Doppia sfida italiana allo spazio con Cheops e Skymed, rinviato a mercoledì mattina il lancio del razzo Soyuz Diretta dalle 9.30

Martedì 17 Dicembre 2019 di Paolo Ricci Bitti
Doppia sfida italiana allo spazio, rinviato il lancio della Soyuz a domani mattina

Doppia sfida italiana allo spazio con Cheops e Skymed, rinviato a mercoledì mattina il lancio del razzo Soyuz dallo spazioporto europeo di Kourou (Guyana Francese), probabilmente a causa di un problema al software di bordo. Lo rende noto l'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Lo stop al count down è avvenuto circa un'ora prima del decollo, circostanza non nuova ai lanciatori che possono essere "accesi" solo quando tutto rientra perfettamente nei complessi parametri di efficienza e se le condizioni meteo sono ottimali. A volte basta un po' di vento per innescare un rinvio anche in questi casi i morivi sono altri.

Fabrizio Longo dell'Agenzia spaziale italiana, da Kourou, dice: «È stata fatta una riunione a porte chiuse dei tecnici russi che sovrintendono al lancio del razzo Soyuz alla quale non è stato ammesso alcun altro. Da quanto si apprende comunque si tratta del blocco del software che guidava il conto alla rovescia del lancio, che speriamo possa avvenire mercoledì alle 9.54 italiane». Una ipotesi già avanzata da Giorgio Saccoccia, presidente dell'Agenzia spaziale italiana

Il lanciatore dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) avrebbe dovuto portare in orbita il primo satellite della seconda costellazione del programma per l'osservazione della Terra Cosmo SkyMed, il programma duale nato dal protocollo d'intesa firmato nel maggio 2007 dai ministeri della Difesa e dell'Istruzione, Università e Ricerca per essere utilizzato per l'80% a scopi civili e per il 20% a scopi di difesa e gestito dall'Agenzia Spaziale Italiana (Asi). A bordo anche i satelliti dell'Esa Cheops, destinato a individuare i pianeti esterni al Sistema Solare che potrebbero ospitare la vita, e il piccolo Ops-Sat, che contiene il più potente computer mai andato in orbita e progettato per sperimentare software, più i mini satelliti del Centro per la ricerca francese (Cnes) Eye-Sat, progettati da studenti per ricerche in astronomia e il dimostratore tecnologico Angels (Argos Neo on a Generic Economical and Light Satellite)..

L'ATTESA
Doppia missione oggi nello spazio con l'Italia ancora una volta in prima fila e con due affascinanti orizzonti speculari: da una parte la superficie della Terra, che sarà osservata con stupefacente precisione da 700 chilometri d'altezza grazie agli obbiettivi del primo satellite Cosmo SkyMed di seconda generazione, e dall'altra gli oltre 4mila esopianeti (pianeti extrasolari potenzialmente simili al nostro) distanti da centinaia a migliaia di anni luce che finiranno nel mirino del potente satellite-telescopio Cheops (Characterising Exoplanet Satellite).

Due sfide in cui l'eccellenza della rete delle aziende aerospaziali e degli scienziati degli enti e delle università dell'Italia, coordinati da Esa e Asi, ha permesso di nuovo di primeggiare in fase di progettazione, realizzazione e messa a punto di strumenti attraverso i quali fare avanzare la conoscenza di temi vitali per il futuro dell'uomo a cominciare dalla tutela della Terra.

L'evento, per tutta la mattinata, sarà seguito dalla sede dell'Agenzia spaziale europeo alla presenza di Giorgio Saccoccia, presidente Asi; Anna Ascani, viceministro dell’Istruzione, Università e Ricerca; generale Nicolò Falsaperna, segretario generale della Difesa e direttore nazionale armamenti; Donato Amoroso, ad Thales Alenia Space Italia; Luigi Pasquali, Ad Telespazio e coordinatore delle attività spaziali di Leonardo;  Alessandro Profumo, Ad Leonardo; ammiraglio Carlo Massagli, segretario Comint;  Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa e da Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega allo spazio.
 
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Il razzo lanciatore Soyuz


Cosmo SkyMed


Cheops

Una doppia sfida dunque molto verdebiancorossa. Cosmo-SkyMed (Constellation of Satellites for the Mediterranean basin Observation) di seconda generazione è una costellazione dell'Agenzia Spaziale Italiana e del Ministero della Difesa. «Per l'Agenzia Spaziale Italiana si tratta di un lancio molto importante» e «le parole chiave per il satellite Cosmo di seconda generazione sono continuità e crescita» dicono all'Asi. Per Cosmo SkyMed Second Generation, sottolineano dall'Agenzia Spaziale Italiana, «significa continuità della costellazione e crescita di ruolo internazionale nel settore dell'Osservazione della Terra e di possibilità di ritorni economici grazie ai dati di derivanti dal monitoraggio del pianeta che la costellazione potrà continuare a dare». 

Ma l'importanza per l'Italia del lancio spaziale di oggi «si accresce anche dalla presenza della sonda Esa Cheops a cui Asi e Inaf hanno molto contribuito» evidenziano dall'Asi. Il telescopio che ha a bordo la sonda avrà rilevanza durante la missione e conferma la leadership italiana nel campo dell'ottica spaziale« spiegano ancora dall'Agenzia Spaziale Italiana. Per la missione Cheops, l'acquisizione del segnale arriverà ai centri Esa dopo circa quattro ore dal lancio. Cheops avrà lo sguardo rivolto verso l'universo per studiare esopianeti, quei pianeti cioè che sono fuori dal sistema solare e orbitano attorno a una stella diversa dal Sole.

Il telescopio di Cheops è stato realizzato grazie al supporto dell'Agenzia Spaziale Italiana e progettato dai ricercatori italiani dell'Inaf di Padova e Catania. Lo Space Science Data Center dell'Asi, inoltre, giocherà un ruolo importantissimo durante la fase operativa della missione che vede la partecipazione dell'industria italiana con Leonardo, Media Lario e Thales Alenia Space. In particolare, Leonardo ha ricoperto un ruolo chiave nella missione di Cheops fornendo "gli occhi" del satellite. Attraverso una collaborazione con Inaf di Padova e Catania, Leonardo ha progettato e realizzato i sensori ottici del telescopio che scruterà i sistemi solari.

LA SCHEDA DI LEONARDO
Il satellite CHEOPS (Characterising ExoPlanets Satellite) dell’Agenzia Spaziale Europea potrà scrutare lo spazio alla ricerca di pianeti simili alla Terra grazie a sofisticati “occhi” progettati e costruiti da Leonardo. Il telescopio spaziale di CHEOPS, su commissione dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), è stato progettato e costruito nello stabilimento Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze), dove ingegneri, fisici e tecnici specializzati hanno realizzato lo strumento secondo i requisiti definiti dai ricercatori INAF di Padova e Catania (OAPD e OACT), in collaborazione con l’Università di Berna. In particolare, Leonardo, insieme al contributo di piccole e medie imprese, ha curato la realizzazione del sistema ottico del telescopio, basato su specchi asferici, e dell’ottica di collimazione sul piano focale (specchio e lenti). Il telescopio è ottimizzato per misure fotometriche ad altissima precisione. Lo specchio primario misura 320mm di diametro e l’assieme risultante è molto compatto (la lunghezza del tubo ottico principale è di soli 300mm) per limitarne la massa e gli ingombri. Lo stabilimento Leonardo a Campi Bisenzio vanta una lunga storia di eccellenze nella realizzazione di strumenti per l’osservazione della Terra, tra cui strumenti elettro-ottici altamente tecnologici.

La fornitura Leonardo del telescopio di CHEOPS conferma la leadership nel campo dell'ottica raggiunta in questi anni dall’azienda e dalla comunità scientifica italiana. Altro esempio di tale primato, è rappresentato dalla camera iperspettrale più potente al mondo, lanciata a bordo della missione PRISMA (ASI) lo scorso marzo. CHEOPS, che opererà su un'orbita eliosincrona a un'altitudine di 700 km, indagherà sulla natura dei pianeti extrasolari più grandi della Terra e più piccoli di Nettuno. Sarà la prima missione scientifica a studiare da vicino, per almeno tre anni e mezzo, i sistemi solari già conosciuti, scrutando con estrema precisione ed accuratezza le caratteristiche dei loro pianeti. La tecnica utilizzata è quella dell’osservazione del transito degli esopianeti davanti alle loro stelle. Grazie al telescopio di Leonardo, CHEOPS riuscirà infatti a osservare e misurare con altissima precisione i pianeti che, girando intorno a stelle brillanti (magnitudine da 6 a 12), ne attenueranno per brevi periodi la luce. La tenue fluttuazione di luce osservata permetterà di calcolare con accuratezza la massa e le dimensioni del pianeta, raccogliendo quindi informazioni fondamentali per studiarne la struttura, per esempio se rocciosa o gassosa. CHEOPS permetterà quindi di approfondire la nostra comprensione di mondi lontani, ad oggi, ancora sconosciuti. 
 

Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA