Piccoli omicidi che vivono solo nella mente

di Maria Lombardi
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Venerdì 25 Novembre 2016, 00:05

piccoli pensieri omicidi perché alla fine tutti li facciamo
@colorelibri

Piccoli pensieri omicidi, e chi non ne ha? La collega vegana integralista, quella che tutto è veleno, il pane solo di kamut. Indigeribile, per lei un’insalatina rucola, valeriana e cicuta. La signora sull’autobus, tacco 12, di ritorno da un pomeriggio di parrucchiere e shopping che si fa largo verso l’uscita spingendo con le buste. Scende alla prossima? Mi fa passare? Ingombrante. Da far volare via con una spinta energica appena le porte si aprono, un volo griffato. La suocera convinta che il figlio, poveretto, è malnutrito e avrebbe bisogno di un arrosto, buono come quello che fa lei. Iperproteica e iperinvadente, arrosto anche la suocera. «Prof, s’è fatta na’ certa», anche un colpo del dizionario Devoto-Oli alla tempia a volte può educare. A lui che confessa il ritorno di fiamma, perdonami, mi sono innamorato di nuovo del mio primo amore. Merita il fuoco, «cenere come la sua bionda». Il collega giovane e dipendente da tweet e like: spedito nell’etere in forma anonima, senza nemmeno un post su fb.
Lampi di buona cattiveria, fantasie killer e liberatorie, ossia come difendersi da chi molesta, con ironia, a parole. Maleducati ignoranti stalker: lo eravate, appunto. Fatti fuori senza far male, anzi provando un senso di benessere. Ti ho ucciso con la mente, delitti rimasti sulla carta, settanta «Piccoli pensieri omicidi» firmati da Gabriella Galt (pseudonimo). Un’operetta morale da regalare a Natale a chi vi sta disturbando, profondamente. Magari con un bel fiocco rosso e una dedica: sei nei miei pensieri.

maria.lombardi@ilmessaggero.it

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