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Rifiuti a Roma, allarme dei medici: «Larve e mosche nei sacchi, rischio sanitario in città»

Il presidente Magi ha incontrato il sindaco: «Troppi cumuli lasciati per ore sotto il sole»

Rifiuti, allarme dei medici: «Larve e mosche nei sacchi, rischio sanitario in città»
di Flaminia Savelli
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 20 Luglio 2022, 00:16

«Non è solo una crisi quella dei rifiuti, siamo già in emergenza sanitaria». Così Antonio Magi, presidente dell’ordine dei Medici della Capitale punta dritto alle conseguenze dei cumuli di spazzatura abbandonati per ore sotto il sole e con temperature record. Ecco perché la crisi sulla raccolta che funziona a singhiozzo in tutti i quadranti della Capitale, è una situazione ad altissimo rischio sanitario. E sono diversi gli aspetti che il presidente Magi ha presentato, nero su bianco in una lettera indirizzata la scorsa settimana al sindaco Roberto Gualtieri. A partire dalle norme igieniche: «Rischiamo di essere invasi dalle mosche da qui a una manciata di giorni. Le larve si annidano tra quei sacchi della spazzatura. A questo - denuncia ancora Magi - si somma il rischio degli incendi. I romani sono esasperati da questo scempio e gli incendi dei cassonetti sono sempre più frequenti con il rischio che materiali come la diossina finiscano nell’aria che respiriamo. L’emergenza c’è ecco perché finalmente il sindaco Gualtieri mi ha accordato un incontro».

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La riunione in Campidoglio era stata richiesta all’indomani del maxi rogo di Malagrotta (15 giugno) in cui sono finite in cenere 900 tonnellate di spazzatura. Ma nella Capitale era già scattato l’allarme per la mancata raccolta. L’incontro, alla fine, si è tenuto ieri sera in Campidoglio: «Abbiamo fatto il punto sulla situazione e l’amministrazione mi ha assicurato interventi rapidi ed efficaci per ripulire le strade. Il nodo però sono i tempi - aggiunge Magi - perché non abbiamo più molto margine con le temperature che nel fine settimane raggiungeranno il picco massimo. Ma il sindaco ha assicurato che entro fine mese la situazione sarà risolta». 

 

LE ISPEZIONI 

Intanto la raccolta sta procedendo ma a macchia di leopardo nei diversi quadranti della Capitale dove ancora ieri da San Giovanni a San Lorenzo fino a Trastevere i cassonetti erano colmi di immondizia. Così come nelle periferie, da Torpignattara al Pigneto. Con un altro allarme, l’ennesimo, scattato nei giorni scorsi. Perché con i ritiri a rilento, e gli orari non rispettati, i titolari di bar e ristoranti sono finiti nel mirino di vigili e ispettori delle Asl. Gli esercizi multati sono già 2 mila: gli agenti della Municipali li hanno sanzionati per aver lasciato i bidoncini all’esterno. Secondo il calendario, tranne che per il Tridente e per Monti dove c’è un giro di ritiro anche alle 16, le regole impongono agli esercenti di lasciare scarti alimentari e plastica entro le 20 (per i bar) ed entro le 24 (per i ristoranti).

Prima e dopo i bidoncini e l’immondizia vanno tenuti entro i locali, altrimenti si rischia appunto una contravvenzione fino a 216 euro. Un calendario con delle falle che rischia di ricadere nelle casse dei piccoli imprenditori. Che più delle multe ora temono le ispezioni delle Asl. Perché, anche in questo caso, il problema è sì di decoro ma anche di igiene. «Se la situazione non verrà risolta al più presto, i titolari saranno sanzionati due volte. Non solo dall’amministrazione ma anche dalle Asl. Perché con le temperature così elevate non possono lasciare gli scarti all’interno delle mura in attesa del passaggio della spazzatura. A più riprese abbiamo sollevato la questione» aveva denunciato sabato scorso (16 luglio) Claudio Pica, presidente di Confesercenti.

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