Long Covid, la malattia colpisce al cuore: gravi problemi cardiocircolatori sui guariti

Long Covid, la malattia colpisce al cuore: gravi problemi cardiocircolatori per i guariti dal virus
di Lorena Loiacono
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Lunedì 6 Dicembre 2021, 14:08 - Ultimo aggiornamento: 14:59

Il Covid colpisce al cuore. Tra i pazienti finiti in ospedale, infatti, almeno uno su 8 dopo la guarigione sviluppa serie problemi cardiaci. Non solo polmoniti e seri problemi respiratori, infatti, il Covid può provocare anche gravi problemi cardiocircolatori: una nuova ricerca evidenzia come i pazienti, che hanno sviluppato una forte infezione da Covid, rischiano di ritrovarsi poi a soffrire anche di problemi cardiaci. Un effetto a lungo termine che si sta manifestando nei "guariti" da una brutta infezione.

Long Covid, gli effetti sul cuore della malattia

DA GLASGOW L'ALLERTA SUI DANNI CARDIACI

Lo studio è stato sviluppato dall'Università di Glasgow e analizza come migliaia di cittadini britannici, affetti da gravi malattie, quando si sono ammalati di Covid hanno subito gravi attacchi agli organi vitali e da lì anche danni cardiaci debilitanti: una conseguenza preoccupante visto che tra gli ospedalizzati per colpa del Covid ci sono molti pazienti che già soffrono di diverse patologie che li rendono, quindi più deboli. Risulta ancora più grave, quindi, il fatto che possano sopraggiungere anche complicazioni cardiache.

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UNO SU 8 INIZIA A SOFFRIRE DI PATOLOGIE AL CUORE

Il Covid è stato catalogato principalmente come un'infezione polmonare ma ora gli esperti, analizzando gli effetti che arrivano dopo l'infezione anche una volta guariti, sottolineano come fino a un paziente su otto, tra quelli ospedalizzati, mostra segni evidenti di problemi cardiaci.

Un'equipe di esperti dell'Università di Glasgow sta studiando proprio l'aspetto cardiaco della malattia analizzando un campione di 161 pazienti Covid in via di guarigione, tra questi il 90% era stato ricoverato in ospedale e uno su cinque aveva avuto bisogno di cure di alto livello o di terapia intensiva. Dopo uno e due mesi dalla dimissione ospedaliera, sono stati sottoposti a verifiche i loro cuori, polmoni e reni.

NUMERI PREOCCUPANTI

Il risultato delle analisi? «Circa un paziente su otto – ha spiegato Colin Berry, professore di cardiologia e imaging dell' Università di Glasgow - aveva segni di infiammazione cardiaca. Si tratta di un'incidenza elevata».

La ricerca sta dimostrando che l'infiammazione associata al Covid del muscolo cardiaco, vale a dire la miocardite che si genera dall'infezione, può ridurre la capacità del cuore di pompare e può causare anche aritmie rapide.

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