ROMA

Rom, daspo e sgomberi per chi accende roghi: via alla stretta di Salvini

Mercoledì 17 Luglio 2019 di Alessia Marani
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Rom, daspo e sgomberi per chi accende roghi: via alla stretta di Salvini
Tolleranza zero contro roghi tossici e illegalità nei campi rom, attrezzati o irregolari che siano. La circolare ai prefetti annunciata dal ministro dell'Interno Matteo Salvini all'indomani dell'ennesimo incendio doloso divampato in un accampamento abusivo a ridosso del reparto di pediatria dell'ospedale calabrese, è arrivata ieri mattina anche sul tavolo di Gerarda Pantalone, inquilina numero uno di Palazzo Valentini. Il documento impone, innanzitutto, un nuovo censimento degli insediamenti esistenti in città, anche spontanei, quindi l'adozione di ordinanze ad hoc (da parte del prefetto e che superino una presunta inerzia dei sindaci) che facilitino lo sgombero e l'allontanamento di chi si rende protagonista di atti contrari «agli interessi pubblici primari sui quali si basa la civile convivenza». Anche con il Daspo se necessario. Vale a dire, in primis, che mettano a repentaglio la salute pubblica.

IL MONITORAGGIO
Il Viminale incalza per avere «una urgente attivazione di un più strutturato sistema di ricognizione degli insediamenti, nel rispetto dei diritti della persona e di successivo monitoraggio» in modo da «porre in essere mirati interventi di sistema» e che, «acquisiti gli opportuni elementi conoscitivi», si possa «provvedere a porre l'argomento all'attenzione del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica al fine di arrivare a definire (...) dei possibili risvolti sul piano dell'ordine pubblico, anche in ordine al concorso della forza pubblica per l'esecuzione di provvedimenti di sgombero». Ma c'è di più.

POTERI PREFETTIZI
Il ministro sottolinea, in quest'ottica, il «possibile ricorso a tutti gli strumenti previsti dalle normative vigenti, compreso quello delle ordinanze contingibili e urgenti», con una postilla che rimanda all'ordinanza varata ad aprile dal prefetto di Firenze che introduceva zone rosse della città e daspo urbano (l'allontanamento che, se più volte inottemperato e associato ad altre azioni delittuose, può portare anche all'arresto) per contrastare «specifiche situazioni, non fronteggiabili con mezzi ordinari», provvedimento per cui, scrive ancora Salvini, «il Tar della Toscana ha confermato in linea di principio la validità». Insomma, non è escluso che possano essere emanate ordinanze che impediscano a chi viene sgomberato da un insediamento abusivo di tornare a occupare quell'area e, quindi, a creare di nuovo le condizioni fertili per incendi tossici e degrado igienico-sanitario. Soprattutto nelle vicinanze di zone molto urbanizzate, scuole e ospedali.



I MINORI
Ma nulla è ancora definito. Anzi. La Prefettura ha 15 giorni di tempo per fare pervenire all'Ufficio di Gabinetto ministeriale le risultanze della ricognizione che dovrà rendere, intanto, la fotografia esatta della tipologia di insediamenti (autorizzati, abusivi e densità abitativa); delle loro condizioni (presenza di reti idriche, elettriche e fognarie, allacci abusivi); di manufatti, roulotte e camper; di pregressi incendi o altri episodi pregiudizievoli per l'incolumità pubblica; eventuali segnalazioni riguardanti le condizioni dei minori (inerenti anche l'abbandono scolastico e il coinvolgimento in crimini). Primo passo sarà, a breve, non appena da Palazzo Valentini abbiano terminato la stesura dell'elenco degli edifici occupati a Roma da sgomberare, la convocazione del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, allargato oltre che alle forze dell'ordine e ai vigili urbani e del fuoco, a tutti gli attori istituzionali e anche alle associazioni «coinvolte in tale contesto», nonché la magistratura.
Intanto, sono già esplose le polemiche. «L'adozione di provvedimenti contingibili e urgenti - spiega l'Associazione 21 luglio - rimanda all'Emergenza nomadi ordinata dal Governo nel 2008 che venne poi bocciata nel 2013 dalla Cassazione». In pratica la circolare ministeriale con oggetto Insediamenti di comunità Rom, Sinti e Camminanti potrebbe prefigurare «schedature etniche».
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