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Zona gialla in Veneto e Liguria a Natale. Lombardia e Marche rischiano a Capodanno. Lazio in bilico

I modelli matematici stimano meno casi gravi in 8 Regioni a ridosso dell’Epifania

Zona gialla in Veneto e Liguria a Natale. Lombardia e Marche rischiano a Capodanno. Lazio in bilico
di Diodato Pirone
4 Minuti di Lettura
Domenica 12 Dicembre 2021, 23:33 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 08:37

I ricoveri da Covid nel Lazio crescono da oltre un mese ma, con ogni probabilità, il picco sarà raggiunto fra due settimane e poi, finalmente, dovrebbero cominciare a diminuire. Questa almeno è la tendenza che emerge dal modello matematico del Ceds Digital per Il Messaggero. Il Sars CoV-2 ci ha abituato ai suoi comportamenti anomali e dunque le previsioni vanno sempre prese con una buona dose di grani di sale, e tuttavia questa elaborazione è figlia di una somma complessa di vari elementi fra i quali ne spicca uno: il fattore terza dose.

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IL FATTORE TERZA DOSE
I quasi sei milioni di abitanti del Lazio, infatti, si stanno vaccinando in massa con il richiamo. A “botte” di 50.000 iniezioni al giorno, ieri avevano fatto la terza somministrazione ben 1.102.220 laziali, pari al 19,6% di tutta la popolazione regionale compresi gli under 12, ancora (per poco) esclusi. Questa corsa alla terza dose colloca il Lazio sul podio delle prime tre Regioni italiane per richiami effettuati. L’alta percentuale di popolazione che si sta proteggendo e si proteggerà renderà sempre più difficile la circolazione del virus e dunque piano piano i ricoveri dovrebbero diminuire.

Questo – ovviamente – non vuol dire che bisogna abbassare la guardia. Il Lazio infatti ad oggi registra ben 780 ricoverati in ospedale per Covid, 112 dei quali in terapia intensiva. In percentuale sia i letti ospedalieri di pazienti non critici sia quelli delle rianimazioni sono occupati al 12% delle possibilità totali della Regione. Si tratta di cifre che collocano il Lazio fra le Regioni papabili alla zona gialla che scatta quando vengono contemporaneamente superati tre criteri: contagi oltre quota 50 su 100.000 abitanti; terapie normali occupate oltre il 15% e rianimazioni oltre il 10%. Il Lazio, in sintesi, resta in zona bianca per via dei ricoveri non critici sotto la soglia del 15% e, a quanto pare, complici l’abbondanza di terze dosi, dovrebbe dribblare il passaggio al giallo.

I DATI ITALIANI
Ma torniamo ai dati che “fotografano” la tendenza dei ricoveri italiani. E anche qui, tutto sommato, arrivano buone notizie perché i casi da ospedale non dovrebbero aumentare di molto rispetto agli attuali 6.500 circa. Come mai? Perché oltre al Lazio anche altre Regioni popolose come la Lombardia e la Puglia dovrebbero vedere nel giro di poche settimane un alleggerimento della pressione sugli ospedali. Ma andiamo con ordine. Secondo le elaborazioni la circolazione del virus nel prossimo mese dovrebbe assumerà tre velocità diverse per altrettanti gruppi di Regioni.

LE DIVERSE AREE
Alcune aree vedranno un aumento dei ricoveri nei prossimi 28 giorni, fino all’8 gennaio, in alcuni casi piuttosto pesante. Sei le Regioni con un Rt ospedaliero nettamente superiore a “1” dove la pressione sui nosocomi dovrebbe aumentare: Valle d’Aosta, Sardegna, Marche, Liguria, Veneto e Calabria. Ma gli effetti dell’incremento dei ricoveri saranno diversi da zona a zona. In Sardegna infatti, al momento sono in ospedale per Covid appena 96 persone contro le 803 del Veneto (che ha 4,8 milioni di abitanti) e le 1.100 della Lombardia (che di abitanti ne conta quasi 10 milioni). Secondo le stime Ceds Digital per Il Messaggero c’è poi un secondo gruppo di Regioni che fino all’Epifania vedranno una sostanziale stazionarietà: Abruzzo, Piemonte, Emilia-Romagna, Molise, Bolzano, Campania e Toscana. Come accennato c’è infine un tergo gruppo di Regioni che - grazie a un Rt ospedalieri inferiore a “1” - dovrebbero entrare in una fase di contrazione della pandemia: Lazio, Lombardia, Puglia, Trento, Friuli, Basilicata, Sicilia e Umbria.

I dati Ceds Digital, infine, rispondono anche a qualche domanda. Come mai alcune Regioni, nonostante l’alto livello di infezioni, non sono in zona gialla? La risposta sta anche nella decisione di alcuni presidenti di Regione di aumentare il numero dei posti letto disponibili. L’Emilia, ad esempio nella settimana dal 28 novembre al 5 dicembre ha aumentato i posti Covid nei propri ospedali del 27%, il Veneto del 21%, la Lombardia del 19% e Trento del 14%. La Calabria ne aveva 173 a disposizione e a quota 173 è rimasta e così da oggi è tutta colorata di giallo.
 

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