ROMA

Che cosa significa se un'amica dice: «Ti ospito in riva al lago»

Lunedì 31 Agosto 2020 di Pietro Piovani

L’offerta è partita dalla sua amica: «Perché non ci facciamo il Ferragosto sul lago di Martignano? Ti ospito io». Franca ha accolto l’invito con entusiasmo. Ha infilato nello zainetto il costume e l’asciugamano, viaggio in macchina e via di corsa a sdraiarsi al sole. La giornata del 14 era un po’ calda, ma tra un tuffo e l’altro neanche ci si faceva caso. Le ore passavano, il sole si avvicinava all’orizzonte e Franca si interrogava: ha detto che mi ospita, ma quando mi porta a casa sua? Ormai era quasi buio, e cominciava a essere evidente che qualcosa non stavo andando secondo i piani. Impressione confermata quando l’amica ha proposto di andare al bar a comprare due panini per la cena. Infine, praticamente in piena notte, il colpo di scena: l’amica ha estratto dalla borsa due sacchi a pelo. «Ci prepariamo per dormire?». A quel punto Franca ha capito che per la sua compagna di gita il verbo “ospitare” aveva un significato tutto particolare. E ha scoperto che la notte di Ferragosto trascorsa in riva al lago è un'usanza molto diffusa da alcuni anni. Non le restava che adattarsi: l’acqua del lago per sciacquarsi la faccia, la minerale per lavarsi i denti, e per la pipì un angolo buio sotto un albero, poi una bella dormita sotto le stelle. La mattina ha riaperto gli occhi e ha visto una famiglia che si apparecchiava una colazione al sacco, proprio sotto l’albero che lei aveva usato come toilette. Infine è arrivata la Forestale e ha sgomberato tutti, perché campeggiare in riva al lago è vietato.

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