Che sia un dolce Natale, ma occhio agli zuccheri. Ecco come smaltirli

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di Carlo Ottaviano
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Giovedì 10 Dicembre 2020, 07:00 - Ultimo aggiornamento: 12 Maggio, 15:58

Sul banco degli imputati tra poche settimane ci saranno loro: panettone e pandoro. Accanto troveremo i correi torrone, frutta secca e altri dolci natalizi. Tutti complici dei chili di troppo messi come da tradizione a Natale, quando – certifica Nielsen – sei famiglie su dieci comprano i dolci da ricorrenza, tanto da avere speso nel 2019 per panettoni, pandori e lievitati 847 milioni di euro (dati di Unione Italiana Food). Probabilmente in un anno terribile come questo, durante la quasi forzata quarantena da Covid-19, il diavolo tentatore dei dolci avrà gioco ancora più facile. Allora, se proprio dobbiamo cedere, meglio adottare subito le contromisure piuttosto che sottoporci dopo a stressanti cure dimagranti. «Ogni cosa che mangiamo – premette il professor Luca Piretta, gastroenterologo e nutrizionista, docente al Campus Biomedico di Roma – va contestualizzata in un concetto complessivo di alimentazione e di rispetto della dieta mediterranea. Tutto si può mangiare, tutto appartiene alla famosa piramide alimentare. Anche i dolci, ma con parsimonia».

Calorie

Come sempre è questione di equilibrio e di somma delle calorie necessarie. «Se vogliamo mangiare panettone o pandoro – suggerisce Piretta – togliamo il formaggio a tavola, eliminiamo il pane, riduciamo i carboidrati complessi. E magari gustiamo la fetta di dolce come sostituto della merenda del pomeriggio o della colazione al mattino». Il buono e bello dei dolci natalizi è però la condivisione a tavola alla fine dei pranzi in famiglia (Dpcm anti Covid permettendo). «Ma certo – replica il nutrizionista – l’alimentazione non serve solo a nutrirsi, è anche appagante. E il cenone di Natale e di Capodanno non sono il momento migliore per fare la dieta. L’eccesso di privazioni e l’astinenza non fanno bene, e neanche i sensi di colpa». Sarebbe allora bene provare a bruciare subito gli eccessi accumulati. «Non è così semplice – afferma il professor Piretta – anche se l’attività fisica normale e quotidiana è sempre importante. Se vogliamo impegnarci per smaltire un etto di pandoro saranno necessarie quasi un’ora e mezza di camminata a passo svelto (un po’ meno se abbiamo preferito il panettone), oppure un’ora e 10 di salita di scale (si devono impegnare un po’ di più le donne e farla durare un po’ più a lungo). Se abbiamo molti panni da stirare allora se ne può approfittare con due ore di ferro da stiro oppure zappando la terra per un’ora e 20 se avete un orto».

Attività fisica

I consulenti medico-scientifici dell’Unione Italiana Food hanno perfino stilato un piano di attività per bruciare le 410 kcal di 100 grammi di pandoro o le 366 kcal di una equivalente fetta di panettone. A un uomo sono sufficienti una partitella di un tempo (45 minuti) al calcio oppure quasi il doppio di tempo nel caso volesse pulire i pavimenti (ma risparmierebbe il tempo e lo stress impiegati da casa al campo). In bicicletta servono all’uomo un’ora per il pandoro e un po’ meno per il panettone; un’ora e 20 e un’ora e 10 alle donne. «Ma attenzione – raccomanda Piretta – mai esagerare, soprattutto all’aperto dopo aver appena finito di mangiare, perché gli sforzi oltre a non essere indicati possono essere addirittura pericolosi soprattutto per chi è fuori allenamento e con qualche chilo di troppo». Incredibile ma vero, il panettone è comunque suggerito agli sportivi. Spiega il docente del Campus Biomedico: «Ha un mix giusto tra carboidrati semplici e complessi. Un’oretta prima di fare attività sportiva una fetta di panettone è la preparazione nutrizionale migliore per avere quel mix di zuccheri semplici e composti che danno energia all’inizio dell’attività fisica e nel prosieguo». Dal panettone classico c’è chi toglie uvetta e canditi. «Sì – scherza Piretta – fanno come quelli che dopo un pranzo pantagruelico non mettono lo zucchero nel caffè per non ingrassare». 

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