Coronavirus, gli aiuti del governo a famiglie e imprese: ecco come ottenerli

Coronavirus, famiglie e imprese: partono gli aiuti. Ecco come ottenerli
di Luca Cifoni
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Giovedì 19 Marzo 2020, 01:04 - Ultimo aggiornamento: 20 Marzo, 07:40

Sostegno molto forte alle imprese e al mondo del lavoro dipendente, attraverso la cassa integrazione e gli stessi datori di lavoro. Ossigeno anche al mondo degli autonomi, ma con procedure e tempi ancora da verificare in particolare per i professionisti iscritti alle casse previdenziali private. Sospensioni di versamenti fiscali praticamente senza effetto finanziario (salvo per le cartelle della riscossione), visto che al momento le scadenze sono semplicemente aggiornate a maggio-giugno. Poi uno scudo per la liquidità del mondo produttivo che per il bilancio dello Stato vale oltre 5 miliardi, il cui effettivo utilizzo dipenderà anche da come si evolve la situazione nelle prossime settimane.

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LA RELAZIONE TECNICA
La versione definitiva del decreto legge “cura Italia” pubblicata in Gazzetta ufficiale e accompagnata dalla relazione tecnica permette a famiglie e imprese di valutare e soppesare gli interventi messi a punto dal governo per le varie categorie. E naturalmente la visione di dettaglio delle norme e anche di alcune incertezze presenti nel testo scatena lamentele e proteste di coloro che si sentono trascurati. A queste voci hanno risposto il ministro dell’Economia Gualtieri e il viceministro Misiani, spiegando da una parte che alcuni aspetti applicativi sono in via di definizione rapida, dall’altra assicurando che il provvedimento potrà essere aggiustato e migliorato nel corso dell’esame parlamentare; sullo sfondo poi c’è il successivo decreto di aprile che dovrà attingere anche a fondi del bilancio europeo.

Tra le misure di maggior impatto finanziario spicca il pacchetto destinato al rafforzamento della Cassa integrazione, che nelle sue varie ramificazioni vale circa 3,5 miliardi. Per l’indennità da 600 euro riservata ai lavoratori autonomi ma anche ad altre categorie l’impegno complessivo è di quasi 3 miliardi, a cui si aggiungono i 300 milioni per il fondo di ultima istanza a cui dovrebbero attingere anche i professionisti iscritti alle casse private. Relativamente a questa ultima platea le modalità di erogazione dovranno essere definite con un decreto del ministero del Lavoro da adottare entro trenta giorni. Invece per coloro che sono già destinatari dei 600 euro (commercianti e artigiani, professionisti e collaboratori iscritti alla gestione separata, stagionali del turismo, lavoratori agricoli e del turismo) il beneficio è riconosciuto entro i limiti di spesa fissati per cui c’è il rischio che si debba fare ricorso ad una sorta di click day, con l’eventuale esclusione di coloro che arrivano per ultimi.

Tra i molti aspetti ancora da mettere a punto c’è quello relativo agli interventi per i genitori dipendenti privati che (già da prima che scattasse il blocco totale) devono gestire i figli minori di 12 anni rimasti a casa per la chiusura delle scuole. A loro spetta alternativamente per un periodo di 15 giorni o un pacchetto aggiuntivo di congedi retribuiti o un voucher da 600 euro per la baby sitter. Si tratta di norme che andranno sicuramente aggiornate sia per la durata, con la chiusura della scuole che rischia di prolungarsi ancora per molto, sia il ricorso specifico a un aiuto esterno in un momento in cui viene rafforzato l’isolamento dei cittadini ed anche dei nuclei familiari.

Dipendenti Ad aprile premio in busta paga
Ai lavoratori dipendenti sia pubblici che privati che nel mese di marzo continuano a prestare la loro opera nella normale sede di lavoro è riconosciuto un premio da 100 euro. Questo importo, pur se limitato, vuole dare un riconoscimento alle persone che prendono personalmente qualche rischio in più proseguendo la normale attività. Per ottenerlo gli interessati non dovranno fare nulla di particolare, la somma verrà riconosciuta dal datore di lavoro in busta paga con la retribuzione di aprile. La misura dovrebbe riguardare 8,8 milioni di persone.

Cig Nuova domanda “causa Covid”

Il governo ha deciso di dirottare ingenti risorse sugli ammortizzatori sociali, per tamponare le conseguenze del fermo forzato di molte aziende. I datori di lavoro che sono costretti a interrompere l’attività a causa del coronavirus possono presentare domanda di Cassa integrazione ordinaria con la specifica causale “Emergenza Covid 19”. Per la Cassa in deroga invece il trattamento è riconosciuto dalle Regioni previo accordo con le organizzazioni sindacali, che si può concludere anche in via telematica.

Bambini Voucher e congedi con limite di spesa
Le scuole in tutta Italia sono chiuse ormai da due settimane in tutta Italia (e da prima in altre Regioni) ma non è ancora chiarissimo come le famiglie potranno fruire degli aiuti promessi dal governo, sotto forma di maggiori congedi retribuiti oppure di voucher per il ricorso a baby-sitter. Toccherà all’Inps stabilire le modalità: per quanto riguarda le baby-sitter il loro rapporto di lavoro dovrà passare per i libretti-famiglia. In ogni caso anche per questi interventi vale la regola delle risorse limitate: l’istituto di provvidenza dovrà monitorare le domande, rifiutando quelle eventualmente eccessive rispetto alle disponibilità.

Autonomi L’istanza a Inps per i 600 euro
Lavoratori autonomi come commercianti e artigiani, ma anche altre categorie, riceveranno un’indennità da 600 euro per ora relativa al mese di marzo, ma estendibile ai prossimi in caso di necessità. La domanda va presentata all’Inps, che provvederà a monitorare il raggiungimento dei limiti di spesa, escludendo quindi le eventuali richieste in eccesso. Si prospetta quindi l’eventualità di un click day con la necessità per gli interessati di affrettarsi: un’eventualità contro la quale si sono già pronunciate le associazioni di categoria.

Professionisti Un fondo ancora da regolamentare
Il sostegno ai professionisti iscritti alle Casse previdenziali privati è un capitolo ancora da mettere a punto. Per queste persone (ed in realtà anche per altri eventuali lavoratori non inclusi nei benefici) è a disposizione un Fondo “di ultima istanza” con una dotazione di 300 milioni. Le modalità di utilizzo dovranno essere stabilite entro 30 giorni con un apposito decreto del ministero del Lavoro. Tra le possibilità c’è quella che siano le stesse Casse ad erogare il sostegno ai propri iscritti, oppure potrebbe essere lo Stato ad assumersi direttamente il compito.

Pmi Moratoria prestiti, pratica in banca
Per aiutare medie, piccole e micro-imprese a superare la fase più difficile della crisi indotta dall’emergenza coronavirus il provvedimento approvato dal governo prevede una moratoria straordinaria sui prestiti ottenuti presso banche o altri intermediari finanziari. Le linee di credito non potranno essere revocate fino al 30 settembre 2020 e a questa stessa data dovrà essere rinviata la restituzione dei prestiti non rateali che scadono in precedenza. Il pagamento di rate invece dovrà essere riscadenzato con accordo tra le parti e comunque sospeso sempre fino a fine settembre. La richiesta va fatta alla banca o all’intermediario.

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