Amore e mente, il neurochirurgo Maira: «Su la dopamina e giù la capacità di giudizio»

Amore e mente, il neurochirurgo Maira: «Su la dopamina e giù la capacità di giudizio»
di Giulio Maira
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Giovedì 10 Febbraio 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 15:46

Nel senso comune, da millenni, il cuore è stato considerato la sede dei sentimenti.

“Ragioniamo con la mente ma amiamo con il cuore”, diceva anche Platone nel Fedro. In realtà, il processo dell’innamoramento nasce dal cervello, anche se il cuore mantiene una relazione di quasi complicità. È lui, infatti, con il suo “batticuore”, a segnalare prontamente al cervello quando letteralmente “stiamo perdendo la testa”. In amore, le esperienze che sin dall’infanzia hanno permeato la nostra vita, condizionano le nostre scelte, creando nella mente un’idea di bellezza che inconsciamente ricerchiamo in ogni persona. E possiamo ritrovarla in un odore, un tono della voce, un modo speciale di guardare o di muovere il corpo, o in qualche attributo della mente. Quando scatta la scintilla e si viene presi dal fuoco della passione, in quel momento la mente attiva i suoi attori perché lo spettacolo più bello della vita abbia inizio. Innanzitutto si attivano quelle aree che grazie alla produzione di dopamina avviano il meccanismo psicologico che porta al desiderio verso la persona amata. Si riduce la serotonina, come avviene nei disturbi ossessivo-compulsivi; in fondo, anche l’amore è una forma di ossessione, che immobilizza il pensiero e lo canalizza verso un’unica persona.

L’amore spesso è anche cieco e con il colpo di fulmine toglie la capacità di giudizio. Friedrich Nietzsche scriveva: “C’è sempre un po’di follia nell’amore”, forse la più magica, o anche la più tragica delle follie, come ci dimostrano i personaggi di Anna Karenina, di Emma Bovary, o di Paride ed Elena di Troia. L’innamoramento è sempre associato a un’intensa attrazione sessuale, stimolata da aree cerebrali adiacenti a quelle attivate dall’amore romantico. Superata la fase dell’innamoramento, si riduce la follia, ritorna la ragione e nel cervello aumenta la produzione di ossitocina e vasopressina, ormoni che contribuiscono alla creazione e al mantenimento di una relazione stabile, stimolando sentimenti di tenerezza e calore e spingendo alla fedeltà nei confronti del partner.

*Professore di Neurochirurgia Humanitas, Milano, Presidente Fondazione Atena Onlus

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