CORONAVIRUS

Covid, chi è allergico si difende meglio dalle forme più gravi. Lo studio dell'Idi

Mercoledì 2 Settembre 2020
Covid, chi è allergico si difende meglio dalle forme più gravi. Lo studio dell'Idi

Buone notizie per gli allergici: sembrerebbero essere più protetti dalle forme più gravi di Covid-19. È quanto emerge da uno studio multicentrico, coordinato da Enrico Scala dell'Istituto dermopatico dell'Immacolata (Idi) di Roma e Riccardo Asero della Clinica San Carlo di Paderno Dugnano (Milano). Il lavoro ha dimostrato che, tra i pazienti ospedalizzati per Covid-19, i soggetti allergici sviluppano una forma meno grave di malattia. L'articolo è pubblicato su 'Allergy', la rivista scientifica dell'Accademia europea di allergologia e immunologia.

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«L'infezione da Sars-CoV-2 - si legge in una nota dell'Idi - può indurre un ampio spettro di conseguenze che vanno dall'infezione asintomatica a forme di polmonite estremamente gravi. In alcuni casi viene indotta una cosiddetta 'tempesta citochinica Th1', cui segue una vera e propria auto-aggressione del sistema immunitario, con produzione di elevatissimi livelli di IL-6 (interleuchina-6), in grado di generare una sindrome da distress respiratorio acuto (Ards) e una insufficienza multiorgano, il cui risultato finale è la morte. I pazienti allergici sono geneticamente predisposti a generare una risposta immuno-mediata di tipo differente: Th2. Questa risposta non implica l'espressione delle principali citochine coinvolte nell'Ards. Abbiamo pertanto ipotizzato - spiegano i ricercatori - che i pazienti allergici fossero meno inclini all'infezione da Sars-CoV-2 o potessero avere un'infezione meno grave». 
 

«Abbiamo perciò studiato retrospettivamente più di 500 pazienti ricoverati tra marzo e aprile scorso nei principali ospedali del Nord Italia - proseguono i ricercatori - dimostrando che, effettivamente, i soggetti atopici avevano un'incidenza significativamente minore di polmonite grave o molto grave indotta da Sars-CoV-2 (33,3% vs 67,7% nei pazienti non allergici)». L'effetto «protettivo» dello stato atopico non dipendeva dall'età o dal sesso dei pazienti, né dalla presenza di altri cofattoriì come il fumo di sigaretta, la malattia coronarica, il diabete, la trombosi o l'ipertensione.

«L'evidenza clinica rende pertanto verosimile la nostra ipotesi iniziale, suggerendo che la predisposizione a una risposta immunitaria Th2 potrebbe aiutare a evitare la tempesta citochinica osservata nei casi più gravi di Covid-19», concludono gli autori. La ricerca è stata realizzata dai clinici dell'Idi Irccs Enrico Scala, Damiano Abeni, Mauro Giani e Antonio Sgadari, in collaborazione con Alberto Tedeschi e Francesca Saltalamacchia (Ospedale Bolognini Asst, Bergamo), Giuseppina Manzotti (Casa di cura Palazzolo, Bergamo), Baoran Yang (Asst Carlo Poma, Mantova), Paolo Borrelli (Ospedale Beauregard, Aosta), Alessandro Marra (Asst Rhodense - Presidio ospedaliero Rho, Milano) e Riccardo Asero (Clinica San Carlo, Paderno Dugnano, Milano).

Ultimo aggiornamento: 15:36 © RIPRODUZIONE RISERVATA