Coronavirus, Rezza (Iss): «Siamo ancora nella Fase 1, direi no alla ripresa del campionato di calcio». Poi la precisazione

Coronavirus, Rezza (Iss): «Siamo ancora nella Fase 1, direi no alla ripresa del campionato di calcio»
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Lunedì 13 Aprile 2020, 18:50 - Ultimo aggiornamento: 14 Aprile, 08:18

Coronavirus, Giovanni Rezza dell'Istituto superiore di sanità (Iss), componente del Comitato tecnico-scientifico, lo dice in maniera chiara che «siamo ancora nella Fase 1, non c'è dubbio». Rezza lo dice a margine della pubblicazione del bollettino di oggi della Protezione civile in cui si evince che torna a crescere il numero delle vittime per il Covid19 rispetto a ieri, e cala il numero dei guariti: 159.516 il numero complessivo dei casi (+3.153 rispetto a ieri), 35.435 i guariti (+1.224), e 20.465 le vittime (+566). Per il decimo giorno cala il numero delle persone ricoverate nelle terapie intensive: -83.

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Giovanni Rezza (Iss): «Siamo ancora in Fase 1, non c'è dubbio»«Siamo ancora in fase uno, non c'è dubbio. Segnali positivi ci sono ma il numero dei morti è ancora elevato perché è da attribuire a contagi precedenti. I numeri diminuiscono lentamente perché si riferiscono ai contagi». È la precisazione di Giovanni Rezza dell'Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico nella conferenza stampa alla Protezione civile.

Rezza (Iss): «Calcio? Se dovessi dare un parere sulla ripresa del campionato direi di no». «Se dovessi dare un parere tecnico non lo darei favorevole e credo che il Comitato tecnico scientifico sia d'accordo. Poi sarà la politica a decidere». Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto Superiore di Sanità e componente del comitato tecnico scientifico, rispondendo a una domanda sulla ripresa del campionato di calcio.

Poi la precisazione. «Si è trattato solo di una battuta, per sdrammatizzare il contesto». Così il direttore del dipartimento malattie infettive dell'Iss e membro del Comitato tecnico scientifico Giovanni Rezza in merito alla battuta calcistica fatta durante la conferenza stampa alla Protezione civile. «Quanto alla ripresa del calcio - afferma in serata all'agenzia Ansa - credo che sia una decisione difficile da prendere date le possibili implicazioni sanitarie». 


Le parole di Cairo. «Ha ragione il professor Rezza, riprendere a giocare il campionato a fine maggio è impossibile». Urbano Cairo, presidente del Torino e di Rcs, al telefono con l'agenzia Ansa non mostra dubbi: «Oggi ha parlato un uomo di scienza, e ha detto una cosa che io sostengo da tempo semplicemente perchè ho una certa dimestichezza con i numeri. Con la situazione attuale, non esiste pensare a giocare tra un mese e mezzo. Purtroppo». 

Diaconale (Lazio) a Rezza: «Scienziati facciano gli scienziati e non i tifosi». «Le parole di Rezza? Alle volte il tifo colpisce anche gli scienziati e dà alla testa... Scienziati che sarebbero molto più utili se invece di occuparsi di queste cose trovassero un modo per fronteggiare efficacemente il virus». Non sono affatto piaciute ad Arturo Diaconale, responsabile comunicazione della Lazio, le parole del professor Giovanni Rezza, direttore del dipartimento malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, che «da romanista» ha affermato che manderebbe «a monte» un campionato di serie A che vede la squadra biancoceleste al secondo posto in classifica ad un solo punto dalla capolista Juventus. «Gli scienziati - dice all'Adnkronos Diaconale - facciano gli scienziati e non i tifosi».«E sarebbe davvero auspicabile - aggiunge Diaconale - che, invece di alimentare polemiche calcistiche di cui non si sente il bisogno, si dedicasse ogni energia alla ricerca di una cura o di un vaccino che possa arrestare il contagio».
 


Rezza (Iss): «Non arriveremo a contagi zero». «Non arriveremo a contagi zero». L'ha detto Giovanni Rezza dell'Istituto superiore di sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico nella conferenza stampa alla Protezione civile. «Il virus non stopperà purtroppo la sua circolazione. A Wuhan ci sono riusciti prendendo misure incredibili - spiega - ma ora hanno un effetto ritorno. Da noi c'è una tendenza alla diminuzione. Però il virus continuerà a circolare e dovremmo mettere toppe in continuazione».

«Perciò dobbiamo essere molto preparati nella fase due - ha aggiunto Rezza - Ogni volta che ci saranno nuovi focolai, dovremmo essere prontissimi a bloccarli e contenerli. Va rafforzata la sorveglianza sul territorio, ci devono essere le app ma anche gli uomini che fanno i tamponi». Riguardo all'evoluzione dei numeri e dei casi, ha precisato: «Abbiamo avuto un aumento dei casi, non un picco. Poi un calo grazie agli interventi, sennò la curva avrebbe continuato a crescere. Ora i nuovi casi sono di meno rispetto a quelli di una settimana fa, ma abbiamo un andamento ondulante perché dipende se un giorno vengono fatti tamponi o più notifiche».

 


Rezza (Iss): «Non è detto che i recidivi siano contagiosi». «Ci sono recidive, la persona che sembra guarita, poi nuovamente è positiva». Lo ha detto Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss) sottolineando che servono approfondimenti e «non è detto che la persona recidiva sia contagiosa».

Rezza (Iss): «Sulle scuole da riparire a settembre non posso che essere d'accordo con Locatelli». «Siamo nella fase 1. Gli indicatori sono positivi, ma serve cautela perché il virus circola. Quindi non posso che essere d'accordo con Locatelli». Lo ha detto Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss) che, rispondendo a una domanda, si è detto d'accordo con Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, sulla necessità di rinviare a settembre la riapertura delle scuole.
 









 


 
 
 

 

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