San Camillo-Forlanini, in ospedale arriva il kit per i ricoveri fuori programma

Lunedì 15 Luglio 2019
Il pettine, il deodorante, la camicia da notte e gli slip. L'azienda ospedaliero San Camillo-Forlanini e l'associazione Salvamamme lanciano il kit di prima necessità per chi non ha programmato il ricovero o arriva al pronto soccorso, vive in condizioni di fragilità e ha bisogno di generi o prodotti per affrontare una degenza ospedaliera non programmata. L' hanno chiamato Kit care con amore. Da subito saranno consegnati al San Camillo, proprio da Salvamamme, 390 kit estivi divisi per tipologia e funzionalità a disposizione del pronto soccorso la cui gestione sarà affidata all'Urp dell'ospedale. Il progetto prevede diverse tipologie di aiuto: c'è il kit care 24, pensato per le donne anziane che si ricoverano e sono in estrema difficoltà socioeconomica; il kit care cicogna e il kit care bimbi che sono forniture predisposte per bambini appena nati e per i piccoli ricoverati per diverse patologie; il kit care valigia di salvataggio per le donne vittime di violenza, con dentro pantofole, camicia da notte e prodotti per l'igiene persone; il kit care back home per una dignitosa dimissione, che contiene vestiario per chi non può tornare in possesso del proprio per vari motivi. In totale, poi, saranno 1000 i kit care 24, 250 i kit care valigia di salvataggio e 600 gli altri.

«Sono stato chiamato a lavorare qui al S.Camillo perché la sanità in cambiamento risponda sempre alle esigenze delle persone - ha spiegato Fabrizio d'Alba, direttore generale del San Camillo-Forlanini - e questa iniziativa va in quella direzione. Spesso il pronto soccorso porta critiche alle aziende sanitarie, ma è il luogo dove si esprime meglio l'universalismo del Ssn. A volte lascia indietro l'attenzione alle persone e si può perdere il rapporto tra medico e paziente - osserva il Dg - Una persona che arriva al pronto soccorso se deve metterci anche la preoccupazione di non avere i beni di prima necessità ha un ulteriore disagio, questo progetto serve a ridurlo e ad aiutare le persone in un momento di difficoltà». «Il fatto che ad un anziano ricoverato manchino le sue piccole cose lo farà stare ancora più male e si sentirà spaesato - ricorda Maria Grazia Passeri, presidente di Salvamamme - Noi in questi kit diamo un piccolo aiuto a queste persone. È grande il numero degli anziani privi dell'indispensabile, magari perché pensionati al minimo o perché incapaci di organizzarsi. Il nostro è un momento di accoglienza nei confronti di persone che versano in una condizione di difficoltà».

L'iniziativa di Salvamamme è resa possibile grazie al sostegno di Angeli in moto, dell'associazione Soroptimist International, che si occupa da tempo del progetto Valigia di salvataggio, e Unilever. «Iniziative come questa vanno nel solco dell'umanizzazione delle cure e sopratutto dei pronto soccorso - sottolinea Alessio D'Amato, assessore alla Sanità e integrazione della Regione Lazio - ci sono luoghi dello Stato che negli anni sono regrediti, i pronto soccorso no. E di questo va dato atto agli operatori che ci lavorano. Voglio ringraziare quindi tutte le associazioni che hanno contribuito al progetto».
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