No vax, chi sono: lo zoccolo duro over 50, 150mila dosi in meno al giorno

No vax, chi sono: lo zoccolo duro over 50, 150mila dosi in meno al giorno
di Mauro Evangelisti
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Giovedì 12 Agosto 2021, 21:51 - Ultimo aggiornamento: 14 Agosto, 11:23

Agosto ha causato una forte frenata delle vaccinazioni. Prendiamo la settimana di luglio compresa tra il 22 e il 28: si viaggiava con una media giornaliera di iniezioni notevole, 530.711; in quella successiva il vento sulla campagna vaccinale si è attenuato: 451.971. Con l’avvicinarsi di Ferragosto la situazione è peggiorata: tra il 5 e l’11 agosto la media giornaliera è scesa ancora, siamo a 372.312. In pratica, abbiamo perso 150mila vaccinazioni al giorno. Secondo il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, «è semplicemente l’effetto delle ferie, molti italiani sono partiti, ma a settembre recupereremo certamente, ed entro la fine di quel mese arriveremo al traguardo prefissato dell’80 per cento di immunizzati; così non fosse, potremmo ipotizzare altri tipi di interventi, ma ad oggi non ha senso parlarne perché siamo comunque uno dei paesi europei con la più alta percentuale di vaccinati».

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No Vax, chi sono: i giovani corrono a vaccinarsi

Ieri il commissario per l’emergenza, il generale Francesco Figliuolo, ha fatto notare: «Il 65 per cento degli italiani che hanno più di 12 anni sono vaccinati contro il Covid con entrambe le dosi. Un grande risultato che si deve anche ai giovani nella fascia 12-19 anni che, da soli, hanno richiesto negli ultimi giorni oltre il 20 per cento delle dosi, ottenendo così la massima protezione nei confronti del Covid». Stesso entusiasmo tra i ragazzi della fascia 20-29 anni. Quasi inspiegabile: giovani e giovanissimi, che per fortuna rischiano meno in caso di contagio, stanno correndo a vaccinarsi, mentre si è sedimentato uno zoccolo duro di cinquantenni e sessantenni No vax, benché il tasso di letalità in caso di contagio sia assai alto.

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Ok boomer

Rispetto al tormentone che parla di giovani irresponsabili, i numeri della vaccinazione sembrano raccontare altro e chiamare in causa invece le generazioni di coloro che sono nati alla fine degli anni Cinquanta, negli anni Sessanta e negli anni Settanta (i boomer, se vogliamo, anche se in realtà l’applicazione di questa definizione tornata di moda è una forzatura). Alcuni numeri: tra i 50 e i 59 anni (tasso di letalità 0,6 per cento, dunque su 1.000 contagiati uno muore) sono quasi 2 milioni quelli che ormai possiamo definire No vax, perché non hanno ricevuto neppure una dose. Sono il 20,84 per cento di tutti i cinquantenni, con punte in alcune Regioni come la Sicilia che ha una percentuale di non vaccinati in quella classe di età al 27 per cento. Preoccupazione anche per la fetta di non immunizzati consistente tra i 60 e i 69 anni (tasso di letalità 2,8 per cento, su mille contagiati 28 muoiono): oltre 1 milione in Italia ha scelto di non vaccinarsi, siamo al 14,1 per cento, ma in Sicilia addirittura questa percentuale sale al 20,6 per cento (un sessantenne su 5 non è protetto, detto in altri termini nell’Isola), dati simili nella provincia autonoma di Bolzano (18,3 per cento). Contando anche settantenni e ottantenni (che però hanno una percentuale di adesione molto più alta) in Italia abbiamo ancora 3,6 milioni di over 50 che ancora non hanno ricevuto neppure una dose di vaccino.

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In autunno, come hanno spiegato tutti gli esperti, a causa della variante Delta che ha un indice di trasmissione elevatissimo, saranno i soggetti maggiormente a rischio. L’effetto del Green pass, da quando il presidente Draghi ha annunciato che per alcune attività sarebbe stato obbligatorio, c’è stato soprattutto tra i giovani, probabilmente più scafati nello sgamare le fake news che circolano in rete e più desiderosi di difendere la loro libertà. Osserva Nino Cartabellotta, presidente di Gimbe (fondazione che si occupa del monitoraggio dei dati della sanità): «La fascia di età 20-29 anni con almeno una dose supera quella 30-39 e “tallona” quella 40-49». Non solo: sta avvicinandosi anche ai cinquantenni, a cui pure la possibilità di vaccinarsi è stata data molto tempo prima. Raffaele Donini, assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna: «Da noi circa il 50 per cento dei ragazzi tra 12 e 19 anni ha già ricevuto almeno una dose». Nelle Regioni, per superare questa fase di impasse di agosto, si stanno attivando varie iniziative: nel Lazio sono stati offerti biglietti per una amichevole della Roma a chi si vaccinava; a Messina, questa sera, ci si potrà vaccinare in coincidenza con il concerto di Piero Pelù.

 

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