell'insegnamento: ognuno deve poter fare come ritiene più opportuno. Le incognite, quindi, sono ancora tante. «Il conto delle assenze e la valutazione sono aspetti da rivedere spiega Mario Rusconi, presidente dell'Associazione nazionale dei presidi di Roma e del Lazio con la didattica a distanza, che le scuole stanno mettendo in piedi solo adesso, serve un atteggiamento flessibile e intelligente. Non è pensabile che un ragazzo non connesso risulti automaticamente assente: potrebbe avere un problema al pc o alla rete. Quest'anno inevitabilmente il vincolo del 25% di assenze sarà meno stringente. Stesso discorso per le valutazioni: la teledidattica non garantisce la riservatezza e la sicurezza del compito svolto in classe. Consiglio ai docenti di tenere una sorta di diario con appunti in cui annotare, giorno per giorno, il comportamento dei singoli: generalmente non è previsto ma ora è importante anche per assegnare il voto di condotta».

Ultimo aggiornamento: 13:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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