Roma, Green pass, poche violazioni sui bus. Controllori a terra: verifiche senza multe

Atac ha messo in campo 140 vidimatori. Su 1.350 persone fermate, 30 allontanate

Controlli "a campione" a Termini su metro e bus, pochi a Colli Albani e Barberini 1350 verifiche e 30 allontamenti
di Camilla Mozzetti
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Lunedì 6 Dicembre 2021, 14:47 - Ultimo aggiornamento: 7 Dicembre, 00:45

C’era stato un confronto serrato fra autorità, Prefettura in primis, e società del trasporto pubblico sulla gestione del personale di Atac e Cotral nei controlli per il Green pass a bordo dei mezzi. Ma i controllori - che pure sarebbero dovuti salire sulle vetture e procedere con la verifica dei certificati verdi tra i passeggeri, analogamente a quanto avviene per i titoli di viaggio - sono invece rimasti a terra. Controllando sì, i passeggeri in salita, ma evitando di elevare multe ai “trasgressori”.

Così è stato deciso. La municipalizzata dei trasporti ha messo in campo 140 controllori, divisi in due turni (sui 250 totali) ma questi impiegati ieri nel primo giorno dell’entrata in vigore del super certificato hanno compiuto le verifiche a terra e non come ci si poteva aspettare a bordo dei bus o dei tram, senza elevare sanzioni. I controlli non sono mancati: solo nella mattinata i verificatori dell’Atac hanno chiesto agli utenti in salita sui mezzi il Green pass nelle principali stazioni di snodo e in diversi capolinea.

Fino alle 14 sono state verificate 1.350 persone ma di queste «trenta - fa sapere l’azienda - sono state colte senza certificato» e pertanto secondo le “regole” «sono state allontanate prima ancora di salire sui mezzi» ma non sono state multate. Ci ha pensato qualcun altro? Queste persone hanno poi preso altri mezzi o hanno desistito? I controlli nella prima giornata ma anche nelle prossime settimane saranno svolti a “campione”. Se non fosse altro per l’impossibilità materiale di scandagliare tutti gli utenti: solo i fruitori della metro sono all’incirca 400 mila al giorno, conteggia proprio l’Atac.


Lo stesso ha fatto il Cotral che gestisce il trasporto pubblico nell’hinterland e tra i diversi capoluoghi di provincia e che ogni giorno accompagna migliaia di pendolari nella Capitale. Duemila controlli totali nel corso della prima parte della giornata nei nodi di scambio di Tiburtina, Anagnina, Ponte Mammolo, Saxa Rubra e Laurentina. Anche in questo caso i controlli sono stati fatti a terra per gli utenti in salita senza che fossero elevate contravvenzioni a chi è stato trovato senza certificato o con il Green pass scaduto. 


LE FORZE DELL’ORDINE
La partita delle multe resta dunque in capo alle forze dell’ordine - polizia e carabinieri - chiamati sempre per volere della Prefettura, con un’ordinanza “applicativa” firmata dal Questore, a organizzare i controlli e disporre le eventuali sanzioni da qui al prossimo 15 gennaio. Il grosso delle contravvenzioni arriverà in serata, soprattutto nella fascia pomeridiana delle 18. I carabinieri alla stazione Termini, sanzioneranno sei passeggeri che stavano provando a salire a bordo dei bus principalmente per fare ritorno a casa dopo il lavoro.

«Mi è scaduto», «Non ho fatto in tempo a rinnovarlo», «Ah ma perché il Green pass è diventato obbligatorio?»: le principali reazioni di fronte a verbali amministrativi di 400 euro. Anche la polizia soprattutto nella fascia mattutina non è rimasta con le mani in mano. Al capolinea di Anagnina ieri sono state controllate 80 persone e una sola - un cittadino romeno classe 1961 - è stata multata perché non aveva il certificato. L’uomo era arrivato a Roma da Tivoli senza problemi ma quando è sceso ad Anagnina provando a prendere un altro bus è stato fermato, controllato e multato dagli agenti del commissariato Romanina. Tra Cornelia e Battistini sempre gli agenti di polizia hanno verificato 180 passeggeri e tutti avevano il certificato mentre a Laurentina, su oltre 250 verifiche, i verbali emessi sono stati due. Fila tutto liscio a Tiburtina dove la polizia ha verificato il rispetto delle disposizioni su un’ottantina di utenti di bus: tutti in regola.

C’è da dire che a fronte dei controlli, e pure in presenza di alcune sanzioni, la maggior parte delle persone non si è fatta cogliere impreparata. Consapevoli o meno dell’entrata in vigore del super Green pass, il 90% aveva con sé il certificato verde e - almeno nel 60% dei casi - questo era stato generato a seguito della chiusura del primo ciclo vaccinale.
 

Il bilancio della prima mattinata

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