Scarichi inquinanti nel fiume Sacco, la società “AeA” : «Noi siamo parte lesa»

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Venerdì 30 Luglio 2021, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 23:18

L’alert scatta quasi sempre alle 4. Nella notte tra sabato e domenica. Sul telefonino dell’ing. Roberto Orasi (responsabile dell’Area Tecnica di AeA Spa) il grafico che monitora gli ingressi al depuratore di Ceccano (in provincia di Frosinone), subisce un’impennata: è il segnale che, a monte, sono stati immessi liquami inquinanti.
«Questo sistema di controllo da remoto - spiega Riccardo Bianchi, presidente di AeA, la società che gestisce i depuratori di Ceccano, Aquino e i due impianti di Villa Santa Lucia - ci permette di conoscere, istante per istante, gli andamenti delle operazioni di depurazione. Non solo, ma periodicamente eseguiamo prelievi a monte e a valle del fiume Sacco (rispetto al punto in cui immettiamo acqua nel fiume) e i parametri sono sempre, costantemente, nella norma».
«Sono 4 le centraline “sentinella” che, a monte, ci avvertono se sono in arrivo scarichi anomali diretti al depuratore» spiega Bianchi. Ovviamente tutti i dati vengono poi  consegnati alle autorità di controllo. Ma finora, gli “inquinatori” l’hanno fatto franca.
Il presidente Bianchi, dati alla mano, aggiunge: «Appurato che non siamo noi la causa (e, ripeto, sono i dati scientifici a rimarcarlo) noi, come avvertiamo scarichi anomali in arrivo, grazie alle “sentinelle”,  avvertiamo subito le autorità, e forniamo loro tutti i dati in nostro possesso». 
UN CAPITOLO INQUIETANTE
E a questo punto si apre un capitolo del tutto inquietante. Nonostante le continue segnalazioni, mai alcun provvedimento è stato adottato nei confronti dei «veri inquinatori».
In altre parole, chi inquina, continua ad inquinare.
«Ma di questa situazione - sottolinea il presidente Bianchi - sia ben chiaro: noi siamo parte lesa». 
E il grido di allarme viene da una società che investe oltre il 10% del proprio bilancio proprio sulle analisi e sul controllo costante degli scarichi. Una cifra enorme.
GLI INQUINATORI
 Intanto, chi sversa di notte (soprattutto tra il sabato e la domenica) continua impunemente a scaricare.
Ma non è tutto. AeA si è posto anche il problema dell’ammodernamento degli impianti. Il depuratore di Ceccano, ad esempio, è stato costruito oltre 40 anni fa. «E proprio per mettere a punto tecniche e soluzioni innovative abbiamo dato incarico all’Università di Tor Vergata di testare lo “stato di salute” dei nostri impianti. Dopodiché passeremo alla fase di ammodernamento».
L’AMMODERNAMENTO DEGLI IMPIANTI
E a proposito di ammodernamento, sono stati avviati  investimenti, in tre anni, per 50 milioni di euro per migliorare gli impianti di depurazione e, in particolare, per riattivare il sito di Anagni.
E’ questo l’ambizioso programma della società AeA che gestisce (per conto del Consorzio Asi e del Cosilam) i depuratori di Ceccano (dove confluiscono i reflui di 300 aziende), i due depuratori di Villa Santa Lucia (che assorbe i reflui di Stellantis e della Crtiera Reno de Medici) e l’impianto di Aquino (dove confluiscono i reflui del Comune e della Cartiera).
Il presidente di AeA, Riccardo Bianchi, a 5 anni dall’ingresso della società in Ciociaria, traccia un bilancio e parla degli investimenti futuri: «tutti orientati verso un miglioramento delle condizioni ambientali». A cominciare dall’impianto di Ceccano (il più importante) che, dopo anni, è finalmente dotato di tutti i titoli autorizzativi.
Ma proprio su quest’impianto (che serve tutte le maggiori aziende dell’area industriale di Frosinone) si è soffermata l’attenzione del presidente Bianchi, dopo i continui attacchi che, ancora oggi, indicano questo depuratore tra le cause dell’inquinamento del fiume Sacco e delle emissioni odorigene che rendono l’aria irrespirabile nella valle tra Ceccano, Patrica, Supino, Morolo e Frosinone. 
Ebbene, spiega il presidente: «Abbiamo applicato un sistema di controllo da remoto, per cui ogni nostro tecnico, da tablet o da telefonino, conosce istante per istante gli andamenti delle operazioni di depurazione. E posso assicurare che i parametri sono sempre, costantemente, nella norma. Non solo, ma dopo aver coperto le vasche (in modo da trattenere le emissioni odorigene) abbiamo commissionato uno studio dei venti e delle correnti d’aria. Ebbene, tutti i parametri (e si tratta di dati scientifici) confermano la correttezza della lavorazione attuata nei nostri impianti».
«Dunque - continua il presidente Bianchi - posso affermare senza timori di smentite, che il nostro impianto di Ceccano (così come quelli di Villa Santa Lucia dove sono state applicate le stesse tecnologie) è perfettamente in regola, nel pieno rispetto dell’ambiente circostante».
Ma allora la schiuma bianca che di tanto in tanto affiora sul fiume Sacco? La puzza che a volte viene segnalata a Ceccano?
Il presidente Bianchi, dati alla mano, ribadisce: «Appurato che non siamo noi la causa (e, ripeto, sono i dati scientifici a rimarcarlo), come ci rendiamo conto che sono in arrivo scarichi anomali, avvertiamo subito il Comune, i carabinieri e l’Arpa, e forniamo loro tutti i dati in nostro possesso».
Ma nonostante le continue segnalazioni, mai alcun provvedimento è stato adottato nei confronti dei «veri inquinatori».
I dati vengono puntualmente consegnati da AeA alle autorità di controllo, ma nessun accertamento ha avuto esito positivo. 
In altre parole, chi inquina, continua ad inquinare.
«Ma di questa situazione - sottolinea il presidente Bianchi - noi siamo parte lesa».
E il grido di allarme viene da una società che investe oltre il 10% del proprio bilancio proprio sulle analisi e sul controllo costante degli scarichi. Una cifra enorme. Mentre chi sversa di notte (soprattutto tra il sabato e la domenica) continua impunemente a scaricare.
Ma non è tutto. AeA si è posto anche il problema dell’ammodernamento degli impianti. Il depuratore di Ceccano, ad esempio, è stato costruito oltre 40 anni fa. «E proprio per mettere a punto tecniche e soluzioni innovative abbiamo dato incarico all’Università di Tor Vergata di testare lo “stato di salute” dei nostri impianti. Dopodiché passeremo alla fase di ammodernamento. Il rispetto dell’ambiente - conclude il presidente Bianchi - resta la nostra priorità».

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