Ultras arrestati, dallo spaccio alle rapine: ecco chi sono gli indagati finiti nel mirino della Digos

Mercoledì 13 Novembre 2019 di Marco Pasqua
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Ultras arrestati, dallo spaccio alle rapine: ecco chi sono gli indagati grazie alle indagini della Digos

Sono 13 gli ultras laziali finiti, oggi, nella rete della Digos. Che, dopo mesi di indagini, e un lavoro certosino di incrocio di foto e video girati fuori dallo stadio, è riuscita a ricostruire le responsabilità per quanto accaduto il 15 maggio, prima e dopo la finale di Coppa Italia Lazio-Atalanta. Alcuni di questi soggetti - due in particolare - diedero fuoco all’autovettura della Polizia di Roma Capitale, mentre altri lanciarono oggetti di vario genere contro le forze dell'ordine. Che, però, ha ripreso tutte le scene e, dopo accurate ricerche, è riuscita a dare un volto ai responsabili di quelle azioni.

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Ai domiciliari sono finiti Ettore Abramo, classe 1996 e Aniello Marotta, classe 1976: sono stati loro, secondo gli inquirenti, a gettare un fumogeno all'interno della Opel della polizia locale. Abramo appartiene al gruppo degli Irriducibili e ha precedenti di polizia per violenza e minaccia a pubblico ufficiale, porto di armi, travisamento in occasione di pubbliche riunioni e traffico internazionali di stupefacenti. Anche Marotta, identificato grazie alle immagini della polizia scientifica, appartiene al gruppo degli Irriducibili e ha precedenti per atti persecutori contro la moglie, guida senza patente, lesioni personali, rapina aggravata, ricettazione, associazione per delinquere e rissa.

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Ma veniamo agli altri 11 ultra sottoposti ad obbligo di firma quotidiano, secondo quanto ricostruito dal Gip, Mara Mattioli. Oltre a Lorenzo Bernabei (classe 2000), già coinvolto nella maxi-rissa di piazza Cavour, nel 2016, ecco Luca Antonini (classe 1969), accusato di aver preso parte agli scontri con le forze dell'ordine prima del match. Quest'ultimo era già stato denunciato perché, in occasione dei festeggiamenti per la nascita della Lazio, in piazza della Libertà, aveva preso parte ai tafferugli contro la polizia. Daniele Piselli (classe 1989), è stato ripreso mentre lanciava un cono di segnalazione contro il reparto mobile, in via dei Robilant: fa parte del gruppo ultras "In basso a destra", non più presente nella curva nord laziale. A Ponte Milvio, invece, è stato ripreso Gianluca Meucci (classe 1983), mentre teneva in mano una cinta e avanzava verso gli scontri con le forze dell'ordine: ha cercato di sfuggire all'identificazione, confondendosi con gli altri tifosi, ma non è riuscito nel suo intento. Luca Colapicchioni (classe 1997) è stato ripreso mentre a Largo Maresciallo Diaz lanciava oggetti contro l'auto dei vigili urbani: successivamente ha rovesciato un cassonetto. Il ragazzo è gravato da Daspo, emesso dal Questore di Firenze e annovera precedenti per lesioni personali, resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso, invasione di campo. Dall'analisi dei filmati, emergeva anche la responsabilità di Simone Mingarelli (classe 1990), con precedenti per possesso di stupefacenti, che avrebbe lanciato contro la polizia ben 5 bottiglie. Anche Giacomo Francucci (classe 1992) ha lanciato bottiglie contro le forze dell'ordine, in piazza di Ponte Milvio: è stato subito identificato dalla Digos. Lucio Casella (classe 1992), è stato ripreso mentre impugnava bottiglie di vetro ma è stato subito fermato e identificato dalla polizia. Protagonista del lancio di bombe carta è, invece, Valerio Bastioni (classe 1997): ha precedenti di polizia per rapina e uso personale di stupefacenti. A finire nel mirino della Digos c'è anche Alberto Pasquali (classe 1984): è stato riconosciuto in quanto protagonista degli scontri a piazza di Ponte Milvio e via dei Robilant.
 


 

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 10:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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