CORONAVIRUS

L'allarme di Cauda: «Covid e influenza, stessi sintomi. Servono più dosi di vaccino»

Domenica 20 Settembre 2020 di Graziella Melina

«La vaccinazione antinfluenzale non protegge contro il Covid 19, ma diminuisce il rischio di una possibile confusione tra i sintomi di un’influenza e del Covid». Ecco perché - avverte il direttore di Malattie infettive del Policlinico Gemelli di Roma Roberto Cauda - è opportuno che si allarghi la platea dei vaccinandi. Il problema, però, a questo punto è che «se devo vaccinare più persone bisogna che sia in grado di avere sia la disponibilità del vaccino in quello slot di tempo che va da ottobre a dicembre, e soprattutto devo avere personale che lo possa somministrare».

Covid, influenza stagionale e coronavirus: come distinguere i sintomi in caso di febbre

Oltre al Covid, ora ci dobbiamo preoccupare anche dell’influenza?
«La situazione attuale ci porterà con l’autunno all’aumento delle malattie che vengono trasmesse per via aerea, con le goccioline. Una quota parte di questi virus è di tipo influenzale. Purtroppo, non tutte le malattie che si trasmettono per via aerea sono suscettibili di essere prevenute: non abbiamo il vaccino per esempio contro il comune raffreddore, o gli adenovirus. Ricordiamo poi che in autunno-inverno le persone hanno le malattie cosiddette da raffreddamento, perché il freddo diminuisce le difese immunitarie e favorisce l’attecchimento dei virus. Questo è un dato generale e il 2020 non si comporterà diversamente».

Perché è importante vaccinarsi?
«La vaccinazione antinfluenzale non protegge contro il Covid 19, ma aiuta a far chiarezza, e diminuisce quindi il rischio di una possibile confusione tra i sintomi di un’influenza e quelli del Covid che sono all’inizio molto simili».

Esistono sintomi specifici che possono almeno orientare la diagnosi?
«Purtroppo all’inizio sono identici: la febbre, il raffreddore, la tosse, il coinvolgimento polmonare, qualche volta anche la diarrea. Poi magari più avanti ci può essere il disturbo dell’olfatto e del gusto, ma siamo già in una fase più avanzata. Insomma, all’inizio è molto difficile, se non impossibile, distinguere le due affezioni».

La vaccinazione antinfluenzale potrebbe in un certo modo proteggere anche dal Sars Cov 2?
«È stato segnalato che soggetti che avevano eseguito la vaccinazione antinfluenzale e quella pneumococcica avevano avuto un’incidenza minore del Covid. Partendo da questa osservazione, si è cercato di dare una spiegazione scientifica con la cosiddetta immunità allenata: il vaccino cioè potrebbe stimolare non solo gli anticorpi in questo caso anti influenza antipneumococco, ma potrebbe anche stimolare una risposta immunitaria cellulare - che agirebbe a livello locale - non necessariamente specifica. Ma stiamo ancora parlando di ipotesi».

Se le dosi del vaccino arrivano in ritardo possono esserci conseguenze per la vaccinazione? 
«Quest’anno, in previsione di una maggiore affluenza, si tenta di iniziare la vaccinazione un po’ prima rispetto al passato. Ma in linea generale, se la si effettua nel lasso di tempo indicato, direi che non ci sono delle differenze di impatto. E’ chiaro però che se si devono vaccinare più persone, dobbiamo avere la garanzia che ci sia la possibilità di farlo nel periodo giusto e con le dosi giuste».

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