Roma, in primavera 23 nuovi sgomberi ma non c'è Casapound. Denuncia dell'agenzia del Demanio

Venerdì 19 Luglio 2019

La «stagione degli sgomberi» a Roma, invocata e promessa dal ministro dell'Interno Matteo Salvini, è alle porte. Quello di via Cardinal Capranica, di qualche giorno fa, sembra essere solo il primo di una lunga serie di interventi che saranno eseguiti a partire dalla primavera del 2020. Nella lista degli edifici da liberare, con l'ok del prefetto della Capitale, compaiono 25 stabili, tra cui cinque storici centri sociali, ma non la tanto discussa sede del movimento di estrema destra di Casapound. Del quartier generale dei «fascisti del terzo millennio» - come si autodefiniscono - se ne dovrà occupare la Procura di Roma dopo la denuncia del Demanio che ha anche avviato ufficialmente la procedura per lo sgombero dell'edificio di via Napoleone III.

«Finalmente l'Agenzia del Demanio ha avviato iter per lo sgombero di Casapound. Bene, questa situazione non è più tollerabile. Basta privilegi sulle spalle dei cittadini». Lo scrive in un tweet la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commentando la denuncia del Demanio per chiedere lo sgombero della sede del movimento di estrema destra.
 


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Nel dettaglio, sono l'immobile di proprietà di Armellini a Tor Marancia in via del Caravaggio e l'ex Asl di via Antonio Tempesta a Tor Pignattara i prossimi due immobili che verranno sgomberati entro la fine del 2019. Il primo, dove vivono quasi 400 persone, sarà liberato dagli occupanti tra agosto e settembre. Poi, dopo si procederà allo sgombero dello stabile di Tor Pignattara, dove vivono circa 30 famiglie. Entrambi gli immobili fanno parte della short list stilata dall'ex Prefetto Paola Basilone da sgomberare in via prioritaria perchè pericolanti. Come annunciato dal Viminale, dalla primavera del 2020 si partirà con una nuova lista di 23 immobili inseriti in base al criterio introdotto a dicembre con la circolare Salvini che stabilisce come principio prioritario per gli sgomberi la presenza di atti emessi dall'autorità giudiziaria, come ad esempio il sequestro preventivo dello stabile.

«In un territorio dove il fenomeno delle occupazioni abusive presenta dimensioni di notevole entità - 82 immobili occupati abusivamente da più di 11.000 persone di diversa nazionalità - con evidenti criticità di ordine e sicurezza pubblica, oltre che sociali, è stato posto così un importante tassello per il ripristino di condizioni di legalità e sicurezza, a beneficio di tutta la collettività. Si dà finalmente concretezza alla strategia di contrasto al fenomeno delle occupazioni abusive, si pone un freno all'illegalità, dando esecuzione ai provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria e una risposta a chi rivendica il diritto di ritornare in possesso dei propri stabili», riferiscono dal Viminale. Il Piano, al termine di un accurato lavoro istruttorio svolto dalla Prefettura con Regione, Comune e Questura, è frutto della condivisione in Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica delle priorità da tutelare, a salvaguardia dell'incolumità pubblica e privata, dell'ordine e della sicurezza pubblica, tenendo conto delle capacità assistenziali dell'Ente locale a favore delle fragilità. Nello specifico, viene dato particolare rilievo, nell'ordine, alle occupazioni ove la mancata esecuzione del provvedimento penale è stata ulteriormente sanzionata con una condanna al risarcimento del danno, alle occupazioni gravate dall'ordine di rilascio dell'Autorità Giudiziaria cui occorre prestare ottemperanza, a quelle gravate da sequestro preventivo».

Gli sgomberi contenuti nel programma partiranno dalla primavera del 2020, tenendo conto che, nei prossimi mesi, occorre procedere con i due sgomberi già in fase di predisposizione, di cui uno per il quale l'Amministrazione dell' Interno è stata condannata ad un cospicuo risarcimento del danno di circa 260.000 euro al mese, con pignoramento dei fondi di 23 milioni di euro, e l'altro per il quale il Prefetto di Roma si è già insediato quale Commissario ad acta, a seguito di provvedimento del Giudice Amministrativo. Al fine di rendere compatibile l'esecuzione degli sgomberi con le capacità assistenziali dell'Ente locale il programma degli interventi è diluito in un arco temporale pluriennale, con una media di quattro interventi l'anno. Fermo restando ogni potere di intervento del Prefetto in presenza di situazioni emergenziali, il Piano potrà comunque essere aggiornato in presenza di nuovi provvedimenti dell'Autorità giudiziaria o per esigenze di incolumità o di ordine e sicurezza pubblica.

Ultimo aggiornamento: 19:06 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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