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​Alimenti senza data di scadenza, Patrizia Laurenti: «Intossicazioni molto rare. Più pericoloso il frigo sporco»

La docente della Cattolica: "L’indicazione è funzionale, non rigida"

Alimenti senza scadenza, Patrizia Laurenti: «Intossicazioni molto rare. Più pericoloso il frigo sporco»
di Mauro Evangelisti
2 Minuti di Lettura
Lunedì 1 Agosto 2022, 21:30 - Ultimo aggiornamento: 2 Agosto, 13:52

Professoressa Patrizia Laurenti, docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, buttiamo sempre più prodotti perché scaduti. Come si può limitare lo spreco alimentare?

«Le date di scadenza servono perché troppi soggetti sono coinvolti, dal distributore al commerciante al consumatore, dei paletti vanno posti. Risulta più utile semmai, ad esempio in un supermercato, un piano di autocontrollo, di monitoraggio delle scorte: se la data di scadenza è vicina, si vende il prodotto a un prezzo bassissimo o li si dona a chi ne ha bisogno. Sia chiaro: non sono prodotti di scarsa qualità, perché comunque si precede la scadenza».

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Nei nostri frigoriferi possiamo essere meno rigorosi?

«Il discorso cambia nelle nostre case. Prima di tutto dobbiamo essere molto attenti alla corretta conservazione. Prendiamo il barattolo di yogurt: se appare normale, se non ci sono alterazioni di colore od odore, due o tre giorni dopo la scadenza il buon senso ci autorizza a consumarlo, magari non diamolo al nostro bambino o al nostro nonno».

 

Quanto sono frequenti le intossicazioni di chi ha mangiato un prodotto scaduto?

«Sono rare. La cause più frequenti di intossicazione alimentare sono la manipolazione, da parte degli addetti alla lavorazione, la conservazione scorretta, ad esempio a temperatura ambiente. Ma anche le contaminazioni, la sporcizia nelle superfici o nei frigoriferi».

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