MALTEMPO

Nessun evento catastrofico, ma la Capitale resta “isolata”

Domenica 24 Febbraio 2019
Nessun evento catastrofico, ma la Capitale resta “isolata”

Francamente, la Capitale chiusa per vento non s’era ancora vista. Ci siamo arrivati. E oggi, come dettano i bollettini comunal-meteorologici sono chiusi i cimiteri per paura che s’abbattano sui visitatori i cipressi, sbarrati i parchi perché pini secolari dalle radici a fior di suolo con le cime a far da vele continuano a decine, com’è già accaduto, luttuosamente, a schiantarsi al suolo con i rischi che si possono immaginare.

Transennate vie di grande scorrimento, arterie che collegano interi quartieri perché gli alberi, sbattuti, schiaffeggiati dalle raffiche quando non si eradicano, lasciano cadere robusti rami e la circolazione a sua volta viene investita da brevi ma intensi trombe d’aria sicché gli automobilisti (per non dire delle moto) sono a gravissimo repentaglio. Il vento e non il terremoto, il vento e non la nevicata alta e improvvisa, il vento e non la grandinata, il vento ferma tutto: chi si sposta, il turismo, le attività commerciali, la vita stessa della Capitale.

Anche altrove si chiudono per precauzione le scuole, gli aeroporti, gli uffici pubblici, i trasporti subiscono variazioni, l’allerta avverte i cittadini di chiudersi in casa: ma non si tratta di tornado travolgenti, di cataclismi intercontinentali, di nevicate eccezionali che buttano in freezer interi stati, insomma di eventi paurosi e contro i quali l’uomo può solo rintanarsi e aspettare. A Roma no: basta un poco di neve, una pioggia insistente, per esporre il cartello: Capitale chiusa. Chiusa per vento, appunto. 

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