Variante Omicron, 40 casi in Europa. Test negativi per i contatti del contagiato italiano

L’Oms: «Rischi molto alti, ma nel mondo ancora nessun morto per la sudafricana»

Variante Omicron, 40 casi in Europa. Test negativi per i contatti del contagiato italiano
di Mauro Evangelisti
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Martedì 30 Novembre 2021, 00:26 - Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre, 08:21

Nessun positivo tra i passeggeri del Boeing 787 arrivato da Doha il 12 novembre con a bordo il manager dell’Eni già infettato, ovviamente senza saperlo, dalla variante Omicron. Secondo i primi riscontri, non ha trasmesso il virus agli altri 132 viaggiatori, ma per prudenza va aggiunto: questo risulta al momento, altri accertamenti sono in corso. La Regione Lazio ha rintracciato i passeggeri che hanno la residenza nel suo territorio, una decina, e tutti sono risultati negativi. Analogo esito per gli altri raggiunti in altre zone del Paese, ma serve ancora tempo per avere un quadro completo.

 

BILANCIO

Lo stesso scenario, almeno stando ai test eseguiti finora, emerge per i passeggeri dell’altro aereo su cui è salito il manager di Caserta: un Airbus 319 decollato da Napoli e atterrato a Linate il 15 novembre. Ad oggi, dunque, i casi accertati di Omicron in Italia sono quattro: il manager che lavorava in Mozambico e che nel viaggio di ritorno è passato da Johannesburg (Sudafrica), Doha (Qatar) e Fiumicino; la moglie e i due figli. Anche madre e suocera del manager sono positive, ma la carica virale è talmente bassa, hanno spiegato le autorità sanitarie campane, che non è stato possibile eseguire il sequenziamento. Questo primo risultato - del tutto parziale, sia chiaro - rassicura: l’uomo ha sempre usato la mascherina negli spostamenti, se non ha contagiato nessuno significa che comunque i filtri che assicurano il ricambio dell’aria sugli aerei e, appunto, le mascherine sono una forma di precauzione che funziona anche con la variante Omicron.

Va detto che una parte dei 133 passeggeri dell’aereo da Doha non si sono fermati in Italia, a Fiumicino avevano un altro volo in connessione per destinazioni straniere, per cui sarà difficile rintracciarli. Ricapitolando: in Italia si contano al momento quattro casi di Omicron, tutti dello stesso nucleo familiare; su base europea sono almeno una quarantina, ieri sono arrivate nuove segnalazioni da Regno Unito e Spagna.

 

PRESENZA

Tutti gli esperti sono convinti che la nuova variante in Europa sia presente da diverse settimane, da prima che gli scienziati sudafricani la individuassero. Il blocco degli arrivi dai Paesi dell’Africa australe può rallentare la diffusione, non certo evitarla. Secondo l’Oms la variante rappresenta un alto rischio, ma non è stato segnalato ancora nessun morto. Al contempo, ad oggi Ecdc (l’agenzia dell’Unione europea) rileva anche che non sono stati trovati né casi gravi né decessi tra i contagiati di Omicron registrati nel territorio Ue. I numeri però sono talmente bassi che non possono fare statistica, ciò che più preoccupa della Omicron è la velocità di diffusione: è superiore alla Delta, anche se gli scienziati concordano sul fatto che, esattamente come per le altre varianti, l’uso delle mascherine e il distanziamento ci aiutano. E i primi riscontri, a partire dal caso del manager di Caserta che era immunizzato (così come lo erano anche moglie, madre e suocera) confermano che i vaccini proteggono dalla malattia grave: per la famiglia campana vengono riportati solo sintomi lievi.

VACCINI

Questo concetto è stato ribadito dal professore Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano, intervenuto a Palazzo Lombardia alla diretta Facebook “Stop ai dubbi”, promossa da Guido Bertolaso: «Shabir Madhi, il “Fauci del Sudafrica”, il più bravo virologo di quel Paese, è al lavoro dall’11 novembre e ci ha comunicato che, sulla base delle evidenze scientifiche in suo possesso, la nuova variante Omicron non saprà sfuggire al vaccino». E il professor Sergio Abrignani, immunologo e membro del Comitato tecnico scientifico, ha detto a SkyTg24: «Quello che ci aspettiamo è che probabilmente, come con la variante Delta, per la Omicron ci sia un calo di efficacia nel proteggere dall’infezione ma una buona protezione da una malattia severa: bisogna aspettare per vedere, nei prossimi quindici giorni, cosa ci diranno i dati sul campo. L’altra cosa che non sappiamo è se induca una malattia più severa rispetto alla Delta. Secondo alcuni no, però i dati che ci sono in Sudafrica si riferiscono sia ad una popolazione molto giovane, con un’età media di 58 anni, sia a vaccinati da più di sei mesi».

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