«Vaccini a rilento, con questo ritmo 7 anni per uscire dalla pandemia». Lo studio sull'immunità di gregge

«Vaccini a rilento, a questo ritmo servono 7 anni per uscire dalla pandemia». Lo studio sull'immunità di gregge
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Sabato 6 Febbraio 2021, 09:52 - Ultimo aggiornamento: 11:41

Secondo nuovi calcoli, la pandemia Covid si trascinerà «per altri 7 anni con l'attuale tasso di vaccinazioni in tutto il mondo». Lo ha stabilito il calcolatore di vaccinazioni di Bloomberg, secondo il quale ci vorrà così tanto tempo per raggiungere quella immunità di gregge che Anthony Fauciimmunologo e consigliere speciale del presidente Biden per la lotta alla pandemia, ha stimato nel 75% di media. «Per tornare alla normalità negli Stati Uniti c'e bisogno che il 70-85% della popolazione sia vaccinata completamente - ha detto Fauci - ossia che abbia ricevuto entrambe le dosi del vaccino, ma per ora gli americani vaccinati a pieno regime sono solo il 2% della popolazione». L'obiettivo invece è di un totale di 119,8 milioni di vaccini somministrati in tutto il mondo.

«Procedendo a questo ritmo, quando il mondo potrà dire addio a Covid-19? Sette anni, secondo una analisi di Bloomberg. Perché a questo ritmo, per vaccinare il 75% della popolazione mondiale ci vorranno 7 anni. Ecco perché è necessario iniziare subito la produzione dei vaccini in tutto il mondo, anche ricorrendo a licenze obbligatorie». Così sui social Antonella Viola, immunologa dell'università di Padova, conferma i dati dello studio.

Tutto questo dipenderà molto dall'efficacia dei vaccini contro le nuove varianti come quelle emerse in Sud Africa e Brasile, che sembrano smorzare la potenza delle somministrazioni. Nel frattempo, al momento è Israele al top per velocità: ha già vaccinato il 58,5% della sua popolazione ed è sulla buona strada per raggiungere l'immunità di gregge entro due mesi al suo ritmo attuale di 135.778 dosi al giorno, prevede Bloomberg.

 

La minuscola isola delle Seychelles, al largo della costa orientale dell'Africa, è attualmente al secondo posto nella corsa alle vaccinazioni, con il 38,6% della sua popolazione che ha ricevuto una o più dosi di vaccini. Anche Emirati Arabi Uniti, Regno Unito e Bahrain stanno battendo gli Stati Uniti con vaccinazioni somministrate all'11,8%. Il Regno Unito, in particolare, ha accelerato, con un avvio anticipato, un programma sincronizzato e ben tre vaccini già autorizzati. Ha somministrato almeno una dose di vaccino al 15,7% della sua popolazione. Al suo attuale tasso di 438.421 dosi al giorno, il Regno Unito raggiungerà l'immunità di gregge entro fine anno.

Ma la pandemia è una questione globale per definizione, e se un paese non raggiunge l'immunità di gregge il virus potrebbe prendere piede lì ed essere esportato in altre nazioni, rischiando una ripresa internazionale. Il Costa Rica, ad esempio, ha somministrato una o più dosi a solo lo 0,9% della sua popolazione e vaccinato solo 1,14 persone su 100. Ed è emersa un'altra minaccia: le varianti "super-covid". Nove vaccini sono stati autorizzati in tutto il mondo e almeno due varianti - quelle emerse in Sud Africa e Brasile - potrebbero far sì che la loro efficacia sia quasi nulla. Mentre quelli prodotti da Novavax, AstraZeneca e Johnson e Johnson sono efficaci per circa il 60% in Sud Africa e Brasile, dove le varianti hanno preso piede.

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Studi in provetta suggeriscono che entrambi i vaccini di Modena e Pfizer sono probabilmente "protettivi" contro le varianti, ma l'efficacia di ciascuno è stata ridotta. Probabilmente significa che la loro protezione non durerà a lungo. Il modo in cui funzionano davvero contro le varianti rimane sconosciuto. Le varianti aggiungono un'immensa urgenza alla campagna vaccinale globale. Se viene raggiunta l'immunità di gregge, la diffusione delle varianti sarà limitata e le nuove non avranno la possibilità di correre. Ma se la campagna del vaccino si muove lentamente, le varianti che non rispondono bene ai vaccini potrebbero diventare dominanti, potrebbero sorgerne di nuove e la fine della pandemia potrebbe estendersi ancora di più fuori dalla portata. «A questo ritmo ci vorranno più o meno 7 anni per mettere fine all'epidemia globale», il (triste) pronostico degli esperti interpellati da Bloomberg.

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