«Vaccini proteggono al 97% dal ricovero in rianimazione»

Variante delta, «vaccini proteggono al 97% dal ricovero in rianimazione»
di Mauro Evangelisti
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Mercoledì 11 Agosto 2021, 21:35 - Ultimo aggiornamento: 12 Agosto, 09:48

«I vaccini stanno funzionando. E bene. Stanno fermando i casi gravi. Ai 4,5 milioni di over 50 che rifiutano il vaccino dico solo: guardate i dati. E tenete conto che la variante Delta ha una capacità di trasmissione da 6 a 8 volte più alta del ceppo originale. Se non si è vaccinati, è quasi impossibile non essere contagiati» dice il professor Massimo Ciccozzi, direttore del laboratorio di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-medico di Roma che insieme ad alcuni colleghi ha pubblicato una lettera sul “Journal of Medical Virology” dal titolo d’impatto: «Mentre discutiamo sui vaccini, il virus se la ride». Guardatevi i dati, dice il professor Ciccozzi.

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Scenario

E l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità, sulla base dell’esperienza italiana, dice questo: con il ciclo completo della vaccinazione la protezione dal decesso è del 96,6 per cento. Tra l’11 giugno e l’11 luglio di 180 morti per Covid presi in considerazione, i vaccinati erano solo 34. «E di questi - ricorda Ciccozzi - 29 erano over 80 con varie patologie». Non solo: in un reparto di terapia intensiva, 9 pazienti Covid su 10 non sono vaccinati.
Travolti da dichiarazioni, notizie che rimbalzano dai vari Paesi, numeri non sempre semplici da interpretare, i cittadini si domandano: ma i vaccini stanno funzionando? La sintesi, che emerge dall’ultimo studio dell’Istituto superiore di sanità, e che coincide più o meno con gli studi che arrivano anche dall’estero, è: sì, stanno funzionando, stanno riducendo il numero dei ricoveri, anche se con la variante Delta c’è una minore efficacia nel fermare l’infezione. Cosa significa? Semplificando: se sei vaccinato, hai molte meno possibilità di finire in ospedale rispetto a una persona che non è vaccinata. Hai anche molte meno possibilità di infettarti, ma in questo caso il margine di incertezza sale. Per questo motivo ieri il direttore dell’Oxford Vaccine Group, Sir Andrew Pollard, ha affermato: «Non è possibile raggiungere l’immunità di gregge con l’attuale variante Delta del coronavirus. La variante Delta infetterà ancora le persone che sono state vaccinate. E questo significa che chiunque non sia ancora vaccinato a un certo punto incontrerà il virus e non abbiamo nulla che possa fermare completamente quella trasmissione».

Futuro

Per questo, ormai molti virologi ed epidemiologi sono concordi: Sars-CoV-2 diventerà endemica, continuerà a circolare normalmente, ma non sarà un grande problema, perché se la maggioranza di noi sarà vaccinata, se lo saranno soprattutto le categorie più fragili, di conseguenza ricoveri e decessi saranno pochi e dunque la convivenza sarà accettabile. Perché ancora non siamo a questo punto? Malgrado l’Italia sia uno dei Paesi al mondo che ha vaccinato più persone, siamo ancora lontani dal traguardo: tra gli over 12, vale a dire i vaccinabili, c’è ancora oltre il 30 per cento di persone che ha rifiutato l’iniezione e non è protetto.

Convivenza

L’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità analizza nel dettaglio infezioni, ricoveri e decessi per Covid tra il 25 giugno e il 25 luglio. Immaginate di entrare in un reparto di terapia intensiva che raccoglie tutti i malati che, purtroppo, in Italia hanno dovuto affrontare questa esperienza: gli ingressi sono stati 203, ma di quelli la stragrande maggioranza, 180, non è stata vaccinata o, in misura minore, ha ricevuto solo una dose di vaccino. Andiamo oltre, analizziamo i decessi sempre attingendo dai dati dell’Istituto superiore di sanità: su 180 morti i vaccinati sono solo 34 (dati del periodo 11 giugno - 11 luglio). Non solo: di quei 34, 29 sono over 80, la fascia di età per la quale il tasso di letalità è molto più alto; per fortuna il 90 per cento degli over 80 è protetto con la doppia iniezione, se non lo fosse stato quel dato sarebbe molto più doloroso. I ricoveri ospedalieri, dunque considerando anche quelli in area medica, riflettono lo stesso scenario: su 3.000 pazienti Covid, solo un settimo sono vaccinati, 404. Ancora: di quei 2.526 ricoveri di non immunizzati, 932 hanno meno di 40 anni, a dimostrazione che non è vero che se sei giovane non rischi nulla. Conclude il professor Massimo Ciccozzi: «Il nostro obiettivo non è più l’immunità di gregge, ma la protezione di più persone possibile. Se il vaccino evita la malattia grave e il ricovero, allora possiamo convivere con Sars-CoV-2, così come facciamo storicamente con altri virus».

 

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