Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Massimo Gallo, l'allenatore di calcio stroncato a 51 anni dal Covid: non era vaccinato

L'uomo era noto per aver formato negli ultimi 25 anni generazioni di giovani calciatori

Massimo Gallo aveva solo 51 anni. Era anche responsabile di un parcheggio a Padova
di Davide Tamiello
4 Minuti di Lettura
Lunedì 27 Dicembre 2021, 08:29 - Ultimo aggiornamento: 08:47

Il gigante buono ha chiuso gli occhi per sempre. Il virus si è portato via in una settimana Massimo Gallo, 51 anni di Mirano (Venezia), allenatore conosciuto e amato in città per aver formato negli ultimi 25 anni generazioni di giovani calciatori. L’ennesima vittima del Covid: la malattia si è palesata con i soliti sintomi, tosse e febbre, per poi degenerare in una violenta polmonite. Una settimana di ricovero in ospedale a Mirano fino al decesso, la notte di Natale. Il 51enne, che soffriva anche di diabete, non si era sottoposto al vaccino

Massimo Gallo, allenatore morto di Covid

Gallo in città era conosciuto soprattutto per la sua attività nel mondo dello sport: aveva iniziato come allenatore delle giovanili a Veternigo di Santa Maria di Sala, per poi passare alla Miranese e poi, da un paio d’anni, aveva preso in mano gli esordienti dello Zianigo.

The Undertaker Sinistra, morto campione di kickboxing: era No vax e aveva rifiutato il ricovero per Covid

«È un giorno triste, abbiamo perso un grande uomo, un amico, un fratello - ha scritto la società con un post su Facebook - Addio a mister Massimo Gallo, sei stato in campo con noi fino a pochi giorni fa! Da noi sei stato prima calciatore e poi allenatore del settore giovanile scolastico. I tuoi ragazzi ti adorano, sei sempre stato pronto a spronarli, confortarli e dar loro una buona parola. Ti porteremo nel cuore e ti ricorderemo per sempre». «Amava questo sport, amava stare con i ragazzi - racconta il direttore sportivo dello Zianigo, Mattia Milan - cercava di farli crescere come giocatori ma soprattutto come uomini. Ho collaborato con lui per 17 anni - continua - a Veternigo aveva avviato un progetto per portare i suoi allievi ad allenarsi con le giovanili dell’Atalanta». «I ragazzi erano entusiasti del suo lavoro - aggiunge il presidente dello Zianigo, Roberto Pertile - Massimo era una persona che amava fare gruppo, non gli mancava certo la parola. Alle cene di società era uno spettacolo, era capace di intrattenere tutti per ore con i suoi racconti e le sue battute. Di certo faremo qualcosa per ricordarlo, probabilmente giocheremo la prossima partita con il lutto al braccio»

Maurizio Bellittieri, ristoratore no vax di Marsala, muore di Covid a 60 anni: in ospedale rifiutava il casco con l'ossigeno
 

I SOCIAL
Il calcio per lui era una passione, ma non era l’unica: Massimo aveva fondato la pagina Facebook “Sei di Mirano se...” forum social da 17mila membri che tratta e discute tematiche varie sulla città. Una pagina in cui, molto spesso, è intervenuta anche la sindaca di Mirano Maria Rosa Pavanello, che quattro anni fa aveva anche sposato Gallo con la moglie Carla Frasson. Ieri, la prima cittadina ha dedicato un post a Massimo e ad Andrea Barbato, fiorista di 48 anni stroncato da un infarto poco prima di Natale. «Questa è stata una settimana in cui nella nostra città sono mancati due uomini giovani che avevano ancora molto da dare, due punti di riferimento per le loro compagne e le loro famiglie. Due uomini buoni sempre disponibili e sorridenti, solidi, ricchi di umanità ed empatia, ho avuto il privilegio di conoscerli. Vorrei che le loro compagne Sonia Bertoldo e Carla Frasson potessero trovare nella luce una via, vorrei che ricordassero che la luce è il simbolo della speranza». 

Luca Pettenò, il campione veneto di culturismo morto di Covid in soli dieci giorni
 

«UN UOMO BUONO»
Massimo lavorava in un grande parcheggio di Padova: con gli anni era diventato il direttore della struttura. «Gli piaceva il suo lavoro, era bravo perché sapeva sempre fare gruppo - lo ricorda la moglie, Carla Frasson - era una sua grande dote che applicava anche nel calcio. Si vedeva che amava la scuola calcio, che amava dare qualcosa a quei ragazzi. Ed era ricambiato: quando li trovavamo, fuori dal campo, lo fermavano sempre per due parole, un saluto. Com’era Massimo? Era un uomo buono. Eravamo insieme da 11 anni. Io ho due figlie, e lui era entrato nella nostra vita in punta di piedi, facendosi amare e dandoci tutto il suo affetto. Adorava noi, adorava la sua casa, adorava il nostro equilibrio e ci manca già da morire». Il funerale di Gallo ancora non è stato fissato: di sicuro si terrà nel duomo di San Michele a Mirano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA