Trapianti, 25 anni dopo Nicholas quasi mille donazioni di bambini dal 2002

Lunedì 30 Settembre 2019
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Nicholas Green
 Il 1 ottobre 1994 il piccolo Nicholas Green, vittima di un barbaro agguato sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria, donava i propri organi e le cornee grazie alla generosità dei genitori Reginald e Margaret. Da quando il Sistema informativo trapianti ne tiene traccia a livello nazionale, ovvero dal 2002, le donazioni che le famiglie hanno autorizzato dopo la morte dei propri figli sono state 991, mentre i trapianti pediatrici sono stati 2.643: il 25,2% dei piccoli pazienti che hanno ricevuto un organo aveva meno di 2 anni, il 22,8% aveva tra 2 e 6 anni, il 13,7% tra 7 e 10 anni e il 38,3% tra 11 e 17.

Solo nel 2018, in Italia sono avvenute 45 donazioni da minorenni e sono stati effettuati 143 trapianti pediatrici. A 25 anni da quel gesto che contribuì in maniera importante ad affermare nella società italiana il valore della donazione degli organi, il Centro nazionale trapianti (Cnt) ricorda in una nota Nicholas e rinnova alla sua famiglia il ringraziamento per la scelta compiuta, che salvò la vita a cinque pazienti, di cui quattro pediatrici, e restituì la vista ad altre due persone. «In questi 25 anni la Rete trapiantologica italiana è cresciuta esponenzialmente, è diventata un'eccellenza del Servizio sanitario nazionale, le donazioni sono aumentate di oltre tre volte e i trapianti più che raddoppiati», commenta il direttore del Cnt Massimo Cardillo. «Questo, però - precisa - non è ancora sufficiente». 

«In questo momento - sottolinea il presidente del Cnt - circa 9 mila persone aspettano un organo e 230 sono pazienti pediatrici. Dobbiamo fare in modo che tutti i potenziali donatori vengano segnalati attraverso un forte lavoro con le Regioni sull'organizzazione degli ospedali, ed è necessario incentivare il trapianto da donatore vivente, che oggi è una procedura più che sicura».

«Ma soprattutto», per Cardillo «è decisivo far crescere il consenso sociale alla donazione attraverso le tante iniziative che il Cnt con le associazioni sta portando avanti per fare in modo di ridurre i tassi di opposizione al prelievo degli organi: in questo senso, nonostante siano passati tanti anni, la storia di Nicholas Green e della sua famiglia è ancora una testimonianza preziosa e viva, così come quella di tutti i donatori di cui l'opinione pubblica non conosce il nome ma che ogni anno salvano la vita di migliaia di persone».
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